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Interceptor, il guerriero della strada – Un doppiaggio d’altri tempi per un film d’altri tempi

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Il secondo Mad Max si rivela un seguito essenzialmente diverso e migliore. È l’equivalente post-apocalittico de’ La Casa 2, ovvero contiene tutto ciò che il regista avrebbe voluto mettere nel primo film, ma finalmente con i soldi per poterlo fare!

Gli diedero il budget più alto mai speso in Australia fino ad allora per un film. L’Australia non è Hollywood, quindi un budget simile rimane comunque nel limite del “ti aggiungiamo uno zero al costo del tuo primo film… e ci stiamo dissanguando”; il quale film, ricordiamo, era stato finanziato praticamente da Miller stesso attraverso turni extra di guardia medica (a quei tempi Miller era appena laureato in medicina). Ciononostante, anche quel solo zero in più sull’assegno permise a George Miller di fare tutto ciò che aveva in mente di fare.

Basta(!) quindi con la retribuzione degli stuntmen non professionisti a suon di casse di Peroni gelate e mai più sarebbe ricorso al furto con destrezza di cartelli (e oggettistica varia) presi “in prestito” dai portici dei negozi dell’outback australiano prima dell’orario di apertura. Adesso Miller poteva permettersi un vero e proprio set futuristico costruito nel bel mezzo del deserto australiano (e di farlo poi saltare in aria alla fine del film), poteva permettersi anche dei veri costumi, un numero maggiore di veicoli da sfasciare, dei veri stuntmen… e con gli spiccioli avanzati, qualche scatolone su cui farli cascare.

Speriamo abbiano messo abbastanza scatoloni

Speriamo abbiano messo abbastanza scatoloni

Le ossa rotte in questo film non sono mancate, ma sullo schermo si ripagano da sole! A certi voli che si vedono su schermo c’è da prendere il cellulare al volo e controllare Wikipedia solo per assicurarsi che non sia morto nessuno durante le riprese del film. Colonna sonora e fotografia di questo film sono a livelli inaspettati di spettacolarità. Non è un caso che il secondo capitolo di Mad Max sia il più amato dei tre a livello mondiale.
Quello che nel 2015, agli occhi dei più giovani, potrebbe sembrare un film da poco, in realtà supera in azione (e in tensione) la maggior parte dei polpettoni “action” che sfornano oggi come il pane toscano: insipido e spesso già stantio.

Addio lettori toscani, è stato bello avervi conosciuto.

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Vi piace la locandina rubata ad un altro sito?

Vi piace la locandina rubata ad un altro sito?

In un precedente articolo avevamo visto come il primo film di Mad Max, da noi intitolato Interceptor dal nome dell’auto “supercarburata” che guida il protagonista, contenesse alcune strambe scelte di adattamento, un paio di errori di traduzione (errare humanum est), alcuni nomi alterati accanto ad altri mantenuti in inglese – ma pronunciati in maniera curiosa. Tutto sommato però si trattava di un lavoro eccellente, recitato alla vecchia maniera (forse anche troppo alla vecchia maniera, secondo l’opinione di Carlo Marini che doppiava Mel), con frasi mai e poi mai tradotte pedissequamente… insomma un vero e proprio doppiaggio vecchio stile.
Difatti nonostante alcune pecche ne consigliavo una visione esclusivamente in lingua italiana!

Dopo aver conversato con Carlo Marini, voce di Mel Gibson, sono venuti alla luce dettagli fino ad ora non noti riguardo l’adattamento dei primi due film della serie (aspettate però che io pubblichi l’intervista completa con Carlo Marini prima di precipitarvi ad aggiornare Wikipedia e Antonio Genna come dei forsennati):

in primis, la direzione del doppiaggio che era in mano a Emilio Cigoli, classe 1909, noto come voce italiana di John Wayne e di molti altri eroi americani degli anni ’50-’60. Insomma, uno che non si sarebbe mai sognato di lasciare un vocabolo inglese ignoto in un film doppiato, ma che allo stesso tempo impediva a Marini di esprimersi liberamente nell’interpretazione di Mel Gibson, specialmente nelle scene del primo film in cui lo vediamo affaticato/disperato e ciononostante con una voce inflessibile, dato che, secondo Cigoli, “un eroe non si affatica mai!” citazione necessaria

Neanche la scalinata di Pai Mei piegherebbe Mad Max in italiano.

Neanche la scalinata di Pai Mei farebbe venire il fiatone Mad Max in italiano.

Quindi anche se Mad Max dovesse correre la distanza da Maratona ad Atene sotto il peso di un’armatura, nella traccia italiana lo sentireste pronunciare “abbiamo vinto” in un bellissimo italiano, calmo e impostato. Inutile fu lo sforzo di Marini nel far notare al direttore, Cigoli, che Mad Max non è esattamente il prototipo di eroe senza macchia in stile vecchia Hollywood. È un uomo accecato dalla vendetta nel primo film e indifferente alle sofferenze umane nel secondo, nel quale aiuta i “buoni” solo per suo tornaconto personale.

Potremmo affermare, fonti certe alla mano quindi, che i primi due Mad Max furono adattati proprio alla maniera dei film degli anni ’50, e di conseguenza con tutti i pregi e i difetti di quello stile di adattamento. Ma, se nel primo film questo tipo di adattamento altro non è che una piacevole aggiunta, è nel secondo film che il doppiaggio in stile “vecchio western hollywoodiano” trova tutta la sua ragione d’essere!

Awanagana!

Awanagana!

Difatti, mentre il primo “Mad Max” può ricordare più un road movie indipendente degli anni ’70, con il secondo capitolo vediamo una trama classicheggiante ripresa dall’Iliade e una caratterizzazione dei personaggi che sembrano invece presi direttamente dai western di Sergio Leone (il protagonista taciturno e solitario) e da quelli di John Ford (i barbari motorizzati come indiani pellirossa)… quale miglior connubio potevamo desiderare tra un film che richiama fortemente ad uno stile “classico” ed un doppiaggio italiano tipico proprio di quei generi che Mad Max ripresenta in chiave post-apocalittica?

Amazzoni post-apocalittiche

Amazzoni post-apocalittiche

Il solo prologo di questo secondo film rasenta la poesia se confrontato con il testo originale, vi cito solo un piccolo frammento invitandovi a cercarvelo per intero su YouTube:

Ordinary men were battered and smashed.

I deboli scomparivano senza lasciare neanche il segno di una croce… su delle misere pietre.

Questa sola frase ci ricorda come dovrebbe essere l’adattamento dei dialoghi di un film e di come invece non è più. Frasi che sembrano nate in lingua italiana e non la traslitterazione parola per parola, con costrutti anglosassoni, come ahimè accade sempre più spesso nei film doppiati di oggi! Questa è la chiave di un buon adattamento… e non il far dire a Captain America che c’è bisogno di un pararescue (a cui piace l’Ultimate Fighting) per bypassare il blade server di targeting e per fare il back-up dell’hard drive degli helicarrier Insight, grazie ad un software tracer.

Ah, se solo questi fossero dialoghi di mia immaginazione e non la cruda realtà dell’adattamento moderno.
Torniamo a noi.

Il prologo appena citato, che apre il film Interceptor – Il guerriero della strada, è narrato da Mario Milita il quale, un decennio più tardi, sarebbe divenuto molto celebre come voce di nonno Simpson nell’omonima serie. Difatti, riguardando oggi quella scena di apertura di Mad Max 2, per quanto poetica, viene un po’ da ridere ripensando al personaggio di nonno Simpson che parla a vanvera.

Proprio per questo vi ho preparato una chicca narrata dal nostro Leo:

Nonno Simpson narra l’introduzione di Interceptor – Il Guerriero della strada

copertina-blog

Un’altra voce nota che compare all’inizio del film è quella di Claudio Sorrentino sul personaggio del pilota. Ironia vuole che Sorrentino sia poi diventato la voce “ufficiale” di Mel Gibson neanche pochi anni dopo, immortalandone i personaggi da Arma Letale in poi. È un po’ strano sentire la sua voce provenire da un personaggio che parla proprio rivolgendosi a Mel Gibson. Un po’ come quello che successe con La Febbre del Sabato Sera in cui Sorrentino doppiava l’amico di Travolta, prima che diventasse la voce “ufficiale” di Travolta stesso e finisse anche per doppiarlo nel ridoppiaggio per DVD/Bluray, facendo dimenticare così a tutti che la prima voce di Tony Manero fu del grande Flavio Bucci.
Lo stesso personaggio del pilota ritorna nel terzo film di Mad Max con la voce (forse più adeguata al personaggio) di Mino Caprio (oggi noto come voce del personaggio animato Peter Griffin).

Mad Max Sorrentino

Parliamo della versione italiana… ci sono errori degni di nota?

In realtà… no! Una cosa che forse non è ben chiara in italiano, così come lo è in inglese, è l’omosessualità di molti dei barbari, pressoché impercettibile nella nostra versione.

Difatti, mentre in italiano la voce del cattivo “Humungus” declama a ripetizione “io sono il grande Humungus. Per la gloria del grande Humungus, datemi la benzina“, nella traccia audio inglese sentiamo anche altro, ad esempio:

Smegma crazies to the left!
Gayboy berserkers to the gate!

Una cosa che potrebbe tradursi molto liberamente con qualcosa come “ragazzi smegma, attaccate da sinistra! Checche isteriche ai cancelli!“.
In realtà un qualche riferimento a quelle battute si trova anche nei dialoghi italiani ma le parole sono indistinguibili perché coperte dagli effetti sonori di quella scena. Quindi qualcosa c’è, ma non perviene.

Le checche isteriche

Le checche isteriche

Le eventuali differenze nella versione italiana non sono da imputare a errori, bensì a scelte di adattamento:

Il Mostruoso "Lord Enorme"

Il Mostruoso “Lord Enorme”

Nothing can escape! The Humungus rules the Wasteland!

A noi non sfugge nessuno! I padroni delle terre perdute sono gli Humungus.

 

There has been too much violence, too much pain.

La vita degli Humungus è troppo preziosa.

 

l’ll talk to this Humungus!

Vado io a parlare con quel capo Humungus!

Dai dialoghi italiani capiamo che la banda di barbari motorizzati si chiama “Humungus” e il tizio con la maschera da hockey è il loro Signore, Lord Humungus. In realtà tali barbari non hanno un nome in inglese, è solo il loro capo che si chiama Humungus (in inglese la parola “humungous” è un superlativo alla maniera fantozziana, che suona come “mostruosamente enorme”), un nome usato al modo di un titolo regale o militare (tipo Shogun), quindi la traduzione corretta di quella prima frase sarebbe dovuta essere “Lord Humungus è il padrone delle terre perdute“, e non “i padroni delle terre perdute sono gli Humungus“.
Nel resto del film sentiamo parlare degli “Humungus” con riferimento a questo gruppo di vandali del dopobomba. Vista la coerenza con cui viene usata questa parola durante tutto il film doppiato, non lo considero un vero e proprio errore, quanto piuttosto una scelta di adattamento che conferisce un nome alla banda nemica (altrimenti senza nome).

Sogni mostruosamente post-atomici

Sogni mostruosamente post-atomici

Altre alterazioni che non sono errori…

Non menzionato in italiano (e a buon ragione), il capitano Valiant, leader del villaggio, si chiama “Pappagallo”… quindi se leggete una recensione del film dove si parla di “Pappagallo” vuol dire che l’hanno copiata da una recensione scritta in inglese. Il bambino selvaggio (“feral kid” nei titoli di coda) viene nominato come “kid” nel doppiaggio italiano (“boy” in originale), ma considerando che Superman degli anni ’50-’60 in Italia si chiamava Nembo Kid, la cosa non mi sorprende. È uno di quei vocaboli inglesi adottati nella lingua italiana dei giovani del boom economico e poi caduti praticamente in disuso. Un po’ come “bounty killer“.
Senza contestualizzazione storica, lo spettatore moderno occasionale potrebbe supporre che il nome del bambino sia “Kidd”, il che non creerebbe neanche troppi problemi. Non è un dettaglio importantissimo.

Il Parrocchetto

L’uomo-parrocchetto

E i tanti nomi storpiati del primo film dove sono finiti? Scomparsi nelle terre perdute.

Mentre il primo film era pieno di piccoli errori abbastanza curiosi, questo secondo capitolo è qualitativamente migliore dal punto di vista dell’adattamento. Difatti, data l’ambientazione post-apocalittica dove la vita non è data per scontata e i nomi importano poco (il cane di Mel in inglese era chiamato semplicemente “dog”, così come il bambino era chiamato “boy”), il film Mad Max 2 presenta pochi nomi stranieri e in generale pochi dialoghi (Mel Gibson apre bocca appena 16 volte), quindi anche meno occasioni di errori.

"Dog" (personaggio che parla più di molti altri nel film)

“Dog” (personaggio che parla più di molti altri nel film)

Voglio fare una piccola parentesi storica sull’adattamento e che deriva dalla mia conversazione con Carlo Marini:

È imperativo sottolineare che, come mi raccontava Marini, ai tempi di Mad Max, il ruolo del direttore del doppiaggio era quello di ricordare a memoria le intonazioni e le intenzioni delle battute originali, in modo da dirigere al meglio la recitazione dei doppiatori, i quali leggevano le loro battute italiane su un copione tradotto ma non avevano alcun ausilio audio.
Piccole variazioni sui concetti, sulla pronuncia dei nomi, etc… sono quindi da imputare, nel caso di film di quel periodo, non solo a umani errori di chi traduce il copione originale, ma anche al fatto che non era disponibile l’audio originale da riascoltare prima di registrare la propria battuta. Gli anelli su cui registrare le battute doppiate difatti erano muti, stava al direttore “dirigere” gli attori su quella che si potrebbe definire una “tela bianca”, il tutto basato sulla memoria di ciò che era stato visto dal direttore in fase preliminare.

Ovviamente rimando all’intervista con Carlo Marini di prossima pubblicazione. Abbiate pazienza, a Doppiaggi Italioti abbiamo la mente più veloce delle mani.

Conclusione

Per concludere, Mad Max 2 è un altro film adattato bene, pieno di voci familiari e note anche su ruoli minori, praticamente senza errori di traduzione (qualsiasi incongruenza è attribuibile a scelte di adattamento) e in questo caso ne consiglio la visione in entrambe le lingue perché, al contrario del primo film, i dialoghi quì sono comprensibili anche in inglese. Tuttavia, quando lo vedrete in italiano, fatelo come se steste guardando un vecchio western hollywoodiano doppiato in italiano, il film ne guadagna.

La faccia di Evit quando gli chiedete di parlare di Mad Max 2

La faccia di Evit quando gli chiedete di parlare di Mad Max 2

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TITOLO ITALIOTA BONUS

Parlando di sequel apocrifi, nel 1983 qualche “indipendente regionale” ebbe la faccia tosta di prendere un film del 1977 chiamato “Speed Trap” e distribuirlo in Italia come SPEED INTERCEPTOR III (o “Speed Interceptor III°), cercando dunque di spacciarlo come il terzo capitolo della serie.

speed interceptor III

Confrontatelo con la locandina originale…

interceptor

Fate un po’ voi.
Il vero terzo capitolo della serie con Mel Gibson sarebbe arrivato soltanto nel 1985 con il titolo di Mad Max – Oltre la sfera del tuono. Ma questa è un’altra storia.

TRAILER per il ritorno di Blade Runner al cinema – Uno sparo… nell’elio?

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blade runner space cinema

In occasione del prossimo ritorno di Blade Runner al cinema (nella versione “Final Cut”), il 6 e il 7 del mese prossimo, la Warner ha caricato un trailer su YouTube.
Qualche amico di questo blog dalle orecchie allenate ci ha invitato a guardarlo suggerendoci che forse ci fosse qualcosa di strano in questo trailer.

Dopo attenta analisi, ho considerato alcuni fatti… ma per rendere più leggera la digestione della disquisizione che segue, suggerisco di immaginarla con la voce di Peppino Rinaldi che doppia Peter Sellers in “Uno Sparo Nel Buio”:

“Fatti, Ercole. Fatti.”

  1. Questi ritorni al cinema avvengono in maniera quasi globale, quindi i trailer moderni sono sempre creati in massa, da montatori che lavorano per la casa di distribuzione (in questo caso la Warner).
  2. L’elemento video è sempre identico per tutti, cucito a tavolino, con le scritte che cambiano a seconda del paese. Fin qui niente di strano.
  3. L’elemento audio? Come accade spesso viene creata apposta una traccia musica/effetti e a questa vengono applicate le battute del film, in diverse lingue a seconda del paese di destinazione.
  4. Le battute ovviamente vanno montate nei punti giusti, in corrispondenza con quelle originali

Ora, fatte queste considerazioni, ti aspetti che tutto fili liscio. Ecco invece cosa ho trovato quando sono andato ad ascoltare con attenzione il suddetto trailer:

  1. Le orecchie ci dicono, e i grafici d’onda sonora confermano, che il missaggio è stato eseguito in maniera SUINA! Ovvero pompando musica, voci e soprattutto SUPERMEGABASSI in stile dubstep. Ma su questo potremmo sorvolare perché tanto è un trailer, non riflette il missaggio del film.
  2. Cosa è successo alle voci? Anche chi non conosce il film, come il sottoscritto, noterà immediatamente che le voci degli attori sembrano passare attraverso una densa cortina di elio!

Le voci sono accelerate!

Come mai? Sappiamo che è soltanto un trailer e quindi non ci aspettiamo la stessa cura che si deve applicare al missaggio del film. Ma allo stesso tempo ci si chiede come, in che modo, si possa commettere un errore così balzano. Si potrebbe capire se avessero semplicemente preso la traccia audio del DVD ed usato quella, che essendo in formato PAL è già accelerata del 4% (per chi ne sa di musica, quasi tre quarti di tono più su).
Ma la cosa è più strana, perché apparentemente (giudico soltanto dalla battuta finale del trailer, “io ne ho viste cose“) la traccia audio è stata accelerata del doppio! Come se avessero preso del materiale già in formato PAL e lo avessero accelerato nuovamente per PAL, ottenendo così un comico 8% rispetto alla pellicola originale. Quindi praticamente un tono e mezzo più alto del normale!

Perché tutto questo?

Siamo sempre sul piano delle supposizioni perché non sappiamo dove vengano eseguiti questi missaggi né chi li esegua. Immaginiamo comunque che siano cose fatte in fretta e furia e senza interesse, come d’altronde è inevitabile che sia, in ciò che è diventato ormai questo business devastante che è il “prodotto audiovisivo”. C’era probabilmente l’interesse a riallineare la battuta, perché era chiaro che non rientrava per intero nei pochi secondi prima del cartello finale del trailer (manca infatti una pausa tra “io ne ho” e “viste cose”, certamente tagliata proprio per quel motivo).

In conclusione, visto che la “Final Cut” di Blade Runner è già uscita in Bluray, e nessuno si è lamentato perché gli attori avevano voci da scoiattolo, è facilmente intuibile che questo scempio lo troverete soltanto in questo indecente trailer montato alla buona, e che al cinema non ci saranno sorprese.

Nel frattempo, prendiamo l’audio di questo trailer come uno dei tanti esempi di un semplice, ma importante concetto: l’espressione “professionista pagato” non significa quello che pensate!

Forse non significa proprio un beneamato accidente.

 

“Attento, salame! M’hai rotto la stecca, non ho più niente per indicare!”

Non comprate quel biglietto #2: Jupiter – Il destino dell’universo

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FATE CLICK SULLA COPERTINA PER VEDERE L’EPISODIO

Petar ed Enrico discutono del recente polpettone delle sorelle Wachowski, Jupiter – Il destino dell’universo (Jupiter Ascending), dopo averlo appena visto al cinema.
Come da tradizione di questo canale, non perdetevi la scena dopo i titoli di coda

In attesa del prossimo articolo quasi ultimato (mancano solo le immagini), pubblico un episodio su YouTube della nostra serie “Non comprate quel biglietto“, una serie in cui sconsigliamo vivamente a tutti la visione di un nuovo film (che forse però avrete già visto, dato il ritardo cronico con cui parliamo delle nuove uscite).

Nota: la pronuncia di “ascending” durante tutto il video è volutamente “all’italiana” per uniformarsi alle aspettative medie dell’orecchio italico.

A chi è piaciuta la clip finale in coda ai titoli e capisce l’inglese, può trovare lo stesso video, privo di sottotitoli, a questo indirizzo. Si consiglia però di non guardarlo prima di aver visto l’episodio per intero. Per chi l’ha visto, noterete l’uso di un font anni ’70 e una traduzione che non è una fotocopia del testo originale e con un piccolo errore di trascrizione come era da tradizione dell’epoca.

 

 

Non comprate quel biglietto #1: Cinquanta sfumature di grigio

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Pubblicizzo anche sul blog una nuova piccola rubrica video che si aggiunge a quella dei videocommenti, anche se sarà forse meno frequente. L’ho intitolata “NON COMPRATE QUEL BIGLIETTO”. Io e Petar commentiamo a caldo un film appena visto al cinema (e non ancora disponibile in DVD/bluray).

In questo primo episodio la panzana del 2015…

poster_youtube

Fate click sull’immagine per vedere l’episodio.

Trailer di Mission Impossible 5: CGIL CISL e UIL in pericolo

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RENZI ALLA LEOPOLDA

Renzi alla Leopolda

Il 20 agosto 2015 uscirà in Italia il quinto capitolo di Mission Impossible, forse l’unica serie al mondo dove l’ultimo capitolo sembra migliore dei film precedenti. Difatti, dopo il primo film (decente parto degli anni ’90), il secondo episodio cambia stile e diventa un’oscenità unica sotto la direzione di John Woo (ancora rimpiango di averlo acquistato in DVD, mai più rivisto); il terzo era un vero e proprio aborto su pellicola, da chiedere il rimborso del biglietto anche se lo avevate scaricato pirata; il quarto non lo ricordo con disprezzo, anzi mi era sembrato niente male. Che il quinto segua l’andazzo e sia un film addirittura migliore?

Sebbene non ricordi assolutamente niente dell’adattamento dei precedenti capitoli e, ovviamente, non sappia niente dell’adattamento di questo quinto, un’occhiata al trailer appena uscito mi ha strappato una bella risata.

Eccovi le frasi più spassose dal nuovo trailer di “Mission Impossible 5“.

-“l’AI-EM-EF è ben addestrata e motivata.”

-“So che è sulla tracce del Sindacato. Come mai la CIA non ha mai avuto alcuna informazione sul Sindacato?”

-“il Sindacato esiste”

-“un anti AI-EM-EF

-“Vuoi sgominare il Sindacato? È impossibile”

C’è da sottolineare come spesso i trailer abbiano soltanto un doppiaggio provvisorio che non rispecchia sempre il prodotto finale, qualcuno ricorderà forse il trailer di Star Wars: Episodio 1 – La minaccia fantasma. Forse anche in questo caso il doppiaggio sarà più buono da Sergio. Si spera.

Ciononostante viene da chiedersi… Ethan Hunt combatterà la CGIL quest’anno? Non c’era altro modo di tradurre “Syndacate”? Davvero nello stesso film dovremo sentirci sigle americane pronunciate in italiano (CIA) accostate ad altre pronunciate in inglese (I.M.F.)? Coerenza, questa sconosciuta. Ma che senso ha avere un’organizzazione che nella lingua italiana viene chiamata “Il Sindacato”? A meno che tale organizzazione non si camuffi come, appunto, un sindacato dei lavoratori e abbia un suo senso all’interno della trama, altrimenti non si capisce perché dovrebbero avere tale nome e avrebbe più senso lasciargli il nome in inglese a quel punto (“Syndacate”), rispetto al “Sindacato”.

Non ho visto il trailer in inglese ma non ne ho bisogno! Posso scommetterci entrambe le palle e tutti i miei averi che in originale il nome di questa organizzazione è proprio Syndacate, se ho torto potete farvi avanti per reclamare tutto ciò che possiedo.

Per la cronaca, con “syndacate” in America si intende un’associazione a delinquere (solitamente è un termine usato per riferirsi alla mafia), mentre il sindacato dei lavoratori nella lingua inglese si chiama “union”. Inutile che andate su un dizionario e venite a scrivermi nei commenti “ma Evit… gnegnegné, c’è scritto che syndacate si traduce anche come sindacato…”, perché il sindacato dei lavoratori in inglese è Union…

…e basta!

febbre da cavallo

O faccio sgomberare il blog!

Ci aggiorniamo ad agosto in merito.

Videocommento a “LUCY” di Luc Besson

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copertina-youtube

In questo quattordicesimo episodio dei “videocommenti”, io e Petar ci siamo visti Lucy con Scarlett Johansson, pur non sapendo niente del film ma attirati dalla premessa scema proposta nel trailer: la protagonista avrebbe sbloccato il 100% del suo cervello, ottenendo così poteri paranormali invece che un attacco epilettico. Solo sul finale scopriamo che c’era Luc Besson alla regia.

Come sempre, fate click sulla copertina per vederlo.

 

LUDICOMIX di Empoli (28-29 marzo 2015)

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Per il secondo anno consecutivo sarò presente al Ludicomix di Empoli. In questa occasione, insieme a me, si dovrebbe aggiungere anche Petar che alcuni di voi hanno visto seduto accanto a me nella nostra serie di videocommenti su YouTube.
Mi era stata offerta la possibilità di montare un mio spazio con tavolinetto e tutto il corredo, ma non avendo tempo per organizzare niente di simile, né di essere presente in entrambe le giornate, ho ripiegato semplicemente in una visita in veste di addetto stampa, durante uno dei due giorni dell’evento (probabilmente sabato 28).

A differenza dello scorso anno, l’evento si terrà all’interno del centro cittadino (un po’ come accade a Lucca per il Lucca Comics) e si unisce anche ad un’altra manifestazione chiamata “Mattoncini a palazzo”, dedicata ai diorami costruiti con il Lego.
Sabato pomeriggio (14:30-16:30) al cinema La Perla di Empoli, l’autore del canale “ODS – Ora Doppiamo Stronzate”, parlerà di animazione e doppiaggio.
La sera di sabato, inoltre, ci sarà un concerto del gruppo italiano Goblin, celebri per la colonna sonora di Profondo Rosso che difatti la band suonerà in occasione dei 40 anni del film. Biglietto a parte e posti limitati, purtroppo.

Se partecipate all’evento, fatecelo sapere. Noi siamo lì, a giro, come si dice a Firenze.

Per riassumere gli appuntamenti dell’evento

Quando:
Sabato 28 e domenica 29 Marzo 2015

Dove:
Centro Storico di Empoli (FI)

Orario:
Dalle ore 9:30 alle ore 19:30

Ingresso (solo alcune aree):
Biglietto giornaliero 5,00 euro; ridotto e promozioni 4,00 euro.

Web:
http://www.ludicomix.it
http://www.mattonciniapalazzo.it

I luoghi interessati (copiati pari pari dal loro sito)

Piazza della Vittoria sarà dedicata ai fumetti e alle attività ludiche più tradizionali di Ludicomix: tornei e ludoteca, affiancati dai migliori espositori commerciali di settore. Nella piazza troverà spazio anche un palco che proporrà intrattenimento musicale gratuito fino a sera.

Piazza del Popolo ospiterà l’area BRICKS con due tensostrutture interamente dedicate ai mattoncini più famosi del mondo: i LEGO. Diorami originali e opere personali inedite realizzate con migliaia di “bricks”, con l’immancabile area gioco “Pick & Build”, dove piccoli e grandi potranno divertirsi con un mare di mattoncini.

Lo storico Teatro Il Momento sarà la cornice ideale per il Cosplay Contest che, con nuovi impulsi e scenari cittadini, si appresta a diventare uno dei contest più importanti di tutta Italia. Inoltre ci saranno i videogames e le community dei giocatori.

In Piazza Farinata degli Uberti prenderà vita la terza “anima” di questa manifestazione: l’area KIDS. Ci saranno tanti giochi, laboratori e attività, anche all’aperto, pensati e proposti per i visitatori più giovani. L’intera area sarà ad accesso libero.

A Palazzo Pretorio sarà presente una bellissima esposizione di diorami LEGO costruiti da ragazzi del circondario empolese.

Nel suggestivo Chiostro degli Agostiniani, e aree limitrofe, ci saranno gli spazi culturali: ospiti, illustratori, mostre, concorsi e workshop per le attività delle scuole di comics e manga.

Palazzo delle Esposizioni sarà scenario notturno del sabato sera, 28 marzo, con la Horror Night e il Simonetti’s Goblin “PROFONDO ROSSO Live Soundtrack Tour” in collaborazione con la rassegna Note di Classica e l’Associazione Culturale Il Mosaico.

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