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TITOLI ITALIOTI (23^ puntata) – Hitchcockate

by su 25 novembre 2011

Dopo lunga… lunghissima attesa ecco finalmente il completamento di questo episodio della rubrica titoli italioti dedicato ai film di Hitchcock. In ordine cronologico vi presenterò alcuni dei suoi film con i titoli italiani comparati a quelli originali come è ormai consuetudine per questa mia rubrica. Spero dunque che vi piaccia questa piccola rassegna.

Inizio subito con i titoli italiani che a me piacciono meno o nei quali ho comunque trovato qualche piccola magagna di cui voglio lagnarmi:

Stage Fright (1950) –> Paura in palcoscenico


Una traduzione migliore sarebbe stata “paura da palcoscenico” (o “panico da palcoscenico”, proprio questo vuol dire “stage fright”). E’ ovvio che il titolo inglese gioca sul doppio senso e spero soltanto che il cambiamento di “da” con “in” sia voluto e non casuale. Pignoleria mia? Evvabbè concedetemelo!

Strangers on a train (1951) –> Delitto per delitto – L’altro uomo

 

Ho sempre trovato stravagante la scelta di dare a questo film un doppio titolo italiano. Originariamente il film fu distribuito come “L’altro uomo“, titolo non all’altezza dell’originale, né tantomeno del film stesso. Una nuova versione del film (in cui sono state aggiunte scene originariamente censurate), disponibile in DVD, ha portato invece ad un nuovo titolo: Delitto per delitto – L’altro uomo.
Devono aver deciso di lasciare l’altro uomo come sottotitolo per non fare confusione con la precedente distribuzione del film ma trovo che “Delitto per delitto” fosse già sufficiente di per se. E’ segno comunque che evidentemente, col senno di poi, devono aver capito che “l’altro uomo” era un titolo piuttosto inadatto.
Il titolo originale significa semplicemente “sconosciuti su un treno” ma “delitto per delitto” mi sembra proprio una bella trovata (per capirlo bisogna ovviamente aver visto il film), peccato sciuparlo con inutili aggiunte. Dubito che molti si sarebbero lamentati del cambio radicale di titolo visto che quel “l’altro uomo” non ha mai avuto senso.

Dial M for Murder (1954) –> Il delitto perfetto

Qualcuno su Wikipedia ha spiegato questo titolo meglio di quanto possa fare io, eccovene dunque un estratto:
Un telefono nero è la prima inquadratura del film. Poi i titoli di testa scorrono su un disco telefonico molto grande, fatto costruire appositamente da Hitchcock: spicca il tasto 6 dove compare al posto del gruppo di lettere MNO un’unica M rossa: è l’anticipo della telefonata del marito, segnale atteso dal sicario per ucciderne la moglie, ed è una doppia allusione al nome del quartiere londinese “Maida Vale” dove si trova la casa dei protagonisti e alla parola “Murder”, assassinio. L’immagine traduce letteralmente il titolo inglese Dial M for Murder che in italiano può corrispondere a “telefonata per un omicidio“.
Non posso che concordare con l’affermazione che il titolo in italiano potrebbe corrispondere a “Telefonata per un omicidio“. Chiunque lo abbia pensato dovrebbe lavorare alla distribuzione cinematografica italiana, possibilmente andando a sistituire gente che intitola “Prom Night” come “Che la fine abbia inizio” (vedi qui).

  • Curiosamente il remake del 1998 si intitola A perfect murder (in italiano Delitto perfetto con un articolo determinativo in meno rispetto a quello originale). Per coincidenza dunque il titolo italiano del ’54 e quello del remake quasi coincidono.
  • Curiosità numero due: il film fu uno dei primi tentativi di 3D con lenti polarizzate ma venne proiettato prevalentemente in 2D. Ebbe successo in 3D soltanto quando questa tecnologia venne riproposta negli anni ’80.
  • Curiosità numero tre: gran parte delle locandine italiane riportano il titolo “delitto perfetto” mentre “il delitto perfetto” l’ho trovato in una sola locandina italiana (nell’immagine a destra). Il titolo ufficiale rimane comunque “il delitto perfetto”.
  • In un episodio di Halloween dei Simpson viene meno la citazione a Hitchcock nella storia intitolata “Digita Z per Zombi”, ovvio rimando a “Dial M for Murder”.

The wrong man (1956) –> Il ladro


Non condivido questa scelta italiota, “il ladro” è troppo generico, non mi avrebbe mai invogliato ad andare al cinema. Se non si voleva optare per “l’uomo sbagliato” allora “Scambio di persona” sarebbe stato un titolo altrettanto valido e peraltro molto hitchcokiano. Da notare la locandina originale in cui Henry Fonda sembra un po’ disperato (come un uomo innocente scambiato per un ladro) mentre la locandina italiana riflette invece il nostro titolo mostrando un Henry Fonda che si gira per vedere chi gli ha poggiato una mano sulla spalla in stile “ti ho riconosciuto mascherina!”.

Vertigo (1958) –> La donna che visse due volte


Essendo stato introdotto a molti dei film di Hitchcock in primis in lingua originale per molti anni conoscevo soltanto il titolo originale di questo “Vertigo” (ovvero “vertigine”, o “vertigini”). Onestamente non so cosa pensare di questa donna che visse due volte. Non ci vado matto.
Originariamente si sarebbe dovuto chiamare From among the dead (titolo del romanzo da cui è tratto D’entre les morts) e il libro in Italia fu pubblicato solo dopo l’uscita del film e intitolato La donna che visse due volte. Una dozzina d’anni prima era uscito il film Laura che fu intitolato “Vertigine” in italiano ed è possibile che volessero evitare confusioni con quello e con molti altri titoli simili (negli stessi anni c’era anche “Marjorie Morningstar” con Gene Kelly che è stato intitolato Vertigine. Lo stesso titolo veniva dato anche a “Puttin’ on the Riz” con Fred Astaire di cui abbiamo una parodia in Frankenstein Junior). Sono tutte supposizioni ovviamente, potevano anche pensare “ce ne sono tanti di “Vertigine”, uno più uno meno…!”. Il motivo di questo titolo è dunque molto dibattuto.
Ne è un’ottima parodia il film di Mel Brooks Alta Tensione (High Anxiety, 1977) che personalmente trovo essere una delle commedie più divertenti di Brooks anche se tra le meno note al grande pubblico.

Psycho (1960) –> Psyco


Quell’acca in meno… vuoi mettere! Ma la ipsilon rimane, ci mancherebbe! Un titolo italianizzato soltanto a metà. Non perdetevi tante altre chicche su Psycho in questo vecchio post.

Per farla breve seguono: Il peccato di Lady Considine (Under capricorn, 1949), Notorious – L’amante perduta (Notorious, 1946) la cui aggiunta di un sottotitolo non mi garba, secondo me andave bene lasciare il titolo originale o soltanto “l’amante perduta”. Io ti salverò (Spellbound, 1945), a proposito devo rivelare il mio odio per i titoli che iniziano con “io ti…”. Corrispondente 17 (Foreign correspondent, 1940) un titolo molto italiota che condividiamo con la Francia, non mi è noto se il numero 17 fosse realmente nel film ma sembra tanto un’italianata basata sull’inconscio timore verso il numero 17 (che nei paesi anglosassoni è invece legato al numero 13). Amore e mistero (Secret agent, 1939) e i famosi 39 scalini (39 steps) conosciuto come Il club dei 39 ed intitolato I 39 scalini soltanto nei remake del ’53 e del ’78.

Più accettabili sono invece le variazioni su questi altri titoli:

The Ring (1927) –> Vinci per me!
titolo che trovo molto bello ed evocativo in italiano. Pollice in su.

Champagne (1928) –> Tabarin di lusso
un titolo che per il livello culturale d’oggi richiede il dizionario per essere compreso. Tutto sommato il titolo originale poteva funzionare bene anche in Italia ma voglio “premiare” l’inventiva.

Lifeboat (1944) –> Prigionieri dell’oceano
Una traduzione pedissequa (“scialuppa di salvataggio”) probabilmente non sarebbe stata altrettanto accattivante. Vada per i “prigionieri dell’oceano”.

Rope (1948) –> Nodo alla gola
Anche qui una traduzione diretta del titolo inglese sarebbe stata molto poco significativa (“fune”). Il titolo italiano non è neanche campato in aria dato che il film inizia letteralmente con un “nodo alla gola”, ovvero un omicidio commesso con una fune (la “rope” del titolo inglese) stretta al collo. Direi che sia più che adatto come traduzione.

Rear Window (1954) –> La finestra sul cortile
Difficile convincere la gente che la finestra era semplicemente “sul retro” ma visto che nel film la finestra dà effettivamente su un cortile interno trovo che l’alterazione sia pienamente giustificata ed è oramai così radicata nelle orecchie italiane che qualsiasi altra variazione risulterebbe orribile.
Esiste anche un remake di questo film datato 1998 con Daryl Hannah e Christopher Reeve che ricordo essere un film molto mediocre in cui più che godersi la trama si provava soltanto molta pena per il povero Reeve ormai ridotto ad interpretare se stesso. Il titolo del remake rimase anche in italiano “La finestra sul cortile” a differenza dei remake degli anni 2000 per i quali invece tendono ad inventarsi nuovi titoli che spesso nemmeno ricordano il film originale.

The trouble with Harry (1955) –> La congiura degli innocenti
Qual è dunque il problema di Harry? Il problema di Harry è che è morto e tutti sembrano avere idee diverse su cosa farne del cadavere. Il titolo italiano è una valida alternativa… alla luce della trama.

North by North-West (1959) –> Intrigo internazionale
Lo ammetto, questo titolo ha molto più senso in italiano. Si potrebbe al massimo obiettare che sia un po’ troppo banale e dozzinale ma è certamente “immediato”. L’origine del titolo originale pare che sia da ricercare in una citazione di Shakespeare quando Amleto dice: I am only mad north by northwest. When the wind is southerly I know a hawk from a handsaw.
In italiano si trova tradotto come: Io non sono pazzo che a nord-nord-ovest; quando il vento è dal sud, io conosco un falco da un airone.
Quindi volendo essere fedeli al citazionismo si sarebbe potuto chiamare Nord Nord-Ovest. Un titolo che come ho detto ha molto poco senso. Funzionerà in inglese forse ma non in italiano.

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From → Titoli italioti

8 commenti
  1. Andrea Sperelli permalink

    Ottima analisi, non ho una grande cultura sui film di Hitchcock, mi limito ad osservare che il titolo “la donna che visse due volte” mi ha sempre affascinato molto prima di vedere il film, il titolo originale in realtà è più appropriato e descrittivo ma quello italiano ha tutto un altro fascino.

    Confesso poi che per capire cosa fosse il tabarin ho dovuto cercare su Wikipedia 😦

    Sul titolo “l’altro uomo” (film che non ho visto) penso ci sia una lettura anche culturale del volere richiamare gl’italiani al cinema suggerendo storie di “corna” 🙂

    Aggiungo un off topic, ieri ho visto un pezzettino di “Will Hunting”, e c’era un personaggio che per prendere in giro l’altro diceva “ho chiamato tua madre all’144”. Io sono over 30 e so cos’erano gli 144 ma tra 10 anni chi capirà quella battuta!? pessima traduzione!

  2. Ma come sei pignolo!!!! 😀

  3. Ottimo post, ne attendo di simili su altri registi, per esempio François Truffaut (ci sarebbe da divertirsi!) ^^

    Ti segnalo un piccolo refuso: “Rear Window”, non “Read Window”…
    (e già che ci siamo, il link dell’immagine del “Critica alla critica” relativo a Kill Bill è sbagliato).

    Ciao!

  4. Rado il Figo permalink

    A titolo personale:
    – nemmeno io ho mai capito perché Psycho diventa Psyco e solo nel capostipite fra l’altro…
    – preferisco “La donna che visse due volte” a “Vertigo”; in effetti è attinente alla trama e molto più “misterioso” del semplice riferimento alle vertigini
    – l’unico motivo per cui cambierei “La congiura degli innocenti” è che lo confondo spesso e volentieri con “La banda degli onesti”

  5. @Andrea
    Delitto per delitto (l’altro uomo) te lo consiglio. A me è piaciuto tantissimo. Nota curiosa: c’è un’acrobazia finale che credo sia tra le più pericolose della storia del cinema.
    Vedrai che le corna non c’entrano in questo caso, non penso ci fosse quello nella mente dei titolatori… ma chissà! Non si può mai dire.
    Riguardo all’144 mi sono fatto una grassa risata. Effettivamente chi non ha vissuto almeno negli anni ’90 non può avere idea di che cosa fossero i numeri 144 e quindi concordo che la traduzione di quella battuta è stata davvero una scelta infelice. Appena mi ricapita il film in inglese ricercherò la battuta originale. Grazie per la segnalazione

    @La Micci
    eheh, la pignoleria è il mio forte. Nahh in realtà mi piaceva tanto iniziare con la locandina di quel film che mi dovevo inventare una scusa per parlarne! 😉

    @Christian
    Grazie Christian, il refuso è stato corretto (r e d sono molto vicine) e ti ringrazio per avermi segnalato il link errato a Kill Bill. Sono andato a controllare ma la cosa strana è che nel codice non c’è niente di errato, dovrebbe reindirizzare correttamente ma non lo fa. Lascio dunque il collegamento ipertestuale come punto di riferimento (quello funziona).
    Di Truffaut mi pare di aver citato uno o due esempi in passato ma effettivamente ci vorrebbe un post dedicato. Di solito mi limito il più possibile ai film in inglese perché è la mia seconda lingua ma credo che potremmo fare un’eccezione.

    @Rado il Figo
    Ciao Rado, “la donna che visse due volte” è in effetti un titolo accattivante. Come dicevo nella recensione, non ho un’opinione precisa a riguardo, semplicemente ero abituato a sentirlo chiamare Vertigo.

  6. Insanity permalink

    Sono capitato qui per caso o per sbaglio ma dal momento che il caso non esiste… pignoleria per pignoleria ci sarebbe da commentare anche la traduzione del “bardo”:

    I am only mad north by northwest. When the wind is southerly I know a hawk from a handsaw.

    In italiano si trova tradotto come:

    Io non sono pazzo che a nord-nord-ovest; quando il vento è dal sud, io conosco un falco da un airone.

    Il mio inglese è piuttosto penoso, e certo non conosco la fauna nelle voliere a cavallo tra il ‘500 ed il ‘600:

    Ma a me suona meglio così:
    Sono pazzo solo da nord-nord-ovest. Quando il vento è da sud, conosco il falco da una sega a mano!

  7. Benvenuto, o’ casuale lettore. Come il caso non esiste? Meglio per caso che per sbaglio! E’ la pignoleria che chiama altra pignoleria, per questo capiti qui e ricevi il mio più caloroso benvenuto da pignolo che sono. 😉
    Non sono un esperto di inglese “antiquato”… anzi Shakespeare mi è sempre piaciuto poco e quando lo studiai in lingua originale a letteratura inglese lo feci bene ma con scarsissimo interesse. So che tutti i testi di W. S. furono tradotti in un’epoca quando anche l’italiano era molto più complesso e barocco.
    Lascio dunque ad altri la critica alle traduzioni shakespeariane su cui non mi sento di mettere bocca.

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  1. Non vi preoccupate, sto benissimo! « Doppiaggi italioti

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