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RoboCop 3 (1993) – La legge di Murphy

Ebbene, siamo arrivati al terzo articolo sull’adattamento italiano della serie di RoboCop. Sappiamo tutti cosa succede nei terzi capitoli delle saghe famose: o finisci nel Far West, o rasato a zero su un pianeta-prigione, oppure gli orsetti del cuore ti aiutano a sconfiggere il malvagio impero galattico… in questo film voli con un jet pack per difendere una dozzina di cittadini da alcuni punk, l’unica cosa di questo film che poi credo sia rimasta impressa a tutti.

La Legge di Murphy applicata alla cinematografia:

Se un terzo seguito potrebbe fare schifo, sicuramente farà schifo.

Peter Weller

vi cago in testa gente

Il terzo infausto episodio di RoboCop non è poi così male come dicono tutti in realtà. Ha molti problemi come film a sé (c’è una bambina hacker di 8 anni; il capo della OCP è adesso un buffone vittima delle circostanze; c’è una bambina hacker di 8 anni; RoboCop non uccide più nessuno, anzi nessuno uccide più nessuno, quasi, e infine c’è una bambina hacker di 8 anni! Lo avevo già detto?) e sembra più l’episodio pilota di una serie tv o un film girato per la televisione (infatti dubito che in Italia sia uscito al cinema) ma tutto ciò mi tocca poco (se non consideriamo la bambina hacker di 8 anni). Il problema maggiore lo trovo invece nella sua versione italiana che è del tutto incurante dei precedenti adattamenti!

Robocop 3 Kids Are Awful

Se i precedenti film mi avevano sorpreso e divertito in italiano con l’adattamento di Pino Locchi, dove erano state migliorate persino alcune scene (vedi precedenti articoli su Robocop 1 e Robocop 2), il doppiaggio di questo terzo film (a cura di Manlio De Angelis, sempre per la C.D.C.) fa incazzare già dal minuto uno quando sentiamo parlare di una ditta chiamata fantozzianamente La Superprodotti, nonostante sia palesemente accompagnata dal simbolo, ormai familiare, della OCP.
Al quindicesimo minuto avevo già abbozzato quasi tutto l’articolo sulle note del mio cellulare.

Sarò il più possibile telegrafico perché questo film non merita approfondimenti eccessivi. Ecco una lista di cose OK e di cose “non OK”.

Le note positive

Iniziamo elencando ciò che è “OK” in questo film.

  • Nonostante la sostituzione dell’attore principale, la voce italiana rimane la stessa (Alessandro Rossi), facilitando lo spettatore ad abituarsi al nuovo aspetto di RoboCop, non proprio uguale ai precedenti film.new robocop
    Questo è decisamente un vantaggio dell’avere i film doppiati. Il nostro RoboCop suona più familiare a noi di quanto potrà mai suonare alle orecchie degli americani. Difatti il problema della voce è nella lista degli 8 errori di RoboCop 3 da non ripetere in futuro (la numero 5 è appunto “get the voice right!“, ovvero “dategli la voce giusta!“).

 

  •  L’ED-209 riprogrammato che dice:mangiate piombo scemi
    Eat lead, suckers!
    Mangiate un po’ di piombo, scemi!
    .
    Potrebbe trattarsi forse un simpatico omaggio al doppiaggio del primo RoboCop dove “creep” era tradotto in “scemo“? Ahimè no, è una semplice coincidenza, come dimostrato da una successiva battuta dove “creep” viene appunto tradotto in “verme”. Comunque il robot che chiama le sue vittime scemi ha lo stesso valore comico di “suckers“.
    “Scemo” non lo si usa più a sufficienza nei dialoghi doppiati perché non esiste una corrispondenza diretta in inglese e dato che la maggior parte dei doppiaggi moderni sono fatti su traslitterazioni alla lettera, difficilmente lo ritroverete.
  • Un lessico non comune in molte parti d’Italia, ma correttissimo, fa la sua comparsa quando il generale dice:

    Find a manhole!
    Trovate un chiusino!
    .
    Nel 2014, considerando la qualità media delle traduzioni recenti, questa è da applauso e lacrime agli occhi. Il chiusino mi ha commosso.

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Non “OK”

  • La OCP viene chiamata Superprodotti Corporation (o “la Superprodotti” in breve) durante tutta la durata del film, peccato che il simbolo stranoto della OCP compaia stampigliato, tipo, …OVUNQUE!!!
    ocp1
    ocp3
    ocp6
    ocp2
    ocp5
    OCP
    Per non parlare poi del gigantesco logo aziendale su parete dove, sotto alla sigla, appare anche il nome scritto per intero (Omni Consumer Products) in caratteri tridimensionali.ocp4
    Bravi. Buona idea quella di cambiare il nome della società. Nessuno ci farà mai caso.
  • Dopo che la polizia ha investito la macchina di un fighetto e Lewis chiede se sta bene, il tizio si lamenta per la distruzione della sua auto sportiva “d’epoca”:
    incidente 1
    In inglese:
    OK? What are you, a comedian? I traded in a brand new SUX for this classic. Now look at it! It’s garbage.
    In italiano:
    Bene? Che cos’è una battuta? Che cazzo di domande, l’avevo appena comprata e adesso guardala! È un rottame.
    .
    Insomma, addio riferimenti alla celebre SUX.
  • RoboCop si lancia nella sua battuta preferita:robocop punks
    Nice try, creeps.
    Bel tentativo, vermi.
    .
    Come era avvenuto in RoboCop 2, si perdono i riferimenti al primo film dove l’adattamento aveva alterato comicamente creep in scemo. La battuta originale che ricorre in tutti e tre i film, ovvero chiamare i criminali “creeps“, in italiano è ricorrente solo negli ultimi due film (dove viene tradotta con “vermi”).

 

  • Nello scambio di battute tra il sergente del distretto di polizia e l’avvocato di un nero vestito da donna con in mano un lecca lecca gigante:
    pastore tedesco 1

    In inglese:
    Avvocato:  This is entrapment! My client was visiting close friends in that motel.
    Sergente: Hey, buddy. Your client’s friends were a non-union video crew and a German shepherd. Avvocato: That’s prejudicial.

    In italiano:
    Avvocato: Questa è prevaricazione. Il mio cliente era andato a trovare degli amici in quel motel.
    Sergente: Ehi avvocato, gli amici del tuo caro cliente erano delle comparse non iscritte al sindacato e un predicatore tedesco.
    Avvocato: Questo è razzismo.

    pastore tedesco 2
    Ma avevano capito cosa volesse dire la frase originale o è stata volutamente alterata per poter vendere il film anche ai “giovini”? Il sergente del distretto diceva con ironia che gli amici del cliente erano cameraman non in regola (“non iscritti al sindacato” indica che non erano professionisti o che comunque operavano in nero e in maniera losca) e un pastore tedesco (un cane, non un predicatore!). Vi lascio immaginare da soli cosa stessero filmando questi loschi cameraman in una stanza di motel con un cane ed un travestito.

 

  • Quando il sergente risponde al telefono dice “centrale West” (originale “Metro West“) ma si sono dimenticati che nel primo film Murphy si presenta alla centrale di polizia dicendo “Murphy, trasferito qui dal Metro Sud“, non aveva certo detto “Metro South” (pronunciato “sauth”). Adesso invece si mantengono i termini in inglese? La battuta originale è ancora più memorabile in quanto si tratta della prima frase pronunciata dal protagonista.Metro West
    A dirla tutta, mi sembra che il sergente in questa scena neanche dica “centrale West” in realtà, bensì “Centrale Wester“, qualunque cosa questo possa significare. Che l’abbiano scambiata per (o alterata in) un nome di persona?
    Per il rispetto della continuità con i precedenti adattamenti avrebbe dovuto dire “Metro Ovest” o al massimo “centrale Ovest” (intendendo “centrale Metro Ovest”).
    __
  •  Manca di continuità anche la traduzione del nome della divisione “Security concepts” della OCP
    security concepts
    …che nel primo film era tradotta come “comitati di sicurezza” ma nel terzo assume il nome di “progetto sicurezza” e poi, sempre nello stesso film, di “reparto sicurezza“.
    Va bene anche “reparto”… ma perché mai “progetto“? Non era un progetto, ma un reparto della società.
    _
  • Dopo il fallito tentativo di appropriarsi di un’area cittadina per farne una mostruosa speculazione edilizia chiamata “Delta City”, il presidente in carica della OCP (scusate, della Superprodotti) tenta di scusarsi con i finanziatori giapponesi e propone una nuova destinazione d’uso per quel quartiere degradato:
    luna parkIn inglese:
    Let’s gentrify this neighborhood! Build strip malls, fast-food chains. Lots of popular entertainment! What do you think?
    In italiano:
    Trasformiamolo in un luogo di divertimenti. Zucchero filato, catene di fast food. Palloncini per bambini! Che ne pensa?
    .
    In italiano sembra che voglia costruirci un luna park (esasperando ancor di più la sua immagine di buffone del film, qualcuno avrà forse riconosciuto nell’attore lo Zed di “Men in Black”), invece la proposta reale era quella di riqualificare il quartiere degradato, riportando in esso servizi e attività commerciali che avrebbero attratto un nuovo (e più benestante) vicinato. Questa è la cosiddetta “gentrification” (tradotto spesso come “imborghesimento”), termine che qualche anno fa si era conquistato la fama grazie ad una pessima figura della Canalis a San Remo.
  • Infine manca la lettura ad alta voce di tutto ciò che appare su schermo.
    directives
    Chi nel 1993 non sapeva l’inglese si sarà perso informazioni relativamente importanti che apparivano sul monitor di RoboCop, incluse le famose tre direttive. Una mancanza abbastanza importante nella scena in cui RoboCop decide di difendere i cittadini dall’abuso della OCP dopo averli guardati in faccia con le tre direttive che gli apparivano in sovraimpressione tipo reclame della Eminflex.
    Va bene, va beeeeene! “Protect the innocent” lo avranno capito tutti, ma “uphold the law” e “serve the public trustno!

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Insomma che pastrocchio che hanno combinato con questo adattamento. Forse l’unica cosa veramente fastidiosa è quella del cambio di nome della OCP in Superprodotti, motivato da qualcosa che sicuramente mi sfugge, ma qualunque fosse l’idea dietro questo cambiamento, si è rivelata una pessima scelta. Per la miseria, RoboCop ha “OCP” stampato persino sull’elmetto!
Il resto delle alterazioni sono soltanto da imputare alla svogliatezza; chi ha mai voglia di andare a ripescare i precedenti film per rinfrescarsi la memoria su come avevano tradotto “creep” e “security concepts“, su cosa fosse la SUX o su come fosse stato tradotto “Metro West” in passato?

Curiosità poco curiose sul doppiaggio dei vari RoboCop

robocop3a

Lo slogan del film che compare sulla locandina sotto al titolo RoboCop 3 è: “È TORNATO PER RISTABILIRE LA LEGGE”. Al contrario di quanto è successo di recente con il primo RoboCop, questa frase non è stata scambiata come il sottotitolo del film.

La voce di Michele Gammino, genericamente elencata su Antonio Genna tra “altre voci”, è la prima che sentiamo nel film; Gammino doppia infatti il narratore della pubblicità di Delta City. In RoboCop 1 e RoboCop 2 aveva doppiato, rispettivamente, il negoziante che viene rapinato e l’avvocato della OCP.

Uno dei pochi personaggi che ritornano in tutti e tre i film è l’attore di colore che interpreta il vice-presidente Johnson. In ciascun film però è stato doppiato da un doppiatore diverso: Giorgio Lopez nel primo film, Cesare Barbetti nel secondo e Lucio Saccone nel terzo.

Anche il Sergente Reed della stazione di polizia ha avuto tre voci diverse: Sergio Rossi nel primo film, Fabrizio Pucci nel secondo e Sandro Sardone nel terzo.

Gli unici personaggi che hanno doppiatori fissi sono stati RoboCop (Alessandro Rossi), la sua collega Lewis (Anna Rita Pasanisi) e “il Vecchio” (Giorgio Piazza) il quale, però, non compare nel terzo film.

Grazie a RoboCop, Alessandro Rossi è diventato la voce robotica italiana per eccellenza andando successivamente a doppiare: Schwarzenegger sia in Terminator 2 che in Terminator 3 (non il primo che invece era di Glauco Onorato), Optimus Prime nella serie cinematografica dei Transformers, Dolph Lundgren in Universal Soldiers – I nuovi eroi e in Johnny Mnemonic, Ving Rhames ne’ Il mondo dei replicanti, il robot di Lost in Space, il robot “Pero” nel film d’animazione Metropolis… ne ho dimenticato qualcuno?

un dollaro

Anche in questo film torna lo sketch “me lo compro io per un dollaro” di cui avevo parlato approfonditamente. Nel secondo film questo personaggio non era ricomparso, forse per via di una scena poi tagliata sul finale del primo RoboCop dove, al telegiornale, rivelano che il famoso comico ha subito una condanna per immoralità dopo essere stato pizzicato a richiedere favori sessuali in cambio di apparizioni televisive nel suo show “It’s not my problem“. Si presume dunque che durante gli eventi del secondo film, egli fosse ancora agli arresti e che fosse tornato in libertà soltanto successivamente, in tempo per apparire all’inizio del terzo film. Lo vediamo per un brevissimo momento alla televisione mentre in casa avviene una violenta incursione della polizia per sfrattare dei poveracci; la pronuncia del suo tormentone “lo compro io per un dollaro“, con una vena quasi perfida (sia in italiano che in inglese), sta quasi a sottolineare, con amara ironia, l’ingiustizia dell’incursione.

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E adesso abbiamo terminato con il vecchio RoboCop. Sono libero!

TO BE CONTINUED???

Project X – Una festa che spacca

Con sorpresa dei miei amici di lunga data, i quali mi vedono come una sorta di cinefilo un po’ snob, non mi vergogno ad ammettere che “Project X – Una festa che spacca” (2012) sia nella lista dei miei preferiti tra i film usciti negli ultimi due anni.
La premessa era una roba trita e ritrita, per niente promettente (commedia dove uno studente non molto popolare organizza una festa in casa ma gli sfugge di controllo con conseguenze nefaste), poi ci si mette anche il trailer, così pazzesco da essere quasi da ignorare, e persino l’anno, il 2012 in generale, era poco promettente… Eppure, saranno state forse le mie basse aspettative, chissà, fatto sta che mi sono inventato varie scuse per rivederlo diverse volte in questi due anni.

Non ho niente da dire riguardo la versione doppiata in italiano, anzi, congratulazioni a chi ha adattato i testi in italiano per non essere scaduto in dialoghi finti-giovanili che mascherano una traduzione di scarsa qualità, come era accaduto per Fright night – il vampiro della porta accanto dove i protagonisti parlavano una lingua inventata da qualche supervisore americano.

[Paradossalmente sia Fright Night che Project X hanno avuto la stessa persona, Carlo Cosolo, all'adattamento dialoghi. Suppongo che Project X, a differenza di Fright Night, non abbia richiesto la presenza di un "supervisor" che abbaiasse nelle orecchie del direttore di doppiaggio frasi come: "niente interpretazioni! Traducete tutto alla lettera! Tutto alla lettera! Capisc?"]

Non ho da dire niente neanche riguardo al titolo in inglese perché il motivo di quel “Project X” viene spiegato nella prima scena del film ["...e questo è Project X, yo!"] e mi piace anche il necessario sottotitolo italiano.

Se non mi lamento del doppiaggio di questo film e nemmeno del titolo, allora di che cosa potrò mai lamentarmi, direte voi? Di una singola, dannatissima, scena sul finale o, più precisamente, delle scritte che appaiono in essa.

Vediamo la scena in questione nella versione originale:

Dice approssimativamente questo:

I genitori di J.B. hanno convinto il tribunale che il ragazzo è “diversamente abile” e quindi dell’impossibilità di poterlo chiamare a giudizio.
Le accuse sono state ritirate ma è stato costretto a prendere il pulmino per disabili per il resto del liceo.

Prestate attenzione al segmento sottolineato e vediamo come è stato tradotto nei sottotitoli del DVD:

The short bus” diventa “il bus più piccolo“. Perché dovrebbero fargli prendere il bus più piccolo? Che cos’è il “bus più piccolo“? Cerchiamo velocemente la definizione di “short bus“:

short bus
1. noun. (derogetory) school bus shorter in length than a conventional school bus commonly used to transport students with physical or mental handicaps.

(dispregiativo) pulmino scolastico, di lunghezza inferiore rispetto al normale, usato comunemente per il trasporto di studenti con disabilità fisiche o mentali.

Insomma lo “short bus” è un “pulmino per disabili”.

Se me lo traducete come “il bus più piccolo” allora non avete capito un cazzo. Signori che lavorate ai sottotitoli… neanche io sapevo cos’era uno “short bus” perché non ho mai vissuto negli Stati Uniti, ma mi ci sono voluti 30 secondi per trovarlo su Google, 30… secondi!
Questi potenti mezzi moderni esistono, usateli quando avete dubbi! Non mi traducete “short bus” come “il bus più piccolo”! Più piccolo di cosa, del vostro cervello? Ammettetelo, avete messo i sottotitoli americani in Google Translate e vi è sfuggito di correggere questo “short bus”, ammettetelo!
[amici lettori, roteate gli occhi per me, per favore, perché i miei già rischiano di uscire dalle orbite].

In un recente passaggio televisivo, ho notato che (caso raro) la Mediaset possiede una copia localizzata in italiano, ovvero con i titoli su schermo scritti in lingua italiana. Vediamo come hanno tradotto la stessa frase:

“…ma lui è costretto a guidare il pulmino per il resto dell’anno scolastico…”

Ah davvero? Fanno guidare il pulmino della scuola al ragazzo per ordine del tribunale? L’avete riletta questa frase prima di stamparla sul master italiano del film?
Siete dei PAZZI! Perché mi volete fare impazzire? Capite adesso perché il mio avatar è Schwarzenegger che urla sul suolo di Marte? Per cose così!

project x 3

Robocop 2 (1990) – La salute pubblica ha un nuovo paladino

In un precedente articolo vi avevo raccontato di quanto fosse eccellente l’adattamento del primo film di RoboCop, dove eventuali alterazioni dalle frasi originali erano da imputare unicamente ad una ricerca molto attenta della sincronia labiale, che in quel film infatti brillava di luce propria! Nonostante ciò, il doppiaggio italiano non mancava di magagne, in primis la pronuncia del nome “Murphy”, prevalentemente e fastidiosamente pronunciato come MERFI, anche se poi ciascun doppiatore si lanciava in interpretazioni tutte personali e quindi nello stesso film sentivamo MERFI ma anche MARFI e “Murphy” pronunciato correttamente all’inglese.

Corretti i vecchi errori

Il secondo film della serie è adattato persino meglio, difatti sono state corrette alcune delle problematiche emerse dal doppiaggio del primo RoboCop, una grande prova di auto-critica da parte della compagnia di doppiaggio! Non è mai troppo tardi per migliorare. Gli errori più lampanti che sono stati corretti dal primo adattamento sono i seguenti:

  • La OCP non è più chiamata “Prodotti dei Consumatori OMNI” come avveniva nel primo film ma per fortuna viene citata con il suo nome originale “Omni Consumer Products” come è logico che sia (da quando in qua si traducono i nomi di aziende americane, pur se immaginarie?).
  • Non ci sono più alterazioni dei nomi come era avvenuto per Boddicker (diventato “Baddigher” in italiano).
  • Anche “Murphy” viene finalmente pronunciato all’americana, come è giusto che sia. Non più “merfi” a vocali ben scandite come nella sciagurata frase di chiusura che nel precedente film vi tirava uno schiaffo sulle orecchie prima dei titoli di coda.

Battute migliorate

Anche in questo secondo film, così come accadeva nell’adattamento del primo, troviamo i soliti dialoghi alterati per rispettare il labiale, pur mantenendo il senso della frase e spesso migliorandone l’impatto sul pubblico (del resto è questo che vuol dire “adattamento”). La naturalezza che trovavamo nel primo film infatti è mantenuta anche qui. Alcuni esempi:

 

Non si spara ai ragazzini, poliziotto.

“Non si spara ai ragazzini, poliziotto!”

Il ragazzino criminale che dice a RoboCop:

Can’t you shoot a kid, can you, fucker?

letteralmente “non puoi sparare a un ragazzino, vero stronzo?” ma che diventa:

Non si spara ai ragazzini, poliziotto!

Questa è una frase che, accompagnata da un colpo calibro .45 in testa, fa scattare in RoboCop la memoria di suo figlio che gli dice “spara forte papà” durante un allenamento di baseball. In originale era “throw it home, dad!” che, per quanto ne capisca di baseball, dovrebbe essere “falla finire fuoricampo, papà!” ma, per estensione, anche “tira forte” va bene in questo caso. È quel ritocco di cambiare “tira” con “spara”, interpretabile come un plausibile modo di dire adolescenziale, che raffina la scena.
Quindi, dopo aver sentito un bambino che dice “non si spara ai ragazzini” (e un colpo in testa), a RoboCop torna alla memoria suo figlio grazie a un nesso (la parola “spara“) che troviamo solo in italiano.

Altri adattamenti ben riusciti sono:

Il moccioso viene con me!

“Il moccioso viene con me!”

- The baby’s coming with me!
– Il moccioso viene con me!

Ma anche il sindaco disperato che minaccia di portare in tribunale il presidente della OCP:

vi denuncio

- We will sue your asses!
Give it your best shot.
– Fuck you! You old, senile bastard!

Letteralmente: “Vi porteremo in tribunale! / Faccia del suo meglio / “affanculo! Vecchio bastardo rimbambito!
Ma tradotto con più colore e più memorabilmente come:

- Ci rivedremo in tribunale!
Non le impedisco di sognare.
– Vaffanculo! Stupido vecchio rimbambito!

Poi ancora, RoboCop impartisce una “lezione” ai bambini-teppisti dopo che la OCP gli ha fatto il lavaggio del cervello…

(pensate a mamma e papa) voi fate sanguinare il loro cuore

“(pensate a mamma e papa) voi fate sanguinare il loro cuore”

Al posto di “che tipo di lezione gli state dando?” (traduzione letterale) abbiamo un ben più rincoglionito e ben più riuscito “voi fate sanguinare il loro cuore“, una frase degna della famiglia Flanders (e seguita da “e ora un consiglio dietetico…“).

consigli dietetici

No, non era questo il consiglio dietetico ma non ho saputo resistere.

Sempre riguardo i ragazzi…

Non dovreste essere a scuola?

“Non dovreste essere a scuola?”

Una traduzione fatta oggi, nel 2014 avrebbe quasi certamente visto una traduzione alla lettera del tipo “oggi non è un giorno di scuola?“.

Torniamo un momento indietro, all’arrivo sulla scena di un crimine dove il ladro apre il fuoco su RoboCop e collega…

“Avanti, arrestalo!”

Sconvolgente che in inglese la collega dica a RoboCop di “farlo fuori” (take him out). Preferisco la frase italiana “avanti, arrestalo!“. Questi piedipiatti di Detroit hanno il grilletto un po’ troppo facile.

Al ritorno di RoboCop e partner alla stazione di polizia, i colleghi in sciopero se la prendono con loro…

“Te la faremo pagare, sei uno sporco crumiro!”

Al posto di una frase traducibile liberamente come “Il sindacato si segna i nomi, questa non ce la dimentichiamo!” (riferito a RoboCop e collega che vanno a lavoro nonostante lo sciopero della polizia) abbiamo un “Te la faremo pagare, sei uno sporco crumiro“, tra l’altro riferita soltanto a RoboCop, non alla collega, la quale in realtà penso fosse la principale accusata… dubito possano farla pagare a RoboCop in alcun modo. Ciò non toglie dal fatto che anche RoboCop sia uno sporco crumiro. Una battuta molto divertente.

Quando sul finale i dirigenti della OCP pianificano di far ricadere le colpe sulla psicologa arrivista che aveva messo in moto il fallimentare progetto “RoboCop 2″, il vice-presidente dice che il capro espiatorio potrebbe essere…

una donna dalla dubbia moralità

“una donna dalla dubbia moralità… che ha tradito la nostra fiducia”

Quella della “donna dalla dubbia moralità” batte di gran lunga la “donna che non fa gioco di squadra” (ovvero che operava per conto suo, fuori dagli schemi della OCP).

Ma la battuta alterata più sfiziosa deve ancora arrivare! Dopo l’uccisione di molti innocenti, per colpa di Robo-Cain (sfuggito al controllo della OCP), si profila uno scenario di denunce senza fine per la compagnia. Il presidente ordina subito di preparare il migliore ufficio stampa che hanno a disposizione. In italiano invece dice…

“dobbiamo comprare la stampa al più presto!”

Dobbiamo comprare la stampa al più presto!“. Com’è che queste battute re-inventate in Italia, prese nel contesto del film, hanno anche più senso di quelle originali? Che gli adattatori abbiano capito il film meglio degli sceneggiatori stessi? Lo so, sono provocatorio ma adoro questi adattamenti ben fatti.

I dialoghi meno riusciti

Purtroppo anche questo film non manca di scelte più discutibili. Poche per la verità ma ci sono! Cose come:

Ripensaci

“Sei in arresto, verme!”

Think it over, creep.

Sei in arresto, verme.
(e spara subito al fuggitivo che non si arrende)

Non sarei “Evit di Doppiaggi Italioti” se non cominciassi una filippica su una frasina apparentemente innocua. Nella precedente recensione avevamo visto che RoboCop, nel primo film, chiamava “creep” (verme) uno stupratore; la frase era precisamente “your move, creep” e diventata, per esigenze di labiale e di impatto della battuta, “non ti muovere, scemo“. Personalmente, avevo ben voluto questa alterazione che funzionava nel labiale e faceva anche ridere. Nel secondo film, una delle prime frasi di RoboCop è appunto “think it over, creep” (letteralmente: “pensaci bene, verme!“). Il problema è che avrebbero dovuto mantenere lo “scemo” al posto di “creep” per preservare la continuità dal primo film e farci capire che a RoboCop piace ripetere questa specifica battuta.
Cambiandola, però, nessuno in Italia può fare il collegamento con la frase del primo film. Peccato! Avrei decisamente preferito il ritorno del “pensaci bene, scemo“.

Ci sono poi alcune frasi che lasciano molti dubbi quando vengono udite in italiano e, non sorprendentemente, si scoprono poi essere frasi alterate (male) in fase di adattamento o di doppiaggio.

Ad esempio…

Vicino al fiume, dentro la vecchia fabbrica!

“Vicino al fiume, dentro la vecchia fabbrica!”

Il “River Rouge” è riferito all’omonimo fiume di Detroit; la sua alterazione in “vicino al fiume” quindi va benissimo. È “la vecchia fabbrica” ad essere una frase stupida.
Il primo pensiero che viene in mente infatti è questo: basta quella vaga indicazione per trovare un luogo specifico di una grande città?
Riformulo la domanda: vicino al fiume di una metropoli industriale fatiscente come la Detroit del film esiste davvero un’unica, inconfondibile, “vecchia fabbrica“?
La risposta è no, questa frase esiste solo in italiano perché, in inglese, il poliziotto corrotto fa invece riferimento ad una fabbrica in particolare, quella del trattamento dei liquami (sludge plant).
L’alterazione ancora una volta è stata fatta sicuramente per rispettare il labiale e la brevità della battuta, o almeno così sembra… però ha poco senso in italiano, a meno che sul fiume “Rouge” di Detroit non esista effettivamente UNA SOLA vecchia fabbrica, ben nota a tutti gli abitanti del luogo.
La morale è, se una frase puzza, andatevela a controllare in originale (se possibile).

Un’altra battuta sospetta in italiano riguarda il presidente della OCP che tira fuori un cilindrone di droga (la “Nuke”) dichiarando che si tratta di una quantità sufficiente per 100 dosi e forse più. Questa battuta non ha molto senso dato che ciascuna dose di “Nuke” era contenuta in piccolissime fialette monodose di collirio e dubito che un cilindro così grande potesse contenere Nuke solo per 100 dosi.

“…contiene Nuke per cento dosi e forse più.”

Come potete vedere la battuta originale era “contiene abbastanza Nuke per rendere dipendenti gli abitanti di un intero isolato“, altro che 100 misere dosi. In italiano potremmo affermare che il Vecchio non fosse molto forte in materia di droga, vivendo nella sua torre d’avorio, al centesimo piano del grattacielo OCP.

Le “direttive primarie” cambiano da un film all’altro

Le direttive primarie (“prime directives”) di RoboCop sono sempre le stesse…

1. SERVE THE PUBLIC TRUST
2. PROTECT THE INNOCENT
3. UPHOLD THE LAW

…solo che cambiano continuamente quando vengono enunciate nel doppiaggio italiano. Nel primo film avevamo sentito:

prime directives

Bob Morton:
Quali sono i tuoi obiettivi?

prime directives 2

RoboCop:
L’ordine pubblico totale.
Proteggere gli innocenti.
Far rispettare la legge.

L’unico dei tre degno di nota è certamente quell’ordine pubblico totale! Qualcuno poteva forse sospettare che RoboCop mirasse ad un ordine pubblico soltanto parziale? In realtà quel “totale” andava a sopperire al labiale della parola “trust” (nella scena vediamo un primo piano di RoboCop che parla), ciò non toglie però che l’effetto lievemente comico rimane quando sentiamo gli assolutismi italioti di RoboCop.

Nel secondo film, RoboCop vede su schermo le sue direttive e in italiano ce le legge per aiutare la nostra comprensione (grazie Robo, nel 1990 in pochi conoscevano l’inglese o almeno non facevano finta di saperlo come accade oggi):

Direttive primarie 2

“Direttive primarie…

Servire la salute pubblica.
Proteggere gli innocenti.
Difendere la legge.

Tenendo a mente che in questo caso non c’era alcun labiale da rispettare, mi sorgono alcune domande:
RoboCop serve anche la Salute Pubblica? Davvero? Vuol dire che ha il compito di “tutelare la salute collettiva, intervenendo nella prevenzione delle malattie infettive diffusive, nonché dei fattori di rischio connessi con l’inquinamento ambientale o presenti negli ambienti di vita“?

Molto interessante, non lo avrei mai sospettato! Curioso che ciò che è racchiuso in questa definizione sarà esattamente quello che, ad un certo punto del film, gli programmeranno gli stronzi della OCP per degradare la sua immagine pubblica.
Anche il “difendere la legge” secondo me non ha molto senso, a meno che non faccia parte di un modo di parlare del 1990 che ho dimenticato. Da che mondo e mondo i poliziotti fanno “rispettare” la legge, non “difendono” la legge, quello al massimo è compito dei politici.

La prima traduzione delle tre direttive era decisamente la più azzeccata, pur con quella cosa divertente dell’ordine pubblico TOTALE che, come ho detto, era giustificato dalla necessita di una sincronia con il labiale. Nel secondo film non ci sono scuse, non c’erano necessità di labiale nella scena delle direttive quindi “salute pubblica” e “difesa della legge” se le sono tirate fuori dal culo.

- Thank you for not smoking. - Fumare uccide, grazie per aver smesso.

- Thank you for not smoking.
- Fumare uccide, grazie per aver smesso.

Interpreti italiani

Il cast di doppiaggio di RoboCop 2 è molto simile a quello del primo film. Oltre alle voci dei personaggi principali, di cui sono pressoché invariati gli interpreti, c’è forse da notare che i doppiatori “secondari” (quelli bravi che nel primo RoboCop avevano dato voce a personaggi molto poco importanti o micro-ruoli) siano tornati a riempire gli spazi vuoti. La ditta di doppiaggio è chiaramente la stessa (la C.D.C.) e suppongo che i membri, anche famosi come Gammino, fungessero come una sorta di “jolly”, o un tappabuchi, venendogli affibbiato qualsiasi ruolo rimasto disponibile. In questo caso Michele Gammino (che nel primo film interpretava un negoziante con pochissime righe di dialogo) da la voce ad un avvocato dell’OCP.
Ahimè Sergio Rossi non ritorna sul “Sergente” del distretto di polizia, sostituito da Fabrizio Pucci e in ogni caso il “Sergente” appare molto meno di quanto facesse nel primo film.

Aggiunte azzeccate

Anche in questo caso, come ho fatto per il primo RoboCop, chiudo l’articolo con una scena migliorata in italiano perché ci tengo a non lasciare una brutta impressione riguardo a questo adattamento. Difatti RoboCop 2 è decisamente meglio adattato del primo, soltanto che risulta meno memorabile perché sono le battute originali stesse ad essere meno memorabili. Ebbene questa scena non sarà al livello di “hai finito di rompere il cazzo, Bob” ma aggiunge sicuramente qualcosa in più!

Tenete presente che il “Robo-Cain” non parla mai, terrorizza solo con la sua mole corazzata e mastodontica e per il cervello psicopatico che lo governa. Soltanto sul finale (e solamente in italiano) Cain si apre ad un’unica parola, sforzata, quasi come il mostro di Frankenstein dei classici horror…

Nu…uuke! Nu..uuuke!

Nuke... nuke

“Nu…uuke! Nu..uuuke!”

La parlata del mostro è così inattesa per lo spettatore che subito puzza di aggiunta italiana per migliorare una scena finale ad alta tensione e che, tra l’altro, ben si accompagna ai tanti effetti cartoneschi che abbiamo visto e sentito fino a quel momento: la caduta del robot da un palazzo di 100 piani con suono alla Wile E. Coyote, il cazzottone estensibile come uno dei martelli ACME di Roger Rabbit, il flauto a coulisse che accompagna una momentanea sconfitta del robottone… ebbene, i doppiatori ci hanno visto bene, dopo tutti questi effetti comici, volutamente inseriti, “far parlare il mostro” sul finale, come un cliché alla Frankenstein (ma più in stile Frankenstein Junior), va benone! Hanno capito tutto e sono riusciti nell’intento. Bravi!

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Così termina la mia serie di articoli sull’adattamento italiano dei film di RoboCop! Spero che abbiano spinto qualcuno ad andarsi a rivedere questi capolavori che sono rimasti troppo a lungo nel dimenticatoio. Inoltre ho ben pochi motivi per suggerirvi di vederveli in lingua originale, anzi RoboCop 1 senza “hai finito di rompere il cazzo, bob” non è proprio la stessa cosa, per non parlare del frankenstein-Cain che mugola “Nuke! Nuke!” nel secondo film.
A seconda dei gusti personali potrebbe piacere il primo ma non il secondo o vice versa, io sono di bocca buona e mi piacciono entrambi per motivi diversi. Riguardo al recente rifacimento (RoboCop, 2014), dal punto di vista dell’adattamento c’è da dire veramente poco quindi direi che con questa serie ho veramente finito.

robo3

 

TO BE CONTINUED ?

Reportage dalla Prima Edizione del Premio Tonino Accolla

Come in un trafiletto ottocentesco, riportiamo…

Siracusa2

11 Luglio, sfidando il caldo umido siciliano, il nostro Leo si è recato all’Antico Mercato di Ortigia, a Siracusa, per partecipare ad una importante serata (lo stesso giorno, molto più a nord, il vostro affezionatissimo festeggiava il suo compleanno, ma questa è un’altra storia).
L’evento siracusano, organizzato da A.R.C.A., era una raccolta di fondi per la ricerca sul canco pancreatico.

Da qui all’eternità“, questo il nome della serata culturale che ha ospitato la prima edizione del Premio Tonino Accolla, premio dedicato all’attore, doppiatore e regista scomparso un anno fa.

L’antiquata videocamera del nostro inviato ha catturato una interessante serata culturale fatta di voci, ballo e musica.

Alberto Pagnotta, giovane attore e doppiatore ha omaggiato la memoria di Tonino Accolla esibendosi in un doppiaggio in diretta del film “Una Settimana Da Dio” e in una cover Disney/Pixar della canzone “Let It Go” (dal recente film Frozen).

siracusa1
Le ballerine della scuola “Prince Du Ballet” si sono esibite in un interessante tributo tersicoreo sulle note delle colonne sonore di film alle quali Tonino Accolla ha prestato la voce. Al pianoforte, il Maestro Antonio Canino.

La cantante americana Tess Amodeo Vickery ha allietato il pubblico con le sonorità swing della sua voce, accompagnata da un trio di portentosi musicisti jazz.

La serata si è conclusa con la premiazione dell’attrice Galatea Ranzi, alla presenza dell’organizzazione, del padre di Tonino Accolla, e della pittrice Irene Lopez DeCastro.

Vi lascio con del materiale video gentilmente girato e montato dal mio inviato per gli interessati che non hanno potuto partecipare all’evento. Neanche io, per motivi geografici e per via della ricorrenza della mia nascita, ho potuto recarmi in loco, quindi anche da parte mia un grandissimo ringraziamento a Leo!

REPORTAGE DI LEO DELL’EVENTO PER DOPPIAGGI ITALIOTI
(con Alberto Pagnotta)

ESIBIZIONE DI ALBERTO PAGNOTTA

LE PREMIAZIONI

ALTRI MOMENTI SALIENTI

 

Come si dice “gentrified” in politica?

Un esilarante intervento di Renzi in “lingua inglese” ha cominciato a circolare in rete, mostrandoci i momenti migliori. Vi riporto la trascrizione delle sue parole come le percepirebbe un madrelingua:

My mother who cry in s… in the TV when… sheesh…. she feeling with d-d-d-d… she falt d-d-d-the Bèrlin walls destroyed by the people.

Because the idea without marketing the commercial feeli-mmm-stractuar d-d-d-the result are not good. But four country this is alls the rappresentation of possibility.

He was a walken, so he invented d-d-d-the telephone to speaking about… in the theatre. A genius!

He wasn’t Abel to use the copyright, lessens… -come si dice “brevetto”? License!- …license in 80…(?)

Adesso, come spesso accade in questi momenti, tocca al polit-now is the time to eat to the lunch, and th-for Italian politician is absolutely crucial today. Now is the TIME of lunch!

*applauso dei presenti*

E ora, come in una rassegna cinematografica alla Fantozzi, elogiamo i pezzi migliori immaginandoci tali elogi nelle voci di Filini e Calboni:

La madre che piange nella televisione!
Abele senza il brevetto!
I quattro paesi!
L’ora di mangiare il pranzo!
La povera madre che piange nella televisione!
Shish!
“Un genio!”
L’occhio della madre, ma soprattutto Abele senza brevetto!!!
Non si potrebbe rivedere un’altra volta?

Renzi2

PS: “brevetto” si dice “patent”.

Nostalgia Critic verrà doppiato in italiano… da noi!

Doppiaggi Italioti presenta NOSTALGIA CRITIC doppiato in italiano!
Chi già conosce questa famosa serie creata uno degli intrattentori più celebri di YouTube allora saprà anche che cosa vuol dire “doppiarlo in italiano”. Chi invece non ha mai sentito parlare di Nostalgia Critic… be’, miei cari, voi siete il motivo che ci spinge a produrre questo doppiaggio.

Questo è un progetto che il mio collaboratore Leo ha accarezzato per anni e anni; ultimamente gli ho dato un calcio in culo per farlo cominciare a registrare e finalmente abbiamo il nostro primo episodio. Ovviamente l’idea è di lavorare all’intera serie (sempre per puro divertimento) e già il prossimo episodio si trova in fase di lavorazione mentre molti altri sono già stati adattati.
Tuttavia, prevediamo che l’uscita di questi avverrà con una certa regolarità soltanto da settembre in poi… per ora, come anteprima, faremo uscire alcune di queste prime brevi produzioni di Doug Walker, quelle che ancora non erano nei “canoni” del suo programma.

A voi il primo episodio in assoluto: la recensione di TRANSFORMERS – IL FILM (cliccate sull’immagine)

Nostalgia Critic

…e, si, anche le urla e i versi sono doppiati.

Per via della fama ormai consolidata di questo personaggio, abbiamo optato per lasciare il titolo originale con aggiunta del sottotitolo (Nostalgia Critic – il critico nostalgico) come nome ufficiale dello show, il sottitotolo apparirà soltanto visivamente. Vi rivelerò altre curiosità mano mano che pubblicheremo altri video.

Tutti gli sketch di “me lo compro io per un dollaro!” (da RoboCop)

Nel precedente articolo sull’adattamento italiano di RoboCop ho parlato tanto dello sketch “I’d buy  that for a dollar” dimenticandomi tuttavia di pubblicare una clip italiana dello stesso. Sono “défaillances” che capitano dopo aver lavorato troppo a lungo allo stesso articolo! Per farmi perdonare, non ho inserito solo la scena più famosa ma vi delizierò con una vera e propria raccolta di tutti gli “I’d buy  that for a dollar” in italiano.

Data la facile reperibilità della versione in inglese (basta cercare su YouTube), non ho realizzato un vero e proprio video-confronto tra la versione originale e quella italiana, ma ho lasciato comunque i sottotitoli in inglese.

Cliccate sull’immagine per vedere il video:

uuuuuh... queste me le comprerei IO per un dollaro!

Sembra che la voce di Bixby Snyder sia di Romano Ghini” (grazie Luke)

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