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Doppiaggi Italioti introduce l’originale “Guerre Stellari”

LeoVi lascio con un articolo scritto dal mio collaboratore e amico Leo, curatore della preservazione italiana di Guerre Stellari che vi spiegherà come è riuscito a proporre Guerre Stellari nella sua versione italiana originale di prossima uscita.

Lo stato delle cose – tante versioni e nessuna decente

Difficile aver vissuto senza aver mai sentito parlare almeno una volta, anche di sfuggita, di “Guerre Stellari”.
L’impero multimediale e multimilionario che oggi conosciamo è nato grazie ad un film… che oggi non esiste più. Un’affermazione stramba, esagerata si potrebbe dire? Mica tanto, considerando quello che il film originale del 1977, campione d’incassi e vincitore di sei Premi Oscar, e suoi seguiti “L’Impero Colpisce Ancora” e “Il Ritorno Dello Jedi”, hanno subìto nel corso degli anni. Più grave di qualunque cosa è la mancanza di una versione Home Video degna di tale nome.

“Ma come…”, direte voi, “…e il magnifico set Bluray uscito neanche un paio d’anni fa?”

“Bah! Bubbole!” vi risponde Ebenezer Scrooge

Ma andiamo per ordine.

1977. Esce il film originale, “Guerre Stellari”.

1980. Il seguito irrompe sugli schermi, ed è intitolato “V Episodio – L’ Impero Colpisce Ancora”.

1981. I due film ritornano nelle sale cinematografiche insieme, e questa volta il primo vede l’aggiunta di “IV Episodio – Una Nuova Speranza” al proprio titolo.

1983. E’ la volta del terzo e ultimo film della trilogia, intitolato “Il Ritorno Dello Jedi”.

Indubbiamente i tre film cambiano per sempre la cultura e la faccia del cinema, aprendo allo  un vortice di mercanzia tra giocattoli, libri e videogame che frutta tante cucuzze alla Lucasfilm e alla 20th Century Fox. La Trilogia di Guerre Stellari comincia da subito ad arrivare ai fan prima come scene selezionate su pellicola Super 8 mm, e dal 1982 in poi appaiono le prime versioni Home Video sui supporti VHS e Laserdisc. Inizialmente si tratta solo di trasferimenti Pan & Scan, a partire dal 1989 escono le versioni in Letterbox. La trilogia esce più e più volte in vhs, 1986, 1991, 1992, un film alla volta, a due a due, in cofanetti di tre…

In particolare il 1995 vede la volta del famoso cofanetto “Rimasterizzato THX”, che vanta di portare i film nella qualità migliore mai vista.

1997, i tre film tornano di nuovo al cinema! Ma non sono gli stessi… Qualcosa è cambiato. Sono le “Edizioni Speciali”. Per la loro prima incarnazione (sì, prima!) la Lucasfilm tornò ai negativi originali, li ripulì, e aggiunse scene ed effetti speciali nuovi realizzati con la computer-grafica.

scena in stile “comiche” aggiunta nel 1997

 

il culo del “Ronto” che passa in primo piano coprendo la scena

La canzone pop aggiunta nel 1997 fornisce un curioso stacco di stile nel palazzo di torture di Jabba.

L’Edizione Speciale arrivò in videocassetta quello stesso anno. “Ah, una versione alternativa dei film, interessante”, pensarono i fan. “Beh, abbiamo ancora le vecchie vhs.”

Siamo alla fine degli anni 90. Il formato DVD entra nel mercato. La Lucasfilm aspetta fino al 2004 per rilasciare un cofanetto della Trilogia e…. sorpresa sorpresa! E’ l’Edizione Speciale, nella sua seconda incarnazione, con nuovi cambiamenti e “migliorie”. Questo generò proteste da parte dei fan, con George Lucas che insisteva che ormai le versioni definitive erano le Edizioni Speciali e di lasciar perdere quei “film completati a metà”. Due anni dopo, però, sembrò cedere. Nel 2006 la Lucasfilm rilascia un nuovo cofanetto in edizione limitata, con le stesse versioni dell’Edizione Speciale 2004, e come “Contenuti Bonus” i film originali.

La qualità di queste “Versioni Originali”? L’immagine sottostante rappresenta quello che probabilmente la Lucasfilm ha voluto dire ai propri fan:

Da dove cominciare? I tre film sono presentati in formato Letterbox, chi ha qualche nozione di rapporti d’aspetto e di come vengono presentati i film in Home Video ha capito già di cosa parlo. Ma ecco un esempio visivo.

Questa è l’immagine intera:

Il rapporto d’aspetto è 2.35 : 1, è un formato Widescreen, altrimenti detto Schermo Panoramico. Fino all’introduzione degli schermi 16:9, lo standard per i nostri televisori era 4:3. Ciò voleva dire che un’immagine panoramica doveva essere presentata in Pan & Scan, ovvero “zoomando” e “carrellando” quando necessario su porzioni dell’immagine

oppure con il Letterbox, che consisteva semplicemente nel presentare l’immagine intera, adattandone la larghezza allo schermo, e quindi lasciando degli spazi vuoti sopra e sotto (le “barre nere” che a sentire i non addetti ai lavori “tagliavano l’immagine”)

Fino a formati video come il Vhs e il Laserdisc questo voleva dire che le “barre nere” facevano parte del segnale video, per apparire correttamente sui nostri schermi, e quindi utilizzavano preziose linee di risoluzione. Con l’arrivo del DVD, non è stato più necessario, perché esso ha introdotto nella tecnologia Home Video la possibilità di codificare il video sul disco in modo anamorfico, in maniera analoga a quanto succede su pellicola:

L’immagine è conservata sul disco “compressa”, e durante la lettura il lettore DVD la “riallarga” per ridarle le giuste proporzioni. Questo non è avvenuto con i DVD del 2006 di Guerre Stellari, in un’epoca in cui l’anamorfico era ormai diventato standard. Ecco come appare invece l’immagine su uno schermo moderno:

Ed ecco che la Galassia è diventata ancora più lontana.

Perché? Perché questi DVD utilizzano dei telecinema realizzati nel 1993 per le edizioni Laserdisc. E l’età di questi transfer purtroppo si vede. Erano gli anni in cui nascevano le tecnologie di riduzione elettronica del rumore video, ed essendo ancora un po’ aggressive e rozze, i risultati lasciavano decisamente a desiderare

Non esistono più release ufficiali della Trilogia di Guerre Stellari nella sua versione originale, rileggete attentamente questa frase: non esistono più release ufficiali della Trilogia di Guerre Stellari nella sua versione originale! L’edizione in Bluray del 2011 è la terza (ed ultima?) Edizione Speciale, non porta più questo epiteto poiché queste sono diventate ormai le vesioni ufficiali dei film. I cambiamenti adesso sfociano dal non necessario al demente.

Perché è importante preservare l’originale

Il cinema oggi è diventato business, ma per sua natura è arte, e l’arte va preservata, quando ritenuta “culturalmente, storicamente o esteticamente importante”. Queste parole sono in virgolette perché sono le stesse usate dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti nel 1989 quando introdusse “Guerre Stellari” nel proprio archivio. Agli Oscar del 1978 il film ricevette 11 nomine, e di queste ne vinse 6. Due di questi Premi Oscar, il premio per il miglior montaggio, e il premio per i migliori effetti visivi, sono completamente nullificati dall’esistenza delle sole Edizioni Speciali in Home Video. Che siano inferiori o no poco importa, la loro esistenza sarebbe tollerabile, se fossero accompagnate dalle versioni originali. Dove sono i film che vinsero quei Premi Oscar? Pensate alle ore che i talentuosi ragazzi dell’allora nascente Industrial Light & Magic passarono sopra dipinti, miniature e modellini. Dov’è il risultato di quella mole incredibile di lavoro, dove sono quegli effetti speciali che sorpresero gli spettatori e rivoluzionarono l’industria?

In mano ai fan.

Quando qualcosa non esiste ufficialmente, se c’è interesse, troverà il modo di venire alla luce. Serve solo una comunità di appassionati. E la comunità di puristi di Guerre Stellari è quella con la passione ed il know-how necessario per far sì che qualcosa di magico avvenga. Nel corso degli anni, anche prima dell’uscita dei DVD del 2006, la comunità di Originaltrilogy.com si è impegnata a produrre preservazioni di qualunque versione riuscivano a reperire, ottenendo i migliori risultati prima dai Laser-disc e poi dai DVD. Ma niente che potesse tentare di rivaleggiare la qualità video delle edizioni speciali, che sebbene fallaci, avevano dalla loro parte il fatto di essere state comunque ricavate da delle scansioni in alta definizione (2K) dei negativi originali.

Entra in scena Harmy, un fan dalla Repubblica Ceca, che armato di tanta pazienza, occhio fino e bravura è riuscito a “de-specializzare”, prima parzialmente e poi completamente, i tre film della Trilogia.

Per dare un’idea del processo utilizzato pensiamo a un famoso dipinto, prendiamo in esempio l’ “Urlo” di Munch:

Immaginiamo per pura ipotesi che l’artista impazzisca, 20 anni dopo si convince che il suo dipinto avrebbe un aspetto migliore con un simpatico copricapo alla tirolese e torna a spennellarlo:

Chi volesse ripristinare il dipinto alla sua gloria originale avrebbe bisogno di un riferimento, magari una foto, per re-inserire la parte che è stata compromessa.

Adesso immaginate lo stesso principio, più o meno, ma applicato a lungometraggi interi, in alta definizione, fotogramma per fotogramma.

edizione DVD

edizione “despecializzata”

Il nostro amico ceco ha utilizzato come base le versioni Bluray, e per eliminare le aggiunte delle Edizioni Speciali si è servito di “toppe digitali” create per mezzo dei DVD del 2006, versioni Laserdisc e quant’altro. Altrettanta attenzione è stata data all’audio, pochi sanno che i film (perlomeno le versioni in lingua inglese) ebbero diversi missaggi audio, ognuno con qualche differenza, e ognuno è stato preservato dai capaci membri di Originaltrilogy.com.

Ma un momento: i tre film furono distribuiti in Italia con una precisa localizzazione visiva, oltre che di doppiaggio. Il logo iniziale diceva proprio “Guerre Stellari”, il testo scorrevole era in italiano, avevamo i sottotitoli per le lingue aliene, la Industrial Light & Magic aveva fatto le cose per bene all’epoca! Ebbene, chi vi scrive si è occupato di curare, insieme ad altri bravi amici e collaboratori, la versione italiana del primo film (gli altri due verranno, si spera, quanto prima).

Ci siamo procurati riferimenti visivi per i loghi iniziali, il testo scorrevole, i sottotitoli alieni e perfino i titoli di coda! Abbiamo cercato di ricostruire il più fedelmente possibile quella che era l’edizione italiana di “Guerre Stellari”, come apparve per la prima volta nei cinema italiani nel lontano Settembre 1977. Per pignoleria e autenticità storica sono stati conservati perfino gli errori di battitura nei titoli di coda!

In questo bisogna ringraziare chi ci ha procurato una copia in vhs del 1991 (un carissimo amico!), e i bravi ragazzi dell’associazione EmpiRa, che hanno proiettato la pellicola originale lo scorso 4 Maggio.

La traccia audio italiana ha subìto un upmix da Dolby Surround a Dolby Digital 5.1, in modo da essere compatibile con i moderni sistemi Surround a canali discreti. Il missaggio sfrutta inoltre un canale subwoofer ripreso dalla traccia 5.1 americana.

Il film verrà distribuito tramite torrent (esclusivamente a chi è già in possesso di copie originali del film), si tratta di una release in formato ad alta definizione 720p, la cui prima forma disponibile sarà una semplice immagine disco formato DVD-9, cioè circa 7 gigabyte. Sarà possibile leggere il film sulla maggior parte dei lettori Bluray e sulla Playstation3, oltre che ovviamente sui vostri computer.  Conterrà il film con traccia audio in italiano, originale americana, e una traccia di sola musica. In seguito Harmy farà una versione a bitrate più alto del film, con più lingue e menù animati, da scrivere su Bluray a strato singolo,  e prevediamo di coprire anche quella.

Tenete d’occhio questo spazio, a breve vi porteremo in una galassia lontana lontana…

Immagine

Prossimamente… nei vostri salotti

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May the Fourth – Maratona Guerre Stellari originali

Quatto maggio 2013, mi trovo in fila insieme ad altre 200 persone davanti ad un piccolo cinema nella provincia di Ravenna. Lontano dal caos della grande città e soddisfatto dopo un viaggetto in autostrada senza traffico seguito da una sosta nelle campagne emiliane per cambiarmi d’abito e rinfrescarmi un po’.

Ci attende subito un tocco di classe, sopra l’ingresso del cinema, a caratteri mobili su sfondo bianco, come si usava decenni fa, è riportato il programma della giornata: GUERRE STELLARI, L’IMPERO COLPISCE ANCORA, IL RITORNO DELLO JEDI.
Sembra di essere tornati indietro nel tempo.

Cinema le dune

Foto dal blog LEGANERD

Non sapevo cosa aspettarmi venendo qui ma avrei presto scoperto che da quel momento in poi sarebbe stato tutto in salita.

Nell’atrio le locandine originali esposte, una riproduzione del robot protocollare D3BO e l’astrodroide C1P8 ci danno il benvenuto. Lungo le pareti della sala troviamo vari costumi e repliche allestite con maestria. Che organizzazione! Mi ricorda le migliori convention estere, qui siamo ben lontani dai tristi eventi italioti a cui sono abituato.

lobby sala sala

Dopo introduzioni e spiegazioni varie da parte del team di EmpiRa (la maggior parte di queste incentrate sulle rocambolesche avventure che hanno affrontato per riuscire a farci vedere il film nonostante il giorno prima mancasse il secondo tempo di Guerre Stellari!) viene dato il via alla proiezione. Chi tra i fan si è sciaguratamente abituato alle versioni continuamente rivedute e corrette di questi film già si emoziona a vedere la scritta, semplice e in verde, della Lucasfilm… e poi BOOM! Il logo di Guerre Stellari (non di “Star Wars”) appare sullo schermo facendo partire la più sincera ed emozionata delle ovazioni tra i presenti in sala mentre la fanfara di John Williams induce la pelle d’oca. La colonna sonora ci accompagna nel primo incredibile scontro tra ribelli e soldati imperiali. Musica ed esplosioni si fondono in una sinfonia familiare e nostalgica ma allo stesso tempo esaltante… Non esiste alcun film che mi emozioni allo stesso modo nei primi 4 minuti. Mi torna in mente di essere un fan di guerre stellari, una sensazione che non avevo più provato…

L'Impero Colpisce Ancora

BOOM!

E’ un Guerre Stellari splendidamente imperfetto, un Guerre Stellari in versione “grindhouse”: tanti graffi e qualche frame mancante. Particolari che sono una gustosa aggiunta all’esperienza, ci ricordano che siamo in presenza di un pezzo di storia del cinema e tutto ciò rende l’evento ancora più significativo e, sin dal 1977, inedito. Il Ritorno dello Jedi è forse la pellicola nelle migliori condizioni, in alcune scene c’è da meravigliarsi del fatto che abbia 30 anni. Nell’Impero Colpisce Ancora i neri sono diventati marroni ma per il resto una qualità visiva con i controcazzi! Con quei colori sul marrone, il film si è avvicinato più che mai ai serial cinematografici americani del bianco e nero che hanno ispirato la saga di Guerre Stellari.

Il pubblico è tanto eccezionale quanto i film stessi. Gli esulti, le risate e gli applausi scaturiscono sempre nei momenti giusti e in dosi adeguate. Non potevo aspettarmi dei migliori “compagni”, anche se non conoscevo nessuno personalmente.

I film procedono più velocemente di quanto ricordassi e la serata finisce con un quiz, ho modo di conoscere Marco Puglia di EmpiRa con cui ero in contatto nei giorni precedenti e con Amedeo Tecchio, proprietario delle pellicole e di molti costumi presenti all’evento. Lascio il cinema alle 1.30 del mattino, stanchissimo e contentissimo allo stesso tempo.

proiettore

pellicole

Primo tempo de' L'Impero Colpisce Ancora

È stato un vero tuffo nel passato ma anche di più: vedere i film originali così come erano stati presentati all’epoca, oggi, nel 2013… la rarità dell’occasione è difficile da spiegare a chi non conosce la storia delle riedizioni di guerre stellari che dal 1981 in poi hanno subito continue modifiche e alterazioni fino al ridicolo, oltre all’impossibilità di recuperare le versioni originali in formati moderni e/o di qualità decente.

Il valore aggiunto per me è stata la possibilità di registrare clip video di cose che nessuno ha più visto dal 1977 portando un contributo al progetto di preservazione della trilogia originale in HD iniziato sul forum Original Trilogy e curato nella sua versione italiana dal mio amico Leonardo (quello che sta anche ridoppiando Monty Pyton). Ci mancavano difatti elementi chiave come i sottotitoli, assenti nelle prime VHS e alterati nelle riedizioni più recenti, sia nell’aspetto che nella traduzione e che nessuno aveva più visto dal 1977. Adesso potremo riprodurre la pellicola originale fin nei minimi dettagli, usando ad esempio un font identico a quello della pellicola cinematografica, errori inclusi! Perché quando si parla di preservazione, quì a Doppiaggi Italioti, non si scherza.

Eccovi un assaggio della versione HD con sottotitoli datati 1977 e a presto.

Greedo in HD

Oblivion – l’oblio dell’italiano

È un peccato che mi ritrovi a parlare male di Oblivion, un film che comunque mi ha intrattenuto piacevolmente e che certamente riguarderò in futuro. Ciò che mi ha fatto stingere i pugni e stridere i denti non è la trama che sembra un collage di tanti classici della fantascienza moderna (dagli anni 70 in poi), un collage per altro fatto con gusto e senza pretese e per tanto non solo perdonabile ma persino apprezzabile, ciò che mi ha tormentato sulla poltrona è stato invece l’adattamento che manteneva inspiegabilmente alcuni vocaboli in inglese, vocaboli ripetuti molto spesso tra l’altro.

Il protagonista (provate a leggere questo paragrafo ad alta voce) si trova a fronteggiare gli “Scavenger” che ad un certo punto installano un “beacon”. Non appena questo “beacon” degli “Scavenger” va “on-line” fa precipitare un’astronave dalla quale il protagonista recupera il “flight recorder”… Che fatica ragazzi!

Alcune parole anglosassoni sarebbero state perdonabili, come “on-line” che ormai credo faccia parte dell’italiano di base di molti, giovani e meno giovani, e ancora ancora trovo perdonabile il soprannome degli invasori chiamati Scavenger (anche in Waterworld ricorderete che i nemici si chiamavano all’inglese: “Smokers” senza uno sforzo di trovare un corrispettivo italiano). Rimango però basito quando sento “il beacon Scavenger”, un dialogo che manca proprio di adattamento e traduzione e che ricorda semmai i sottotitoli di qualche videogioco tipo Mass Effect (che comunque era adattato meglio di questo film).

Beacon sarebbe il “radiofaro” ma può essere tradotto in molti altri modi a seconda dell’occorrenza. Questo vocabolo lo troviamo in Guerre Stellari (1977), in Aliens – scontro finale (1986) e molti altri film, ma non era mai stato lasciato in inglese prima d’ora.

Anche la parola Scavenger avrebbe giovato di un adattamento… Ma il caso da crocifissione in sala mensa, quello da punizione dantesca, quello da far inginocchiare qualcuno sui ceci è “flight recorder“, altresì noto come “registratore di bordo” o ancora meglio come “scatola nera”, sciaguratamente lasciato in inglese! Una scelta di (non)adattamento che varrebbe forse la pena investigare. Ma pecché? Pecché???

Rimando come al solito all’esempio dei miei genitori che hanno superato i 50 e 60 anni e che guardando questo film si ritroveranno certamente un po’ spiazzati nel sentire parlare di un “beacon Scavenger” e non li biasimo.
La cosa più triste è che un filmetto tutto sommato carino e guadabile sia stato macchiato per sempre da scelte di adattamento infelici che probabilmente in futuro ci faranno ripensare a quel periodo 2010-2015 “quando andava di moda lasciare molte parole in inglese” nonostante i corrispettivi italiani fossero ben noti a tutti. Possiamo solo sperare in un caso isolato. Possiamo solo sperare.

Intervista a Marco Puglia dell’associazione EmpiRa

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avatar Con l’imminente avvento della proiezione della trilogia di Guerre Stellari a Ravenna, pubblico un’intervista a Marco Puglia, uno degli organizzatori di questo evento e membro dell’associazione EmpiRa. Facciamo un po’ di presentazioni, chi sei tu e che cos’è EmpiRa?

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marcopuglia Ciao, mi chiamo Marco Puglia e sono il vicepresidente dell’associazione EmpiRa. Si tratta di un gruppo di amici che, partendo da esperienze e interessi diversi, hanno deciso di unire le forze per organizzare eventi legati al mondo di Guerre Stellari. Siamo attivi ormai da tre anni e nel corso di tutto questo tempo abbiamo organizzato cene, feste in maschera, sfilate, concorsi e tanto altro.

Evit: Da dove provengono queste pellicole di Guerre Stellari che proietterete il 4 maggio?

Marco: Un nostro amico di Vicenza, collezionista e proprietario del museo di Guerre Stellari chiamato “La Bettola di Yoda”, qualche tempo fa è entrato in possesso di queste pellicole e ha deciso di prestarcele per organizzare l’evento del 4 maggio.

Evit: Perché sono così importanti? Non facciamo prima a vederci questi film in bluray?

Marco: Si tratta delle pellicole originali, quelle che nel 1977, 1980 e 1983 hanno girato i cinema d’Italia per raccontare la vecchia trilogia di Star Wars. Rappresentano la memoria storica di quello che George Lucas ha ideato, senza modifiche o aggiunte, la prima e inimitabile versione. Le versioni in bluray hanno sicuramente una altissima definizione, ma la magia delle imperfezioni di queste versioni, le rendono uniche. E poi guardarle a casa sul televisione possiamo farlo in qualsiasi momento, ma rivivere le stesse emozioni di chi li vide in quegli anni… è qualcosa da pelle d’oca.

Evit: Avete già proiettato queste pellicole negli anni scorsi?

Marco: No, è la prima volta e valuteremo attentamente se e quando ripetere l’evento. Abbiamo avuto molte richieste, sia da persone che vorrebbero vederle ma non riescono ad esserci il 4 maggio, sia da altre associazioni che vorrebbero proiettarle in altre città. Chissà…

Evit: Che tipo di gente viene a questo evento?

Marco: Il pubblico sarà molto variegato, ci saranno genitori che desiderano rivivere gli stessi momenti di 30 anni fa, ragazzi che cercano di rivivere quelle emozioni, nerd appassionati di Guerre Stellari, appassionati di cinema che amano ancora le pellicole. Insomma sarà un pubblico eterogeno, ma sicuramente appassionato di cinema e Star Wars.

Evit: Possiamo aspettarci una qualche tipo di esposizione o magari dei soldati imperiali alla biglietteria del cinema?

Marco: Ci saranno due tipi di esposizioni, repliche fedeli dei costumi usati nei film e i poster (sia originali che copie) delle locandine usate per pubblicizzare i film. Non abbiamo puntato sulla presenza di persone in costume, ma non escludiamo che qualcuno possa arrivare mascherato.

Evit: La Lucasfilm vi ha dato problemi in merito alla proiezione di queste pellicole?

Marco: Nessun problema.

Evit: Qual’è stato il tuo primo approccio a Guerre Stellari?

Marco: Non ricordo esattamente quando ho conosciuto per la prima volta questo mondo, ma ho ancora impresso nella mente la prima volta che ho partecipato ad un evento ed ho visto i costumi della 501st Italica Garrison. Era il 19 maggio 2005 e insieme ad alcuni amici siamo andati all’Arcadia di Melzo per vedere l’anteprima di Episodio III. C’erano tante ricostruzioni e una sfilata di costumi, sono rimasto folgorato e da allora non ho più smesso di essere vicino al mondo di Guerre Stellari.

Evit: Cosa ne pensi delle versioni rivedute e corrette che si sono succedute dal 1997 fino ad ora con l’edizione bluray?

Marco: George Lucas era il proprietario del brand e nessuno poteva impedirgli di fare tutte le modifiche e riedizioni che ha fatto. In alcuni casi sono stati effettivamente dei miglioramenti, in altri casi inutili aggiunte. Personalmente preferisco le versioni originali, ma non mi sento di criticarlo più di tanto (cosa che sento spesso tra gli appassionati), in fin dei conti se le nuove versioni non piacciono, basta prendere le videocassette o i primi dvd e gustarsi le edizioni originali.

Evit: …e i prequel?

Marco: Anche in questo caso i sentimenti sono contrastanti. Sono stato entusiasta di vedere “proseguita” la saga, ma alcune scelte usate non mi hanno trovato d’accordo. La vecchia trilogia rimane indiscutibilmente quella con maggior fascino, la nuova trilogia ha delle parti interessanti, ma nel complesso non riesce a raggiungere gli stessi livelli di magia.

Evit: Se cerchi nel mio blog la parola “stellari” noterai che ho parlato alcune volte (anche se ancora troppo poco) del suo doppiaggio e, eccetto per alcune cose, l’ho sempre elogiato. Cosa ne pensi del doppiaggio di questi film specie se confrontato con il doppiaggio della nuova trilogia?

Marco: Secondo me il doppiaggio è ottimo, le voci italiane sono quasi sempre all’altezza e rendono bene le emozioni dei personaggi. Sono invece critico sulle traduzioni, se “stellari” risulta corretto, non sopporto i cambiamenti dei nomi come Fener invece di Vader, C1P8 invece di R2D2 e Quoti invece di Cloni.
Purtroppo è un discorso più ampio, che non coinvoge solo Star Wars, è un problema dei traduttori italiani che spesso non hanno una conocenza approfondita dell’argomento trattato nel film.
Mi fa piacere che nelle nuove versioni siano state corrette alcune di queste brutture.

Evit: in realtà io sono un grande apprezzatore dell’adattamento della trilogia di Guerre Stellari, eccezion fatta per piccoli dettagli come la “Guerra dei Quoti” e pochi altri. L’alterazione di alcuni nomi ha una sua ragione d’essere che viene spiegata molto bene in questo articolo non mio ma che è subito diventato uno dei miei punti di riferimento.
Ho trovato invece tanto interessante quanto allucinante l’adattamento della prima versione “romanzata” di Guerre Stellari dove i nomi rimangono inalterati ma vengono tradotte cose come il Falco Millenario (clicca per leggere la mia recensione).

Marco: Ho letto l’articolo che hai riportato e per quanto le spiegazioni abbiano un senso, rimango dell’opinione che i nomi propri di oggetti e persone non dovrebbero mai essere cambiati (ad esempio, da giocatore di World of Warcraft ho accolto con entusiamo la localizzazione in italiano, ma non ho sopportato la traduzione dei nomi propri).

Evit: Sai, quando si traduce il fantasy l’adattamento dei nomi ha spesso un suo senso, Guerre Stellari rimane pur sempre un fantasy. Sempre rimanendo in tema di doppiaggi, conosci Star Whores di Carletto dei GemBoy?

Marco: Ehm… si… i soliti irriverenti GemBoy! E’ divertente, ma personalmente non sono mai riuscito ad arrivare fino in fondo, dopo un po’ stanca.

Evit: non te l’aspettavi questa domanda vero?

Marco: In effetti no, era da tanto che non sentivo parlare di questa versione.

Evit: Lo domando a tutti, quindi lo domando anche a te… Hai avuto modo di visitare il mio blog? Cosa ne pensi?

Marco: Ammetto che non conoscevo il tuo blog prima di conoscerti, poi sono andato a visitarlo e devo dire che è molto interessante. Come dicevo prima, i nostri doppiatori sono di altissimo livello, quello che manca è traduttori attenti. Mi ha fatto piacere quindi leggere che anche altri la pensano come me.

Evit: Diciamo che non sempre troviamo adattatori all’altezza ma non faccio di tutta l’erba un fascio. L’argomento è effettivamente molto vasto (abbastanza da farne un blog dedicato) e valutabile solo caso per caso.
Un’ultima domanda… Han Solo spara per primo?

Marco: Domanda inutile, spara sempre per primo!

Evit: Grazie Marco, ci vediamo il 4 maggio. Che il quattro maggio sia con noi, sempre.

Trilogia di Guerre Stellari a Ravenna

Siete stufi di guardarvi le versioni rivedute e corrette della saga di Guerre Stellari? Vi ricordate quando il primo film del 1977 iniziava con il logo italiano “GUERRE STELLARI” invece che “STAR WARS”?
Se siete dei nostalgici come me allora l’evento “May the fourth” è quello che fa per voi. La giornata del quattro maggio è stata eletta dai fan di Guerre Stellari di tutto il mondo a giornata speciale per proiettare le pellicole originali in varie città del mondo e riprovare l’emozione della prima volta. Per intenderci queste pellicole sono prive di ritocchi tipo Han Solo che schiva un colpo laser sparatogli in faccia da 50cm di distanza grazie ad una traslazione della testa alla Totò, né altre profanazioni come il fantasma di Hayden Christensen che purtroppo infesta il “Ritorno dello Jedi” sin dal 2004.

Nel ravennate anche noi italiani, grazie alla disponibilità di un collezionista e dell’associazione Empira, potremo goderci i tre capolavori della trilogia classica così come furono presentati al cinema la prima volta in Italia. Un’occasione più unica che rara ma che speriamo si ripeterà anche il prossimo anno.

La quota di 25 euro comprende: maratona dei tre film proiettati da pellicola con proiettore d’epoca, una cena all’emiliana, mostruoso gioco a quiz finale, tifo indiavolato e rutto libero! A quanto pare ci sarà anche discoteca disco funk anni ’70 che presumo si aprirà con questa hit del 1977… questo per chi ovviamente non ha problemi a tornare a casa ad orari antelucani.

Io sarò presente all’evento, pronto ad elogiare il film, a fine visione, con frasi da vero cultore come: “l’occhio della madre!”, “la carrozzella col povero bambino!”, e soprattutto “gli stivali dei soldati!”.

Vi lascio col qualche link e che il quatto maggio sia con voi!

IL SITO DELL’EVENTO

IL PROGRAMMA

IL CINEMA

Nuovo doppiaggio Simpson (non) fa scandalo

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Qualche tempo fa mi è capitato di leggere su google news di un presunto scandalo che per poco non fa saltare qualche capo di stato… Vatileaks? Wikileaks? Rubygate? No, sono soltanto cambiati alcuni doppiatori di lunga data per la nuova serie dei Simpson.

Qualcuno di voi forse si aspettava un super articolo su questo blog dove mi aggiungevo al coro degli indignados, pieno di rabbia nerd…

La verità è che mi importa poco, anzi niente. Le più recenti serie dei Simpson sono generalmente così scadenti che non mi curo di ciò che combinano con il loro doppiaggio e proseguo ad oltranza a rivedermi sempre i vecchi episodi trovandoli sempre divertenti, sono uno che ancora ride ripensando alla voce di Lenny che dice: “CONVENZIONE ODONTOIATRICA!

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Ebbene, dopo aver letto questa notizia pompatissima, qualche settimana fa mi sono promesso di fare uno sforzo e di non spegnere la tv dopo le 14 per rendermi conto dell’entità del danno:

La nuova voce di Bart, Gaia Bolognesi, è certamente la novità più lampante insieme a quella di nonno Simpson che adesso è di Mino Caprio (Peter Griffin). Richiederà ai fan molto tempo per ingoiare questi due (baga)rospi e abituarsi alle nuove voci!

La perdita della Bosisio per Marge è stata forse la più lamentata ma non quella più evidente per me, difatti seppur non identica resta pur sempre una buona sostituzione che ricorda abbastanza l’originale Bosisio di cui comunque si sente moltissimo la mancanza. La nuova Marge è di Sonia Scotti, nota come la voce di Whoopi Goldberg. Non certo l’ultima arrivata.

Anche la voce della madre del preside Skinner mi sembra sia cambiata (niente più sacche larvali da recuperare nel cesso ahimè). Per il resto tutto identico a prima salvo che le trame si fanno sempre più scadenti, le risate strappate allo spettatore sono centellinate e Homer Simpson di Tonino Accolla ha una voce sempre più piatta e svogliata come del resto è accaduto in un certo verso anche con l’originale Homer di Castellaneta che negli anni è cambiato molto.

Insomma le lamentele sono giustificate… se siete tra i pochi che ancora si guardano le nuove serie dei Simpson!

Proporrei un’idea quasi blasfema: date Homer Simpson ad Alberto Pagnotta e nonno Simpson ad un bravo imitatore di Milita… o ridateci Milita che facciamo prima!

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