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Non comprate quel biglietto #6: Terminator Genisys

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Con mezzi di fortuna e in una posizione inedita (e molto gaia), Petar e Enrico discutono, a loro solito modo, del nuovo capitolo della serie Terminator, senza tuttavia addentrarsi nella trama.

Non sveliamo niente che non si fosse già capito dal trailer. Come da tradizione, non perdetevi la sequenza dopo i titoli di coda che potrete trovare separatamente anche facendo click sulla seguente immagine…

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Videocommento a “I Dominatori dell’Universo”

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Enrico e Petar guardano “I Dominatori dell’Universo“, film del 1987 prodotto dalla Cannon Group. Noto disastro su pellicola che a Petar piace da morire.

Diciassettesimo episodio della serie “i videocommentatori” che pubblichiamo saltuariamente su YouTube, rubrica nella quale guardiamo un film e lo commentiamo in diretta, tenendo poi le parti migliori o più interessanti.

Gli Italiani lo fanno meglio… un documentario americano sul doppiaggio italiano!

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Vi siete mai chiesti cosa ne pensano gli americani dei nostri doppiaggi? Quella che per noi è tradizione, e ultimamente bersaglio di critiche, sarà vista come stravaganza, ammirazione o magari non gliene importa niente? A rispondere al quesito ci ha pensato Jordan Ledy, giovane regista americano, il quale ha realizzato un documentario bellissimo sul nostro doppiaggio dal titolo It’s Better in Italian, che al momento sta facendo il giro dei festival americani.

Il regista, Jurdan Ledy

Il regista, Jordan Ledy

Con il continuo accanimento di fazioni pro e contro, lo sguardo esterno e super partes di un americano è forse proprio quello che ci vuole. Ledy era studente della Columbia University quando si iscrisse ad un programma di studi all’estero e passò sette mesi in Italia, a Firenze, ospite di una famiglia italiana. Loro non sapevano l’inglese, lui solo qualcosa di italiano, ma trovarono modo di comunicare. Con l’aiuto di uno dei figli della famiglia ospitante, suo coetaneo, Jordan diventò presto pratico della lingua. Ogni sera a cena c’era la tv accesa, e quando apparve Hugh Laurie che parlava in italiano (e molto più velocemente di quanto Ledy potesse comprendere) fu un’illuminazione. Da buon americano aveva sempre dato per scontato che il resto del mondo vedesse i film in inglese con i sottotitoli. Qualche anno più tardi ebbe l’idea di esplorare il mondo dei doppiatori che tanto lo aveva colpito. Così telecamera in spalla e con una piccola troupe al seguito, volò alla volta di Roma per incontrare Roberto Pedicini, Sandro Acerbo, Chiara Colizzi e tutte le voci delle nostre star preferite.

“Un Americano che parla italiano? Vieni a casa mia, ti preparo un piatto di pasta” pare aver detto Pedicini a Ledy. Chi non ha potuto incontrare è stato Accolla “È un peccato perché è stato lui ad ispirarmi a girare il documentario. Accolla che faceva Eddie Murphy era il biglietto da visita del progetto. Sapevo quanto stesse male negli ultimi tempi. Ho parlato solo con il figlio brevemente, ma è stato poco dopo la sua dipartita” ha raccontato Ledy.

Roberto Pedicini quando risponde al telefono agli americani e li invita a mangiare spaghetti a casa sua.

Roberto Pedicini quando risponde al telefono agli americani e li invita a mangiare spaghetti a casa sua.

Il documentario It’s Better in Italian segue da vicino tre storie, quella di Pedicini, storico doppiatore, quella di Davide Perino, la nuova generazione, e quella di Ugo De Cesare, lo studente ai primi passi. Tocca da vicino anche tutti gli aspetti del doppiaggio a lungo sviscerati su questo blog: l’impoverimento della qualità, l’aspetto economico, il tempo a disposizione, l’intrusione dei grandi studios americani sul lavoro fatto in loco. È bello vederlo attraverso gli occhi di un Americano (stereotipi musicali compresi!). Lavorando come giornalista proprio a Los Angeles, dissi a Evit (grande apprezzatore del documentario in questione) che non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con Jordan Ledy e così, anche a nome di Evit, ho deciso di incontrarlo in un tipico cafè di Los Angeles per fargli qualche domanda.

Cosa ha scoperto Jordan sul doppiaggio italiano.
Davo per scontato che assumessero gente con un tono di voce simile alle voci americane, mi sono reso conto che non è così. La sinergia che si crea tra il doppiatore e il volto dell’attore è unica e propria dell’identità italiana. Un ottimo esempio sono Brad Pitt e Will Smith, entrambi doppiati da Acerbo, che ha una voce più soave di Brad o Will.

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Gli ostacoli nella realizzazione del documentario.
Uno degli ostacoli è stato in occasione dell’incontro con Davide [Perino]. Dovevano doppiare Now you see me. Davide faceva Jesse Eisenberg e Roberto [Pedicini] faceva Woody Harrelson. Chiesi di poter filmare e tutti mi dissero ‘Sì, sì, vieni domani, porta tutta la troupe’. E sono sicuro che questo accada spesso in Italia, arrivo e c’è quell’unica persona che dice no, qua non si può filmare, nessuna eccezione. Erano ovviamente preoccupati per un’eventuale fuga di immagini. Il che fa ridere perché il film era già uscito da una settimana in America.

Sul montaggio frizzante e molto cinematografico.
Per questo documentario ho avuto un bravissimo montatore: Ben Stillerman. Ben viene dal Sud Africa e non parla una parola d’italiano. Quella è stata un’altra difficoltà, io ero l’unico che parlasse la lingua sia sul set che in sala di montaggio. Di tutto il materiale girato ogni giorno dovevo fare la traduzione simultanea!

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La “crew” si chiede dove siano i mandolini.

Le musiche.
Sono merito del compositore Chris Thomas. La mia unica indicazione è stata: voglio una colonna sonora come se Fellini avesse assunto un circo per girare l’Italia; voglio trombe e clarinetti. La musica italiana ha tanta passione dentro e guida lo spettatore a provare certe emozioni. In mente avevo le composizioni di Nino Rota. È vero, può sembrare cliché a tratti, ma sapevo di non voler usare la tarantella. Quella me la sono tenuta per i titoli di coda. [ride]

Il controllo da oltreoceano.
Chiara Colizzi ha detto una cosa molto bella in merito ma che purtroppo non è entrata nel montaggio finale.
Mi disse: se vado al ristorante e ordino una zuppa e non mi piace il sapore, la posso mandare indietro. Ma non entro in cucina e inizio ad aggiungere spezie qua e là. È quello che i supervisori degli studios americani hanno però cominciato a fare. Capisco il loro punto di vista, si tratta di show business, la parola business non è lì per caso, ma sono d’accordo che sia un vero peccato che si mettano in mezzo ad un sistema che ha funzionato perfettamente per quasi un secolo.

Davide Perino

Davide “Frodo” Perino (voce di Elijah Wood)

Doppiaggio ? Doppiaggio No?
Le nuove generazioni sono più inclini ad imparare l’inglese e, da questo punto di vista, la tv satellitare e i DVD aiutano. È molto più facile oggi poter guardare un telefilm americano con i sottotitoli inglesi o con i sottotitoli italiani che sono una traduzione di quelli inglesi. Roberto e Davide mi dicevano della critica costante sul doppiaggio. E visto il calo qualitativo c’è più animosità nei loro riguardi, c’è persino chi vorrebbe eliminare il doppiaggio completamente. Io penso dipenda anche dal tipo di film, in un film d’azione non puoi fermarti a leggere i sottotitoli. Se guardi Avengers, che ha uno stacco ogni 4 fotogrammi, leggendo i sottotitoli c’è rischio di perdere informazioni importanti; stesso discorso per una commedia romantica, ti vuoi perdere nelle emozioni sul volto degli attori. Dipende anche da dove si vede al film. Al cinema sarei più portato a guardarlo con i sottotitoli, viceversa a casa, se è tardi e sono stanco e magari la tv è piccola voglio avere la possibilità di vederlo doppiato. Deve essere il pubblico a dettar legge in questi casi.

Nota di Evit: e per “pubblico” non si intendono solo le nicchie rappresentate dai gruppi su Facebook.

Doppiaggi di serie TV e doppiaggi cinematografici.
È una questione di quantità. Un film costa milioni di dollari, vogliono che il doppiaggio sia fatto bene perché hanno interesse verso il mercato estero. Per un telefilm il guadagno avviene già sul territorio e sulle vendite, non c’è volontà di spendere soldi su qualcosa che costa decisamente di meno produrre. Un telefilm non costa come un film di due ore, è ovvio che spenderanno meno e c’è dodici volte più materiale. È una decisione puramente commerciale, che non tocca solo il doppiaggio. Per un episodio televisivo girano nove pagine al giorno, per un film una o due pagine. Capisco il rammarico, la TV oggi è al suo picco più alto, sarei davvero dispiaciuto se mi dicessero che Breaking Bad non è stato doppiato in modo adeguato.

Jordan Ledy che ritira i meritati premi

Jordan Ledy che ritira i meritati premi, gli manca solo il mandolino

Doppiaggio dei trailer.
Nel caso di Kick Ass, il direttore del doppiaggio del trailer del primo film era differente da quello del secondo. Nel primo caso, avendo visto il film, hanno trattato il trailer come se dovessero doppiare scena per scena. Il direttore del secondo, invece, ha trattato il trailer per quello che è, ovvero un mezzo per portare la gente al cinema. Quindi non si faceva problemi a cambiare una battuta o a leggerla diversamente pur di ottenere lo scopo. Ma credo che sia un po’ la politica dei trailer in generale, che spesso hanno anche scene che non fanno parte del montaggio finale. Mi ricordo quando uscì Twister , il trailer aveva la ruota del trattore che volava verso lo schermo e poi al cinema non c’era. Non che un trailer debba essere fuorviante, è frustante quando rivela troppo, però se gioca con le aspettative è giusto, lo scopo è quello di far spendere alla gente i dodici dollari per vedere il film.

L’introduzione al documentario da parte di Peter Weller.
Con Peter Weller siamo amici. L’ho conosciuto a Venezia dieci anni fa, prima che sapessi parlare italiano, prima che mi buttassi nel cinema. Peter era lì con la fidanzata che sarebbe poi divenuta sua moglie, io ero in vacanza con i miei in Italia per la prima volta. Infatti l’hanno riconosciuto i miei genitori, al tempo io non avevo ancora visto Robocop. Ci siamo ritrovati nello stesso albergo a fare chiacchiere a colazione, tra l’altro lui è un esperto dell’Italia, ha ottenuto un Ph.D alla UCLA nella Storia dell’Arte del Rinascimento Italiano. Ed è anche appassionato di jazz come me. Siamo rimasti in contatto, ha invitato i miei al suo matrimonio. La voce fuori campo doveva avere autorevolezza. L’ho chiamato, è venuto, è stato dieci minuti, “ve lo leggo venti volte e ve lo montate come preferite”. Svelto e professionale. Non volevo però che la voce fuori campo fosse su tutto il film, ha senso quando fa le veci di un personaggio, come l’uso che ne fa Terrence Malick. Io avevo necessità di spiegare in breve il doppiaggio ad un pubblico che non ne sapesse niente e farlo attraverso le interviste avrebbe richiesto troppo tempo e sarebbe stato noioso. Quindi, in due parole i fatti: i film stranieri hanno i sottotitoli, ma in Italia tutto viene doppiato e i loro doppiatori sono ritenuti i migliori al mondo. Lo fanno da anni, ma sono ancora considerati ai margini dell’industria. Ora che sapete questo entriamo nella vita dei personaggi.

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Robocop risiede frequentemente a Firenze e, all’occasione, invita compatrioti che incontra in vacanza ai suoi matrimoni e poi recita nei loro documentari.

I problemi di oggi.
L’aspetto “business”, la crisi economica… non c’era modo di mettere ogni singolo dettaglio nel film. Ma mi piace che ogni cosa sia quantomeno accennata. Mi piace l’idea che, dopo aver visto il film, uno sia portato ad informarsi, a passare sei ore su Wikipedia per saperne sempre più, se lo desidera.

In giro per i festival.
La reazione al festival di Nashville è stata molto positiva. Molte risate in sala, la sai la vecchia battuta su qualsiasi cosa che sia ritenuto comico? La commedia senza le risate equivale ad una tragedia, fortunatamente non ho avuto nessuna proiezione tragica fino ad ora. Mi piacerebbe portarlo in Italia, infatti vorrei partecipare al Film festival di Milano, Torino, Roma. Magari portarlo in televisione in Italia!

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Conclusione di Evit
Che noia i ringraziamenti, ma quando sono dovuti sono dovuti! Ringrazio Michele Traversa per aver incontrato il regista anche al posto mio e soprattutto ringrazio enormemente Jordan Ledy non solo per avermi fatto vedere il suo splendido documentario in anteprima, ma soprattutto per averlo ideato e girato! Opere simili ce le potremmo aspettare da documentaristi italiani, e invece è un americano che viene a deliziarci con il suo occhio distaccato (dovremmo forse dire “orecchio”), non influenzato dalla nostalgia e dalle tradizioni locali (quindi anche meno soggetto a critiche nostrane), riuscendo a toccare tutti i punti salienti sulla situazione del doppiaggio in Italia e facendoci addirittura emozionare sul finale (non voglio rovinare la sorpresa a chi lo vedrà… chissà quando). È anche zeppo di interventi da parte di doppiatori italiani, con frasi, dette durante le interviste, che diventano immediatamente memorabili.
Ho ritenuto fosse importante parlarne sul mio blog in quanto tali opere raramente ricevono l’attenzione dovuta e spero che venga trasmesso, che sia a mezzo televisivo o web, perché merita veramente tanto ed è un’opera forse più significativa per noi che per il pubblico americano, che comunque ha apprezzato enormemente.
Concludo dicendo che quando vedo un prodotto (film o documentario che sia) e penso “questo lo avrei voluto fare io!”, è sempre un buon segno e mio massimo complimento verso l’autore.
Questo documentario di Jordan Ledy lo avrei voluto fare io!

Vi lascio con il sito web dedicato http://www.betterinitalian.com/ dove potrete vedere se non altro il trailer. In attesa che sbarchi anche da noi. Al momento sono in comunicazione con l’autore per vedere cosa si può fare per distribuirlo anche qui in Italia, ma in ogni caso dovrete aspettare che faccia tutto il giro dei festival prima, per farsi conoscere.

Traversa mi ha chiesto di inserire una vignetta a tutti i costi, così ne rispolvero una un po’ vecchia. Così vecchia che ancora usavo gli apostrofi per fare le accentate maiuscole… eh, la svogliatezza!

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Space girls senza sottana (Space Vampires, 1985)

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Mathilda-May

Adesso che ho la vostra completa attenzione, parliamo dell’adattamento di questo film.

Nel 1985 esce il film più ambizioso della Cannon Group, Lifeforce, da noi intitolato Space Vampires, e per una volta non è un nome inventato dalla distribuzione italiana ma si tratta del titolo provvisorio americano che originava a sua volta dal romanzo da cui è tratto, “The Space Vampires”. Sicuramente in Italia fu mantenuto quel titolo perché comprensibilmente molto evocativo.
Come nella più tipica tradizione della Cannon, questo film raffazzona più generi insieme e si lancia in palesi scopiazzature di pellicole più famose, così creando un misto inedito: la fantascienza si fonde all’erotico, al vampiresco, allo zombesco, al catastrofico, e chi più ne ha…; tanto per dire, ad un inizio alla Alien seguono scene da Notte dei morti viventi e una trama da Dracula, ma i riferimenti si perdono.
Se non sapete cosa sia la Cannon Group, vi consiglio caldamente di recuperare in qualche modo il documentario intitolato Electric Boogaloo: The Wild, Untold Story of Cannon Films.

Data la poca notorietà di Space Vampires, sento di dovervi raccontare un minimo di trama.

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Trama: un gruppo di astronauti scopre un’enorme nave aliena nascosta nella coda della cometa di Halley. Al suo interno si trovano delle bare di cristallo contenenti tre bellissimi umanoidi (uno è Mathilda May e gli altri sono due inutili maschi) che, ahinoi, si scopriranno essere dei vampiri spaziali che prima ti seducono e poi succhiano l’energia vitale (la “lifeforce” del titolo americano) riducendo la vittima ad una mummia che a sua volta sarà costretta a succhiare energia da altri esseri umani. Riportati sulla terra comincia a spargersi l’infezione e ben presto la città Londra diviene vittima di orde di questi vampiri-zombi-mummie (stiamo parlando di un film della Cannon, quindi anche i mostri sono un misto di almeno 3 generi diversi!) e, in maniera poco chiara, la trama culmina nel momento in cui la cometa è più vicina alla Terra, con l’astronave aliena a perpendicolo su Londra nell’atto di risucchiare energia vitale a tutti i suoi cittadini snob, così da fare il pieno di “vita” e ripartire alla volta di nuovi pianeti. Ce la faranno i nostri eroi a fermare la vampiressa e il suo crudele succhia-succhia galattico?

Come nella più classica delle tradizioni italiane, persino la locandina vi sciupa il finale

Come nella più classica delle tradizioni italiane, persino la locandina vi sciupa il finale

Un film che consiglio a tutti gli appassionati di fantascienza di serie B e se non sono gli iconici seni della vampiressa a convincervi, QUESTA colonna sonora dovrebbe riuscirci (ascoltatela mentre vi leggete il resto dell’articolo). Se vi suona familiare ma non avete mai visto il film, forse è perché avete giocato a Baldur’s Gate che ne faceva ampio uso.

Ovviamente l’uscita italiana in DVD e Bluray di questo film riporta tutti i cartelli in inglese, così ho recuperato una copia VHS di Space Vampires con titoli e cartelli in italiano scoprendo informazioni sul suo doppiaggio non note sulla rete, come ad esempio:

space vampires 1 space vampires 2

Se a queste ci aggiungete anche queste informazioni recuperabili su internet.

Claudio Capone: colonnello Tom Carlsen (Steve Railsback)
Cristiana Lionello: “space girl” (Mathilda May)
Renato Cortesi: colonnello Colin Caine (Peter Firth)
Marcello Tusco: Dr. Hans Fallada (Frank Finlay)
—(vedi sotto)—: dottor Armstrong (Patrick Stewart)
Pietro Biondi: dottor Bukovsky (Michael Gothard)
Vittorio Congia: Sir Percy Heseltine (Aubrey Morris)
Solvejg D’assunta: Ellen Donaldson (Nancy Paul)
Alvise Battain: il primo ministro (Peter Porteous)
Federico Neri: giornalista BBC (John Edmunds)

[e ci aggiungo pure un giovane Luca Dal Fabbro che ho riconosciuto, e Luca me lo ha confermato, in un paio di frasi di un anonimo dipendente della NASA; inoltre correggo Sergio Di Giulio che trovate segnalato ovunque come voce del dottor Armstrong (Patrick Stewart); non è Sergio Di Giulio ma palesemente Gianni Bonagura. Beccatevi ‘sto bonus!]

…vi ritroverete per le mani abbastanza materiale per aggiornare la poverissima scheda presente su antoniogenna.net. Ma torniamo a noi.

La presenza di Carlo Baccarini come direttore di doppiaggio ci preoccupa relativamente poco (per via della sua lunga carriera alla CVD di cui era vice-presidente, socio fondatore e chi più ne ha…), la mia vera preoccupazione sta in Claudio Razzi alla -GULP!- edizione italiana. Non me ne voglia la figlia, Claudia, anche lei del mestiere, ma parliamo dello stesso Claudio Razzi che negli anni ’70 curò l’edizione italiana di L’Uomo che fuggì dal futuro. Tale adattamento, per chi non se lo ricordasse, era semplicemente agghiacciante, forse complice anche lo stile del film e il linguaggio finto-tecnico portato all’eccesso da George Lucas ma insomma, un vero peccato per i doppiatori, quelli sì bravi, che prestarono le proprie voci in un prodotto adattato in maniera inadeguata. Per coloro che non ricordano o non hanno voglia di rileggere il mio antichissimo articolo in merito, vi basti sapere che nel film L’Uomo che fuggì dal futuro la scritta “FOETUS” (feto) che appariva su un monitor fu riportata come un nome proprio di persona, Foetus per l’appunto. Tipico nome, no? In un mondo dove tutti si chiamano con una sigla di tre lettere e quattro cifre (es. THX-1138), all’improvviso spunta un nuovo nascituro chiamato Foetus. A genius!

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Scusate la digressione, era tanto per dire che già dal primo minuto di titoli si potrebbero presagire tragedie nell’adattamento e, sebbene si possano trovare alcuni momenti criticabili (di cui vi parlerò, o’ se ve ne parlerò), per fortuna il danno è piuttosto contenuto e il film doppiato si mantiene su standard tipici dell’epoca, con tanto di Claudio Capone che potreste ricordare come voce di Luke Skywalker in Guerre Stellari, ma sicuramente lo conoscerete come voce narrante dei documentari di Superquark (e purtroppo scomparso nel 2008).
Solo che in Superquark non avete mai sentito Capone dire la frase “si sta tirando su la sottana”.

space vampires la sottana

Pensavo che dicessimo sottana solo a Firenze… Ma veniamo ai danni.

Ho come l’impressione che in Claudio Razzi (o in chi per lui) ci fosse una infatuazione per la lingua inglese che ogni tanto travalicava il buon senso. C’era difatti un tempo in cui in Italia si lasciavano parole in inglese solo perché era “figo” farlo, non perché glielo imponesse qualcuno dall’alto come avviene adesso. Negli anni ’80 specialmente, la cultura americana faceva pesantemente capolino con molte parole che cominciavano ad essere non dico di uso comune ma comunque di significato ben noto (la stessa cultura del tempo avrebbe partorito i “paninari” del programma “Drive In”).
Quando però queste parole fanno capolino nel doppiaggio, ovvero in quel sistema di adattamento culturale basato sulla precaria illusione che gli attori sullo schermo stiano parlando una lingua diversa ma, come per magia, a noi comprensibile, si rischia l’infrangere dell’illusione e, per estensione, si rischia il fallimento del doppiaggio, fosse anche momentaneamente.

Esagero?

mathilda may

Sempre!

L’esempio più lampante in questo film è quello del personaggio della vampiressa che tutti nel film doppiato chiamano “space girl“. Inizialmente lascia un po’ sorpresi, poi ci si fa l’abitudine e in frasi come Penso che quell’essere, quella “space girl”, abbia sottratto forza vitale alla guardia sembra QUASI che vada bene. Poi ce ne sono altre in cui tale scelta lessicale funziona decisamente a sfavore: Non è un essere umano ma una space girl!
Avrebbe senso se all’interno del film sentissimo magari qualche giornalista darle questo nomignolo (visto che la trama si svolge a Londra), invece iniziano tutti da subito a chiamarla così, senza motivo apparente; e più il film procede più diviene chiaro che non si tratta di un nomignolo, bensì del nome americano che qualcuno ha pensato potesse essere “figo” lasciare in originale. Per carità, per essere comprensibile è comprensibile, anche per gli italiani del 1985, ma grazie tante per averci infranto l’illusione del doppiaggio. Fosse solo per quei pochi momenti.

Un altro indizio su come l’inglese sia usato un po’ perché “fa figo” (e non perché lo si conosca veramente) ci viene dalla cometa di Halley, che nel film sentiamo pronunciata due o tre volte come “cometa di Hèley” o, in alternativa, “hèllei”. Sicuramente nel 1985 se ne parlava molto e non vedo come fossero possibili simili sviste ma a quanto pare tutto è possibile.

Ma non è tutto qui, il meglio me lo tengo per il finale.

“Non mi rovinate l’animatronic che dopo serve a O’Bannon per il suo Ritorno dei Morti Viventi!”

BREVE NOTA SULL’EDIZIONE LOCALIZZATA IN ITALIANO

La versione italiana fa un uso molto creativo delle scene iniziali allo scopo di inserire i cartelli localizzati in italiano al minimo costo possibile, così viene tagliato un dettagliato prologo in favore di una semplice e riduttiva descrizione scritta (che può anche andar bene, per carità).

prologo space vampires

“La navetta spaziale Churchill vola verso l’infinito” deriva dalla frase “The H.M.S. ChurchiII, outward bound.”

Vengono tagliati anche i titoli iniziali, che avevano la superficie di una cometa in movimento come sfondo, in favore di un più economico titolo su fondo nero e lo spostamento di tutti i cartelli in concomitanza delle prime sequenze del film, così distraendo un po’ lo spettatore dalla parte più fantascientifica del film.

Ecco la sequenza dei titoli italiani per i cultori dell’argomento, per gli altri… scorrete al prossimo punto.

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space vampires giornalista

Sebbene abbia visto questo film quasi esclusivamente in italiano, è stato facile sospettare che questa frase, detta da un conduttore del telegiornale, sia brutalmente inventata:

Come tutti ricorderanno, la cometa di “Hèllei” viene considerata premonitrice di guerra e di disgrazia. Non per niente gli antichi romani le avevano dato il nome di “disaster”, e i romani di astronomia se ne intendevano.

Quest’ultima frase di chiusura sembra adeguata ad uno dei sardonici telegiornali del film RoboCop più che ad un immaginario telegiornale della BBC. Difatti la frase originale non aveva un simile umorismo:

Our viewers may be interested to know that comets were once considered to be harbingers of Evil and one of the earliest words for comets was “disaster”, which in Latin means “evil star”.

La frase originale si chiudeva dunque con:che in latino significa astro malevolo“. Non vedo perché infilarci una battuta “e i romani di astronomia se ne intendevano” che in un film simile lascia un po’ interdetti.

Belli gli effetti speciali, ma ho ancora problemi a digerire il principio di conservazione dell’energia vitale

Infine, la frase che si porta a casa il premio Doppiaggi Italioti è la voce di una trasmissione radio che recita:

In un ultimo tentativo di impedire la diffusione della malattia, che è stata denominata “Intergalactic Pest“, è entrata in vigore la legge marziale”.

lifeforce patrick stewart

Tenetelo stretto! Non si capisce nemmeno se Evit stia ridendo o urlando di disperazione.

Mettendo in secondo piano il fatto che questa frase sia stata quasi interamente inventata e non ha un corrispettivo nei dialoghi originali, quella di Intergalactic Pest è da ribaltarsi dalle risate! A maggior ragione perché inventata di sana pianta.
Il dialogo originale accennava alla parola “plague” che significa appunto “peste”, ma il vocabolo inglese “pest” si dice di insetti infestanti o al massimo significa “peste” in senso figurato, come quando si dice a un bambino “sei una peste!”. Quindi il nome della malattia diffusasi tra gli umani sulla Terra può ricordare più un pappatacio intergalattico che una piaga venuta dallo spazio per trasformare gli uomini in vampiri-zombi-mummie. Cioè, si sono persino sforzati per mettere parole inglesi (sbagliate) che manco c’erano in originale. Vuol dire proprio andarsele a cercare.

Adesso potete andarvi a vedere il film.

pappataci

Non comprate quel biglietto #5: Jurassic World

by
CopertinaBlog

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Petar ed Enrico discutono del recente Jurassic World per la serie “Non comprate quel biglietto”.

Ci siamo dimenticati persino di dire se lo consigliamo o meno. È “no”, anche se non siamo ai livelli dei precedenti film discussi in questa serie.
Non perdetevi la scena dopo i titoli di coda!

GUIDA COMPLETA (o quasi) alle censure e agli errori di traduzione nel doppiaggio de “I Griffin”

by
livelongandsuckit

Francesco Vittorino, lettore affezionato, mi manda un elenco dettagliato di tutti gli errori di traduzione (e talvolta censure) nel doppiaggio della serie Family Guy (“I Griffin” in Italia)… una lista che io non avrei mai avuto il coraggio di fare ma, visto che Francesco è stato così impavido, ve la propongo con eventuali annotazioni o rimandi a miei articoli passati che si concentravano su specifici casi. Dato che si promette di essere una lista “completa”, siete invitati ad aggiungere eventuali segnalazioni.

Evit

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Premessa

Non sono uno di quelle persone che storcono il naso se gli parlano di doppiaggio, o che si vantano di guardare solo film in lingua originale. La maggior parte della roba che ho visto l’ho vista doppiata in italiano e spesso – se mi è capitato di fare un confronto – ho scoperto che la versione italiana mi piaceva più dell’originale. A volte, però, capita che il doppiaggio o l’adattamento di un film o di una serie TV sia fatto così male da impedirmi di godermi lo spettacolo. È il caso de “I Griffin”, che preferisco di gran lunga vedere in inglese coi sottotitoli piuttosto che tradotti in italiano. Principalmente è un problema di tempi comici. In italiano “I Griffin” hanno un ritmo molto più lento rispetto all’originale, che è goliardico e scanzonato. E così alcune battute che magari non sono di per sé molto divertenti ma riescono a strappare una risata se recitate nel modo giusto, in italiano invece sono più spesso squallide. Qualcuno dirà che la necessità di doppiare vagonate di puntate in poco tempo rende difficile fare un lavoro troppo minuzioso. E sia, ammettiamo che sia vero: i doppiatori sono scusati. Quelli che non possiamo scusare sono i traduttori. L’adattamento de “I Griffin” è zeppo di errori e di sviste. E in questo caso non solo il poco tempo non è più una scusa valida ma fa male al cuore notare che su internet ci sono dei ragazzi che sottotitolano le puntate della serie e fanno un lavoro di gran lunga migliore (e in tempi rapidissimi) rispetto a dei professionisti che per scrivere certe cose vengono anche pagati. francescovittorinoUltimamente, preso da un’inspiegabile voglia di TV-spazzatura, mi sono messo a guardare tutti gli episodi de “I Griffin” (o quasi, ho saltato quelli più pallosi), e ho deciso di vederli in italiano per fare una lista di tutte le gag tradotte malamente nell’adattamento nostrano. Al contrario di quanto si potrebbe pensare, non sempre si tratta di censure; la maggior parte delle volte si tratta di errori, di sviste e soprattutto di battute tradotte in maniera superficiale. Anche la censura di rado si esplicita sopprimendo la battuta indesiderata; il più delle volte la battuta viene solo edulcorata quanto basta per renderla più accettabile e farne perdere l’effetto comico. Quella che segue non è una lista completa e mi scuso per le dimenticanze (qualsiasi segnalazione è bene accetta). Il più delle volte non ho avuto modo di paragonare la versione italiana a quella originale e così mi sono affidato alla memoria, ripensando agli episodi che avevo visto in inglese qualche anno fa. Inoltre questa lista riguarda solo la parte dell’adattamento, ragion per cui non si farà menzione di scene tagliate. Infine, c’è da notare che alcuni degli errori da me segnalati sono stati corretti nell’edizione in DVD.

 Francesco Vittorino

LA LISTA

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1×07 “Brian, ritratto di un cane”

  • Quando un poliziotto incontra Brian per strada gli chiede di fargli vedere la sua patente, nonostante il cane stia circolando a piedi. Questo perché in America non esiste un corrispettivo della nostra carta di identità e quando bisogna identificare qualcuno in situazioni del genere si ricorre a documenti come la patente. Per una traduzione più vicina al senso originario della battuta sarebbe stato consigliabile optare per un più generico “documento”.

2×04 “Lando il mito”

  • Prima di cominciare a fare sesso con Peter, Lois gli dice “Quando sei lì lì, dì banana.”. Nella versione originale gli dice “La parola di sicurezza è banana.”.

Nota di Evit: la parola di sicurezza (safeword) è una parola designata nelle pratiche sadomaso per far capire al partner che ci si sta facendo male per davvero. Non parlo per esperienza personale. safeword

  • La scritta sul muro “Thompson Twins rule” è stata tradotta con “La regola dei Thompson Twins” (invece che “i Thompson Twins sono forti/tosti!”) – Segnalato da Andrea.

2×12 “Quindici minuti di vergogna”

  • La scena in cui Peter prende la comunione è stata completamente alterata. Nella versione originale Peter chiede al prete “Questo è davvero il sangue di Cristo?” e poi esclama “Ragazzi, quel tipo doveva essere sbronzo ventiquattr’ore su ventiquattro!”, mentre nella versione italiana chiede “Ma usate sempre questo vino?” e poi commenta “Avrete bisogno di una licenza per superalcolici!”.

3×12 “Laggiù nel profondo Sud”

  • In una scena compare Alf ma, mentre nella versione originale si sono sforzati di imitare il timbro molto cartoonesco della sua voce, in quella italiana gli hanno dato una voce normalissima.

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Nota di Evit: Avevo parlato di tale scena in questo articolo e il nostro Leo aveva anche pubblicato il video della stessa scena ridoppiando l’audio di Alf per fare vedere come avrebbe dovuto essere e come invece non è stato. Vedere per credere.

3×19 “Superincollati”

  • Nella scena in cui Peter è al ristorante con Jennifer Love Hewitt vengono citati diversi film dell’attrice, usando titoli in italiano che però non sono i titoli delle versioni italiane dei film in questione: “So che hai fatto l’estate scorsa” (“I know what you did last summer”, uscito in Italia col titolo “So cosa hai fatto”), “Cuori spezzati” (“Heartbrakers”, uscito in Italia con il titolo originale e il sottotitolo “Vizio di famiglia”) e “Party alle cinque” (“Party of five”, serie andata in onda in Italia col titolo “Cinque in famiglia”, traduzione peraltro più corretta). Inoltre viene citato il film “Shortcut to Happiness” (mai uscito in Italia) chiamandolo con il nome del racconto da cui è tratto, ovvero “Il Diavolo e Daniel Webster”.

4×10 “Top model”

  • In una clip si vede il Cookie Monster (italianizzato come Cookie Mostro) alle prese coi robusti infermieri di una clinica di disintossicazione. Nella versione italiana il mostro urla “siete un branco di terribili dittatori!” mentre in quella originale “siete dei dannati nazisti!”. (nota di Evit: il link riporta ad un mio vecchio articolo in merito)
  • Peter non parla col suocero di “quella volta che ha provato la tequila” bensì di “quella volta che ha provato l’ecstasy”.

Freakin' nazis!  

5×06 “Drizza le orecchie”

  • Nella fretta di tagliare una gag sugli asiatici gli adattatori hanno tagliato anche una battuta (fondamentale per la comprensione della trama) in cui Peter dichiara di volersi dare all’astinenza sessuale.

5×07 “Tra finzione e realtà”

  • In una scena Stewie vede Quagmire che si comporta da villano con una ragazza la quale, ciononostante, sembra pendere dalle sue labbra ed esclama “Ma allora alle donne piace essere trattate da schifo?”. Al che Brian risponde “Beh, non credo che si debba essere così categorici a riguardo…” (“Well, I don’t know if you want to be that black-and-white about it…”), ma Stewie non gli dà retta ed urla “È così, giusto? Alle donne piace essere trattate da schifo!”. In italiano Brian dice “Beh, non è una regola ma a volte funziona.”. In pratica nella versione originale gli sta dando torto, mentre in italiano sembra che gli stia dando ragione.

5×08 “Al limite della legalità

  • Il Cool Whip è una crema simile alla panna montata, protagonista di una gag ricorrente ne “I Griffin” basata sul fatto che Stewie, per via del suo accento inglese, ne pronuncia il nome in modo strambo. Mentre in altri episodi il termine “cool whip” diventa (giustamente) “un po’ di panna”, in questo episodio in particolare rimane il nome originale.
  • La gag precedente viene ripresa in due occasioni: quando Meg dice a Brian “We’re gonna be here for a while.” (“Staremo qui per un po’.”) e alla fine dell’episodio, quando due ragazze chiedono a Quagmire “Do you have the whip?” (“Hai la frusta?”) ma in entrambi i casi il collegamento tra le gag è incomprensibile. Addirittura nella seconda occasione la frase viene pronunciata senza alcun difetto di pronuncia, quindi non c’è alcuna gag.

coolwhip

5×11 “A.A.A. Abbronzatissimo”

  • “L’albero generoso” è la traduzione letterale del libro “The giving tree”, uscito in Italia col titolo “L’albero”.

5×14 “Pranzo a rotelle”

  • Brian spiega a Peter che il suo pigiama di flanella ha creato una carica elettrica quando ha strascicato i piedi sul tappeto. In realtà con l’originale “carpet”, in questo caso, si intende “moquette” (per il resto dell’episodio il termine viene tradotto correttamente).

5×18 “Ti presento i miei”

  • Il titolo originale del’episodio (“Meet the Quagmires”) è stato scambiato per una parodia del film “Meet the Parents”, uscito in Italia con il titolo “Ti presento i miei”. Il titolo italiano di quel film, però, non ha nulla a che vedere con la trama dell’episodio in questione, che parla di un futuro alternativo in cui Lois mette su famiglia con Quagmire. Infatti la formula “Meet the [+ nome di una famiglia]” è spesso usata nei titoli delle sit-com americane incentrate sulle vicende di un gruppo familiare (“Meet the Browns”, “Meet the Adebanjos”…). Una traduzione più appropriata poteva essere “I Quagmires”, titolo che avrebbe fatto il verso a “I Griffin”.
  • Quando Lois e Quagmire ballano abbracciati Lois esclama “Qualcosa mi ha punto!” e Quagmire, nella versione originale, le risponde “It’s just my wang.” (“È solo il mio pisello.”, “It’s just my penis.” nella versione originale non censurata). Nella versione italiana il termine “wang” non è stato tradotto. E così, quando Lois dice “Qualcosa mi ha punto!” Quagmire risponde “È solo il mio wang.”.
  • Non tutti gli errori vengono per nuocere. Quando Peter e Brian sono nel condotto di aerazione, Peter esclama “Ora so cosa prova un surgelato avvolto nella carta stagnola.” e poi spiega “È una battuta di ‘Die Hard’.”. La traduzione della battuta in questione, che in inglese è “I know what a TV dinner feels like.” è correttissima: i “TV dinner” sono infatti le vaschette di cibo precotto che gli americani mangiano davanti alla TV dopo averlo riscaldato in microonde. In queste vaschette il cibo è molto compattato, quindi “un surgelato avvolto nella carta stagnola” per la versione italiana va benissimo. Nell’edizione italiana di “Die Hard”, però, quella frase era stata tradotta con un insensato “Mi ricorda tanto le cene davanti alla TV.” (nota di Evit: vedi mio recente articolo su Die Hard). Errore a fin di bene o botta di culo?

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6×03 “Che ci crediate o no, Joe è al settimo cielo”

  • Durante la prima riunione nel loro club per solo uomini Joe non urla “Voglio parlare delle donne!”, bensì “Voglio parlare di vagine!”.
  • A un certo punto c’è una gag basata sul fatto che il dottor Hartmann e Carter Pewterschmidt, nella versione originale, hanno lo stesso doppiatore (che peraltro li doppia in maniera molto simile). Il italiano il senso di questa gag si perde.

6×06 “Padre di famiglia”

  • Il titolo originale dell’episodio è “Padre de familia”, titolo della versione latinoamericana de “I Griffin” (traduzione più fedele dell’originale “Family Guy” rispetto alla nostra che invece fa il verso a “I Simpson”), e difatti parla di Peter che scopre di essere un immigrato clandestino nato in Messico. Una traduzione sensata sarebbe stata “Los Griffin” o qualcosa del genere. CURIOSITÀ: in Messico hanno risolto il problema intitolando l’episodio “Peter, el illegal”, ovvero “Peter, l’immigrato clandestino”, mentre in Spagna hanno tenuto il titolo “Padre de familia”).
  • Quando saluta il suo amico messicano Peter esclama “Non ti dimenticherò mai, Gerardo!” e nella scena immediatamente successiva si contraddice dicendo a Lois “Credo proprio che Rinaldo mi mancherà.”. Nella versione italiana Peter non si contraddice ma chiama il suo amico “Gerardo” entrambe le volte, quindi la gag si perde.

6×07 “La figlia di Peter”

  • La scena in cui Lois consiglia a Meg di abortire è stata in parte edulcorata ed in parte censurata. Tanto per cominciare il riferimento all’aborto è stato reso molto meno esplicito (quando Lois le dice che “ci sono altre opzioni oltre al matrimonio” Meg risponde “Mamma, non ho intenzione di abortire.” mentre nella versione italiana dice “Mamma, te l’ho già detto: non se ne parla proprio!”). Inoltre nella versione originale Lois consiglia a Meg di “bere e fumare parecchio” (in modo da provocare l’aborto spontaneo), suggerendole inoltre di “non smettere (di bere e fumare) a metà della gravidanza, o potrebbe ritrovarsi con un figlio come Chris.”; in italiano si limita a consigliarle di “correre e fare ginnastica.”.
  • Una delle bambole che compra Peter per la torta nuziale di Meg (gli sposi erano finiti) è quella usata in tribunale per far dire ai bambini “dove sono stati toccati dai loro molestatori”. In italiano questa espressione è stata tradotta con un fumoso “mostrare dove hanno subito ingiustizie”.

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6×09 “Furto di identità”

  • In una scena compare Foghorn Leghorn (il gallo dei Looney Toons) ma, mentre nella versione originale si sono sforzati di imitare il timbro molto cartonesco della sua voce, in quella italiana gli hanno dato una voce normalissima.
  • L’espressione “avere le palle” è stata tradotta con un più soft “avere coraggio”.
  • L’espressione “figlio di puttana” è stata tradotta con un più soft “lurido verme”.
  • James Woods e Kate Moss (che per qualche inspiegabile motivo nella versione per la TV diventa Heather Graham) non hanno “un amico in comune” ma “lo stesso spacciatore di coca”.
  • Johnny (uno dei due artisti d’avanspettacolo morti in una puntata precedente) non finisce all’inferno perché “gli piacciono i tipi strani”, come dicono nel doppiaggio italiano, ma perché “gli piacciono i ragazzini”.

6×10 “Provaci ancora Brian”

  • Lois dice a Brian che vorrebbe passare la serata guardando qualche brutto film e quando lui le propone “Vanilla Sky” lei gli risponde “Ho detto un brutto film, non un aborto.”. In italiano Lois propone un “film d’amore” e poi definisce “Vanilla Sky” un “film d’orrore”.
  • Verso la fine della puntata Chris chiede al suo vicino di casa “Sei un pazzoide per caso?”. Nella versione originale gli chiede “Sei un pedofilo?”. (Nota di Evitaltro momento già visto in un articolo di Doppiaggi Italioti)
  • Parlando con Brian, Lois gli dice che “immagina che fare sesso con lui sarebbe come farlo con un peluche” mentre nella versione italiana questa espressione è stata tradotta con “abbracciare un peluche”.  (Nota di Evit: un altro caso visto nel medesimo articolo di Doppiaggi Italioti)

Sei un pazzoide?

6×11 “La vita precedente di Brian”

  • Brian ricorda di non essere stato un fidanzato modello con la sua ex fidanzata perché, quando lei gli ha rivelato di essere stata picchiata da suo padre, lui le ha chiesto “Non hai segni, vero?”. Nella versione originale la ragazza era stata molestata sessualmente e la domanda di Brian era stata un ben più indelicato “Allora… fai tutto, giusto?”.
  • Nelle buste che cadono a Brian e Dylan non c’è del “tabacco” come esclamano i personaggi nella versione italiana ma (ovviamente) della marijuana.

7×04 “Aiuto! Ho dimenticato Stewie!”

  • Quando Stewie trova le riviste erotiche di Chris non dice “Finalmente vedrò come è fatta una donna.” ma “Finalmente vedrò come è fatta una vagina.”. Stewie poi se ne spaventa enormemente.
  • Quagmire non dice che guardare le istruzioni del telecomando per i canali satellitari gli provoca “un’emozione” ma “un’erezione”.
  • Il monologo di Peter alla stazione è una citazione (qui peraltro riportata erroneamente) del film “Un biglietto per due”, il che spiega l’esclamazione di Chris “Ah! Riferimenti cinematografici!”, che in italiano diventa “E adesso titoli di coda!”.
  • Alla fine dell’episodio Stewie vede tornare a casa la sua famiglia ed esclama: “Mamma! Papà! Chris! Mostro! Brian!”. Nella versione originale dice “Mamma! Papà! Chris! Cane! Brian!”.

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7×06 “Ritorno sui banchi”

  • Peter dice che la direttiva primaria del robot che ha costruito è “non fare del male ad anima viva” e poi, quando il robot lo aggredisce, urla “Oh, cacchio! Attacca gli esseri umani!”. La battuta arriverebbe prima se Peter usasse la stessa espressione in entrambi i casi (nell’originale usa l’espressione “to harm people”).
  • Quando Peter prende in giro un bambino dicendo che “suoi genitori l’hanno chiamato Gaymard” i suoi due compagni di classe non commentano “Non credevo che si potesse prendere in giro qualcuno perché è diverso!” ma “Non credevo che si potesse prendere in giro qualcuno perché è omosessuale!”. In seguito uno di loro (sempre riferendosi ai pessimi esempi di Peter, che ha appena picchiato un bambino) dice “Un giorno userò nella vita quello che ho imparato qui.” ma nella versione originale dice “Un giorno userò su mia moglie quello che ho imparato qui.”.
  • Quagmire non propone a una donna incontrata a scuola di “farlo strano” bensì di “fare sesso non protetto”.
  • Alla fine della gara di spelling Peter dovrebbe fare lo spelling della parola “lesbiche” ma nella versione italiana la parola assegnatagli è “anziane”. È vero che in una scena del genere, per problemi di labiale, può succedere di dover stravolgere il testo ma in questo caso è evidente che si sia voluta evitare la parola “lesbiche” (anche perché “lesbiche” ha lo stesso numero di lettere sia in italiano che in inglese, mentre “anziane” ne ha una di meno).

 7×07 “I soliti idioti”

  • La scena in cui Brian prende in giro Stewie chiedendogli del suo videoclip con voce via via più acuta riprende una gag ricorrente della serie, in cui Stewie prende in giro Brian nello stesso modo a proposito del romanzo che sta scrivendo. E infatti nella versione originale Stewie lo interrompe dicendo “Quello funziona solo quando lo faccio io.”. In italiano la gag non è stata tradotta e Stewie dice semplicemente “Sto cercando di finire il mio video.”.

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7×10 “Lois giornalista d’assalto”

  • Durante il suo provino per la Fox, Lois dice “Anche se questo povero reduce iracheno ha perso la sua mano, non ha perso la capacità di sentire.”. A parte il fatto che l’originale “Iraqi veteran” vuol dire “reduce della guerra in Iraq” e non “reduce iracheno”, una traduzione più corretta di “ability to feel” sarebbe stata “capacità di provare sentimenti”.

 7×12 “Uno scrittore in erba”

  • Quando uno dei poliziotti dice “Sono un padre di famiglia!” Peter si esalta, apparentemente senza ragione. La gag (intraducibile in italiano) si ricollega a una gag precedente in cui Peter afferma di entusiasmarsi quando sente dire il titolo di un film all’interno del film stesso. In inglese, infatti, il poliziotto dice “I’m a family guy.” (“sono un padre di famiglia”).
  • Quando viene legalizzata la marijuana Lois dice che “Peter è così fatto che non riesce neppure a far partire una clip”. Nella versione italiana la gag è stata eliminata e Lois dice semplicemente che “Peter è così fatto che non riesce neppure a mettere insieme due parole”.

7×13 “Oggi spopolo, domani chissà”

  • C’è una gag ricorrente che riguarda un ragazzo che continua a sfottere tutti accusandoli di essere omosessuali ed è palese che lo sta facendo per mascherare la propria omosessualità repressa, tanto è vero che alla fine grida ai suoi amici “Io sono gay, va bene?”. In italiano le battute di questo personaggio sono state spesso alleggerite o addirittura completamente trasformate al punto da annullare l’effetto comico. In una scena un amico di questo ragazzo dovrebbe dire “Andiamo a circondare i nerd, li chiamiamo gay e li costringiamo a farci vedere il pene.” e lui dovrebbe commentare “Non sarebbe gay da parte loro?” ma nella versione italiana il suo amico dice “Circondiamo i secchioni, li chiamiamo zecche e li costringiamo a scucire un quarto di dollaro.” e il suo commento è “Non è che qualcuno ha davvero le zecche?”. In un’altra scena invece di dire “Stavo costringendo un nerd ad amoreggiare con me.” dice “C’era uno che stava facendo il cascamorto con me.”. Anche la scena dell’outing è stata resa con un alquanto edulcorato “Io sono gaio, d’accordo?”.
  • Nella scena in cui Babbo Natale viene fermato per guida in stato d’ebbrezza questi non chiede al poliziotto “Sei ubriaco?” ma “Sei ebreo?”.
  • Peter non si riferisce alla figlioletta di Joe chiamandola “Quella vegetariana di Susie Swanson” ma “Quella lesbica di Susie Swanson” (e il seguito della battuta, tradotta correttamente in italiano, lo conferma: Peter dice di aver capito che Susie è “vegetariana” dal fatto che “porta i capelli corti, ha le gambe tozze ed è indifferente alle sue avances”).
  • In una scena Lois, stanca di sostenere Meg durante le sue crisi di pianto, la lascia in compagnia di “un libro di Sylvia Plath e una boccetta di Ambien” (sonnifero noto anche come Zolpidem, spesso adoperato dai suicidi). In italiano “Ambien” è stato tradotto con “camomilla”.
  • “Io sono quella che ti ha dato la popolarità!” esclama Connie D’Amico in una scena e Chris le risponde “No, è stato pestare quel tontolone che mi ha dato la popolarità.”. Nella versione originale Chris dice “È stato pestare quel ragazzino ebreo che mi ha dato la popolarità.”.
  • Meg afferma di aver tentato di tagliarsi le vene dopo che Connie aveva fatto un calco del suo sedere e l’aveva mostrato a tutti mentre nell’originale si trattava di un calco della sua vagina.
  • Neil chiede a Meg – in cambio di un favore – il permesso di “pensare a lei mentre si fa il bagno”. Questa scena è stata lasciata inalterata ma la scena successiva, in cui Meg chiede la stessa cosa a Connie D’Amico, è stata tradotta con “Posso sperare che saremo amiche un giorno?”.

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7×17 “Brian innamorato”

  • Lauren Conrad dice a Brian “Il tuo problema non è il fatto che io sia intelligente, ma il fatto che lo sia più di te.”. Nella versione originale dice l’esatto contrario! La frase giusta è: “Il problema non è essere più intelligenti di te, il problema è che sei ancora innamorato di Jillian.”.

8×07 “Amico nero cercasi”

  • Quando Jerome, l’amico nero di Peter, gli rivela: “spesso e volentieri mi sono sbattuto in cucina vostra figlia Meg.” in realtà sta riproponendo una versione edulcorata dell’originale “I had myself lots of nasty ass sex with Meg” (ovvero “sesso anale spinto con Meg”). – aggiunto da Evit.

8×08 “Il senso del cane”

  • Lois prende in giro Brian chiedendogli “su quale canale andrà in onda la cerimonia” di assegnazione del premio che gli hanno conferito e Brian le risponde “Oh, ti hanno dato un premio per come hai lavato bene i piatti ieri sera?”. A questo punto Stewie rincara la dose dicendo a Lois “Ah! Non vali niente!”, ma nella versione italiana dice “Ah! Non la daranno in televisione!”.
  • “Ehi, Brian! Annusami il dito!” dice un membro del gruppo che premia Brian, e lui risponde “Lo sento già da qui” (I already can). In italiano dice “Ho già fatto pipì.”.
  • “Happy sun” (titolo di uno dei disegni di Stewie) è stato tradotto “Figlio felice”.
  • Quando Joe spiega a Brian che uccidere un cane non è un reato Peter, per prenderlo in giro, gli punta una pistola alla tempia e dice “Potrei farlo adesso e a nessuno importerebbe. Potrei farti saltare il cervello e farebbero una parata in mio onore!”, per poi aggiungere “Sto scherzando. Non importerebbe a nessuno.”. In italiano al posto di dire “farebbero una parata in mio onore” Peter dice “sarebbe tutto come prima” (e quindi non ha senso che subito dopo dica “sto scherzando, a nessuno importerebbe”).

8×09 “Il pezzo grosso”

  • Nella gag originale Mano Ti-da-una-mano dice che suo fratello “Probabilmente non arriverà neanche alla fine della cena.”, mentre in italiano dice che “Tra cinque minuti si sarà già scordato tutto.”.
  • Parlando con il suo doppione-hippie allo specchio, Quagmire lo chiama “brutta controfigura” (?) mentre nell’originale “bum”, che può essere tradotto come “scroccone” o “vagabondo”. Una traduzione come “lurido hippie” non avrebbe avuto più senso?

8×10 “Blackout temporaneo”

  • Peter spiega che il pollo gigante gli ha fatto tornare la memoria colpendolo in testa più volte (nella scenetta in questione un colpo in testa gli fa tornare la memoria ed il successivo glie la fa perdere di nuovo) ed aggiunge che “è stata una fortuna che avesse con sé un numero pari di oggetti”. Nella versione originale dice “un numero dispari” (probabilmente si tratta di una svista del doppiatore).

8×10 “M come Malvagia Meg”

  • Meg dice che vuole andare in Cina e poi aggiunge “Anche lì fanno le corse della NASCAR.”, infelice traduzione dell’originale “Ho sentito che anche lì fanno le corse della NASCAR, adesso.”. Può sembrare una differenza da poco ma in italiano non si capisce proprio il nesso (già di per sé molto debole) tra la prima frase e la seconda.

8×12 “Medium Extra Large”

  • La citazione di H. D. Thoreau è riportata in modo molto libero.
  • In una clip il signor Spock urla ai suoi compagni “Live long and suck it!”, espressione che fa il verso al saluto vulcaniano “Live long and prosper”, tradotto in italiano come “Lunga vita e prosperità”. La traduzione corretta, quindi, sarebbe dovuta essere “Lunga vita e ciucciatemelo”, non il “Vivete a lungo e ciucciatemelo” che sentiamo nella versione italiana.
  • Alla fine dell’episodio viene citato il famoso sketch dell’asiatico di nome “Who” di Gianni e Pinotto ma, dal momento che il nome dell’uomo non viene tradotto la gag non ha nessun senso (gli adattatori devono essersene accorti perché in un episodio della decima stagione viene citato lo stesso sketch, e in quel caso il nome “Who” viene tradotto “Chi”).

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8×12 “Come Tootsie”

  • Nella clip in cui Gesù gioca a palla prigioniera il termine “jocks” è stato tradotto in maniera un po’ infelice come “campioni”. In realtà, considerato il senso della gag (che ironizza sul passo del Vangelo “beati i mansueti perché erediteranno la Terra”), avrebbe avuto più senso tradurlo come “bulli” o – meglio ancora – come “forti”.
  • Nella stessa gag quando i mansueti dicono a Gesù “Avevi detto che avremmo ereditato la Terra la sua risposta non è “Sì! Dopo che vi avremmo annientati!” ma “Sì! Dopo che l’avremo usata noi!”.
  • Nella versione originale Meg non si limita a dire che fa dei “giochetti erotici” col suo ragazzo ma accenna in modo preoccupante a degli “utensili elettrici”.

 9×02 “Brian repubblicano”

  • Quando Lois parla della visita di Rush Limbaugh a bassa voce per non farsi sentire da Brian, questi, dal piano di sopra, grida “Ho un udito molto sviluppato!” La battuta si basa ovviamente sul fatto che Brian è un cane e nella versione italiana se ne perde il senso, perché Brian dice semplicemente “Ho sentito!”.
  • Rush Limbaugh non dice a Brian che metterà “una salsiccia” tra le pagine del suo libro bensì “una fetta di mortadella” (“bologna sausage” nell’originale, difatti quella che si vede qualche scena dopo è chiaramente una fetta di mortadella e non una salsiccia). La battuta si basa sul fatto che un sistema per far prendere una medicina a un cane è avvolgerla in una fetta di mortadella.

9×03 “Bentornato Carter”

  • Nella scena del pub, quando Carter ordina da bere a un nero di passaggio poi non dice “Sta già servendo a un altro tavolo?” ma “Appartiene già a qualcuno?”.

9×04 “Halloween a Spooner Street”

  • Quando parla delle sue origini asiatiche Quagmire non dice “Ero un bel bambino e ora sono un adulto frivolo.” ma “Ero un bambino vispo, ora sono un adulto infelice.”.
  • Alla fine della puntata Brian nomina una serie di dolciumi storpiandone i nomi (per motivi di copyright). Peccato che l’unico dolciume della lista noto anche in Italia siano gli M&M’s, quindi la battuta è pressoché incomprensibile. Forse sarebbe stato meglio sostituire i dolci con qualcosa di conosciuto anche da noi.

9×07 “In viaggio per il Polo Nord”

  • Il padre di Seth McFarlene, voce narrante dell’episodio, non chiede ai telespettatori se vogliono “comprare delle pentole” ma se vogliono “comprare dell’erba”.

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9×10 “Quagmire e Meg”

  • “Prima regola del club di combattimento ebreo: se qualcuno dice ‘Ahi!’ ci si ferma.”. Dato che la citazione è chiaramente diretta al film Fight Club, la battuta sarebbe dovuta essere: “prima regola del Fight Club ebreo…”, se devi citare, è bene citare fino in fondo.

9×17 “Affari esteri”

  • In una scena l’uomo che ha sedotto Bonnie le dice “Se io fossi stato una moffetta e tu una gattina che si aggira sempre in posti dove c’è della vernice fresca, e se una striscia di vernice fosse caduta lungo la tua schiena, avrei pensato che anche tu fossi una moffetta, ti avrei inseguito dappertutto e avrei cercato di rapirti. E sarebbe stato legale, perché siamo in Francia.”. La battuta si ispira al personaggio di Pepé la puzzola (“moffetta” è effettivamente una traduzione più corretta ma dal momento che il personaggio in italiano si chiama “la puzzola” avrebbe avuto più senso tradurlo come “puzzola”) e, nell’originale, il seduttore non dice affatto “avrei cercato di rapirti” bensì “avrei cercato di violentarti”. Non so se l’errore sia dovuto a censura o al falso amico “rape” (“violentare”, che qualcuno potrebbe tradurre erroneamente “rapire”). In entrambi i casi la battuta va a farsi benedire.
  • Nella stessa scena il seduttore dice “In Francia abbiamo un sacco di violenza. Mimo contro mimo.”. Infelice traduzione dell’originale “Abbiamo un sacco di violenza tra mimi.”.

10×07 “Il ragazzo Amish”

  • Il nome italiano di Cobra Commander – citato in una scena – è Cobra Commander, non “Comandante Cobra”. Per una volta che sarebbe bastato lasciare il nome originale.
  • Meg non dice al ragazzo amish che “la musica che ascolta è quasi tutta così [come quella di Avril Lavigne]” ma che “ascolta la maggior parte della musica solo perché le dicono di farlo”.
  • In Italia ci saranno sì e no tre persone che sanno cosa sia un Hacky Sacks, ragion per cui avrebbe avuto più senso rendere questo termine in maniera diversa.

 10×08 “La grande avventura”

  • Alla fine dell’episodio Joe elenca diversi prodotti da fast food alterandone il nome per “motivi di copyright” (McDaniels, McFingers, Diet Conks…) e alla fine cita anche le patatine fritte, al che Quagmire, stizzito, urla “E dai! Almeno ‘patatine fritte’ si può dire!”. In italiano la stizza di Quagmire è fuori luogo, perché Joe chiama le patatine fritte con il loro nome, mentre in inglese le chiama “fresh fries” (in luogo di “french fries”).

 10×21 “Tea Peter Party”

  • Durante il suo comizio, Carter dice che il governo vuole dire ai cittadini quanti bambini possono avere (“how many children you can have”) e questo causa l’indignazione di Herbert (il pedofilo). In italiano “children” è stato tradotto come “figli” (invece di “bambini”) e il gioco di parole (“avere dei bambini” = “fare sesso con dei bambini”) si perde.

11×02 “La famiglia Nielsen”

  • Quando suggerisce ai creativi della TV idee per dei programmi di successo, Peter dice loro di “cercare delle donne che litigano” e poi, ripensandoci, aggiunge “anzi cercate solo delle donne, finiranno per litigare”. Nella versione italiana chiede di cercare “delle donne che lottano”, il che non ha alcun senso.

 11×06 Crisi di mezza età

  • Quanta gente in Italia conosce la catena di ristoranti “Pinkberry”? Non sarebbe stato meglio far dire all’uomo della security “mi piacciono i dessert”?

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11×09 “Avventure nello spazio”

  • Peter cita una serie TV chiamata “Reazioni collaterali”, in originale era “Breaking Bad”. -aggiunto da Fabio.

Nota di Evit: sebbene, in Italia, la serie “Breaking bad” sia effettivamente intitolata “Breaking Bad – Reazioni collaterali”, far riferimento a questa serie solamente tramite il suo sottotitolo elimina l’immediatezza del dialogo originale. Che il committente Mediaset non volesse far pubblicità ad un prodotto (Breaking Bad) distribuito dalla Rai?

11×15 “L’amico islamico”

  • Peter descrive orgogliosamente l’America come un paese libero dove “ognuno può scrivere la parola ‘their’ come preferisce”, ma in italiano il senso della battuta si perde, dal momento che viene tradotta alla lettera (“un paese dove ognuno può scrivere la parola ‘loro’ come preferisce”). Sarebbe stato meglio far dire a Peter una forma grammaticale più frequente tra gli errori in lingua italiana.

 12×01 “Chi cerca trova”

  • In una scena Peter, che soffre di alito cattivo, fa la “respirazione bocca a naso” a Meg. In italiano, però, questo termine è stato tradotto come “respirazione bocca a bocca” e la gag va a farsi benedire.

12×02 “Mini Peter”

  • “Sorry!” è un gioco molto simile a quello che in italiano si chiama “Non t’arrabbiare!”. Nella scena in cui viene citato sarebbe stato meglio chiamarlo così per far capire a cosa ci si riferisce.

 12×03 “Un Quagmire per Quagmire”

  • Peter non dice a Quagmire che se comprerà un computer ultimo modello “sarà il primo del quartiere ad avere una modello T” ma che “sarà COME il tizio che ha avuto per primo una modello T nel proprio quartiere”. (Nota di Evit: riferito alla Ford T, la prima auto dai prezzi “abbordabili”)
  • Il termine “latine” sta per “latinoamericane”, e quindi avrebbe dovuto essere tradotto con “ispaniche”.

12×09 “I problemi di Peter”

  • Durante la gag del bowling Peter non dice che nel bowling “non c’è fumo” ma che non si può fumare.
  • In una scena compare Droopy ma, mentre nella versione originale si sono sforzati di imitare il timbro molto cartonesco della sua voce, in quella italiana gli hanno dato ancora una volta una voce normalissima.

FamilyGuyDroopy

12×10 “Un lavoro da Grimm”

  • Peter non definisce la terza storia che legge a Stewie “‘Cenerentola’, di cui nessuno si ricorda” ma “‘Cenerentola’, di cui nessuno ricorda l’autore”.
  • Quando Stewie in versione sorellastra cattiva si rivolge a Lois in versione Cenerentola per chiederle se ha già finito di pulire, quest’ultima commenta “Non ci sono molti personaggi qui con cui dividere il lavoro.”. Questa battuta non ha nessun senso, mentre nell’originale Lois/Cenerentola dice “Non abbiamo molti personaggi femminili con cui lavorare.”, ovviamente riferendosi al fatto che una delle sorellastre è interpretata da Stewie.
  • Quando Cenerentola si prende il merito per l’abito che le hanno cucito, uno dei topolini non commenta “Mi preoccupa la sceneggiatura che le abbiamo dato.” ma “Sono preoccupato riguardo alla sceneggiatura che le abbiamo dato.”.

12×13 “Il patto con Dio”

  • Una volta in Paradiso Joe non scopre che “i disabili sono discriminati anche lì” ma che “i disabili restano disabili anche lì”, e Dio gli dice che “resterà così per sempre”.
  • Dopo aver dato una mazzata al ginocchio di Cleveland per far ridere Belichick, Peter dice “E ora aspettiamo.”. Questo perché nell’originale, prima di picchiarlo, non diceva “ecco un’altra commistione tra comico e tragico” ma “un’altra formula per creare l’effetto comico è ‘tragedia più tempo’.”.

12×14 “Il ricco ereditiero”

  • La parola “text” (ovvero SMS, o messaggino), per qualche oscura ragione, è stata lasciata in inglese.

 12×15 “Battute di seconda mano”

  • “Ma quale dipendenza?” dice Peter parlando del suo tabagismo “Mi faccio ogni due ore o giù di lì. Non sballo mai completamente.”. E Lois risponde: “È questo il significato di ‘dipendenza’.”. Beh, NON è questo il significato di “dipendenza”. Il significato di “dipendenza” è farsi ogni due ore o giù di lì ALTRIMENTI si sballa completamente, proprio come viene detto nella versione originale.
  • Quando Stewie dice a Chris che non potrà tenerlo chiuso nello zaino per sempre e Chris gli risponde “Perché no? Dimmi il nome di una sola persona che ti ama.”, originariamente Stewie non commenta “Wow! Questa risposta non ha assolutamente alcun senso!” bensì “Questa è una reazione sproporzionata!”. La risposta aveva senso, ma era un tantino esagerata.

12×16 “Herpes, l’amore dolente”

  • Brian non dice “Non trovi anche tu che una cosa peggiore dell’herpes [complemento di paragone] è lo stigma?” ma “Non trovi anche tu che LA cosa peggiore dell’herpes [complemento di argomento] è lo stigma?”.

(Nota di Evit: se avessero usato il congiuntivo sarebbe stato anche meglio: “non trovi anche tu che la cosa peggiore dell’herpes SIA lo stigma?“).

  • Durante la rissa alla fine della puntata, un cartello con su scritto “Pawtucket Patriot Beer” viene definito “simbolo patriottico di Pawtucket”. Che abbiano tentato di fare una battuta differente?

12×17 “L’uomo più interessante del mondo”

  • Il titolo “An inconvenient tooth” viene tradotto come “Il dente scomodo”, viene così meno il riferimento al celebre documentario “Una scomoda verità” e si perde l’effetto parodia.

FamilyGuyInconvenient

12×19 “Meg puzza”

  • Quando Brian fa crollare la casa Peter dice a Lois che l’assicurazione non copre gli “acts of dog”, gioco di parole tra “acts of God” (forza maggiore/disastri naturali) e “atto di cane”. Il gioco di parole non è immediatamente traducibile in italiano, si è optato per una traduzione alla lettera (“l’assicurazione non copre gli atti dei cani”).

(Nota di Evit: in questo caso non è stato possibile l’abusabile “gattastrofe”.)

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La fine?

Videocommento a “L’Uomo d’acciaio” (Man of Steel)

by
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Fate click sulla copertina per vedere l’episodio

Enrico viene sottoposto a “L’Uomo d’Acciaio” (2013) come punizione per avere detto non gli era dispiaciuto abbastanza quando lo vide la prima volta al cinema; Petar demolisce ogni elemento del film; alcuni film sconosciuti vengono citati.

In attesa della pubblicazione di ben DUE interviste e qualche articolo (non tutti i ritardi dipendono da me), ecco l’ennesimo riempitivo!
Non vorrei dare l’impressione che l’attività su YouTube abbia soppiantato quella sul blog, è che al momento non ho molto tempo di dedicarmi alla scrittura. Il materiale video, invece, viene registrato regolarmente ogni volta che mi incontro con Petar, cosa che, come da tradizione decennale, avviene quasi ogni fine settimana. Ciò che vedete in questi video è uno spaccato di normali conversazioni durante la visione di film, non c’è alcuna recitazione né copioni preparati in anticipo. Spero dunque che apprezziate il riempitivo, il quale vuole essere appunto un riempitivo e non una “nuova attività” sostitutiva. Insomma, non chiamatemi “youtuber” che mi offendo.
In compenso, in questo episodio troverete anche una frase oscena che emerge dal doppiaggio italiano del film!

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