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TITOLI ITALIOTI (25^ puntata) – Horrore!

by su 24 febbraio 2012

E’ un po’ di tempo che non mi dedico ai titoli italioti eh? Lo so, vi sono mancati. Ebbene riecco l’ennesimo episodio di questa rubrica e parliamo nuovamente di film dell’orrore… anzi, titoli dell’orrore! 😉
No, scherzavo, questi non sono tanto male ma la battuta scontata era quasi d’obbligo.

Body Bags (1993) –> Body Bags – Corpi estranei

Non ho mai capito bene perché abbiano distribuito questo film con questo strano nome che preserva il titolo originale (per altro incomprensibile per chi non conosce l’inglese, cosa abbastanza comune nel ’93) e aggiunge un sottotitolo che c’entra poco con la trama: “corpi estranei”.
Il film è un horror a tre episodi presentati dal regista John Carpenter nelle vesti di un “ospite” dell’obitorio, un po’ come lo scheletrino de’ I Racconti della Cripta. Il primo episodio è uno “Scream” ante litteram, il secondo parla di un miracoloso trattamento anti calvizie (che ovviamente sfocia nell’orrido) e il terzo con Mark Hamill (ex-Luke Skywalker di Guerre Stellari) che riceve un occhio nuovo dopo un incidente, l’incoveniente è che l’occhio trapiantato apparteneva ad un assassino e così Mark Hamill comincia a vedere la realtà con gli occhi di un serial killer. Insomma, se il “corpi estranei” potrebbe incastrare nel terzo episodio (e volendo anche nel secondo), con il primo non c’entra una mazza. Se poi volevano fare un doppio senso un po’ ironico tra “corpi” inteso come oggetti (estranei) e “corpi” inteso come cadaveri… lo trovo da sbadiglio.
Per la cronaca i “body bags” sono i sacchi di plastica con cui vengono trasportati i cadaveri all’obitorio. Non credo ci sia una parola italiana specifica per indicarli. Forse “Body bags – sacchi di plastica” (o qualcosa di simile) avrebbe potuto funzionare e sarebbe stato certamente meglio di “corpi estranei”.

Plan 9 from Outer Space (1959) –> Piano 9 da un altro spazio
Mi viene in mente il cosiddetto “oltrespazio” di cui si parlava in Ghostbusters. Da un altro Spazio? Ma quanti Spazi esistono? Per definizione è uno.
Vabbè dai, perdoniamoli, era pur sempre la fine degli anni ’50! Mi viene solo il dubbio però che abbiano tradotto “outer” come “altro”, il che sarebbe un’interpretazione per somiglianza, decisamente errata. Gli americani dicono spesso “outer space” che in realtà è traducibile semplicemente come “spazio”. Infatti, in inglese, quell’outer da una valenza ancora più fantascientifica ma in realtà non vuol dire niente di più del semplice spazio “extraterrestre”.

Terror House (1972) –> A cena con la signora omicidi

Ne parlai in una chicca quotidiana… andatevela a leggere. Carino il titolo italiano, purtroppo il film non è all’altezza delle aspettative. Un buon titolo sprecato su un film mediocre.

Waxwork 2 – Lost in time (1992) –> Waxwork 2 – Bentornati al museo delle cere

A dir la verità in questo film non c’è nessun museo delle cere (al contrario del primo “Waxwork”) quindi non si capisce bene perché in italiano si dia un “bentornati”. Il film anzi è ben diverso dal primo e in qualche modo può ricordare alla lontana più L’Armata delle Tenebre che un generico horror che si svolge in un museo delle cere (forse è solo la presenza di Bruce Campbell che fa scattare questo collegamento). Difatti non è neanche propriamente un horror ma forse è meglio classificabile come appartenente al genere fantastico e persino della commedia. Curioso come sia impossibile da reperire in italiano (ricordo che lo vidi in videocassetta negli anni ’90), forse uno dei cosiddetti “doppiaggi regionali”, definizione che di solito è sinonimo di “irrecuperabile”. Meglio del primo film, per quanto mi ricordi.
Secondo WikipediaIl film è conosciuto in Italia anche con i sottotitoli Scomparsi nel tempo, Illusione infernale e Persi nel Tempo” (in realtà era il primo Waxwork ad avere anche il titolo di “Illusione infernale” ma lo sappiamo che Wikipedia non è infallibile). E’ evidente che nominare il museo delle cere era un po’ illusorio per il pubblico e non mi sorprende che abbia avuto altri titoli alternativi. Sempre su Wikipedia è presente anche una critica italiana al film, segno che comunque non sono il solo al mondo ad averlo visto doppiato! Negli anni ’90 lo si poteva trovare a noleggio (e forse passava pure su Italia1) ma non so se è mai stato pubblicato in “home video”.

Maximum Overdrive (1986) –> Brivido

La storia di questo film è tratta da un racconto breve di Stephen King chiamato in italiano “Camion” (“Trucks” in originale) e parla di una misteriosa forza aliena che muove qualsiasi macchina sulla terra (dal tostapane ai camion) con lo scopo di uccidere tutti gli umani così da potersi appropriare del pianeta. I protagonisti si rifugiano in un autogrill assediati da tir assetati di sangue che non li lasciano andar via. Se non sbaglio, ma potrei sbagliarmi  poiché non sono una cima in motori d’auto, il titolo in inglese fa riferimento appunto ai motori (l’overdrive dovrebbe essere un dispositivo legato al cambio delle marce). Seppur sia per me un po’ dubbio il significato del titolo originale, quello del titolo italiano è quanto di mai più “random” (casuale) potevano inventarsi… “Brivido”! Un titolo che volendo si adatta praticamente a qualsiasi film horror o anche thriller! Non è neanche un film che dà tanti brividi a dir la verità; invece è a metà tra l’avventura e l’horror ma di horror ha davvero poco (eccetto alcune scene truculente ma girate in maniera così esagerata da essere comiche per gli standard moderni); personalmente lo considero un film di avventura/thriller con un tocco di fantascienza. In italiano… Brivido, brr!
(una piccola curiosità, in questo film recita Yeardley Smith, l’attrice che da la voce americana a Lisa Simpson)

Termino l’articolo con qualcosa di più moderno che ho visto di recente in TV…

P2 (2007) –> -2 Livello del terrore

E’ ovvio che lasciare in italiano il titolo “P2” poteva far pensare ad un film sulla massoneria e in ogni caso sarebbe stato poco indicativo; del resto anche in inglese è un titolo poco memorabile (come il film stesso). Oltre al cambio di P2 in -2, anche l’aggiunta di un sottotitolo si rende necessaria e giustificata, difatti con la parola “livello” del sottotitolo si piò capire oltre ogni ragionevole dubbio che quel “-2” non faccia parte di un’operazione matematica ma del piano “-2” (così come in Italia è indicato sulla pulsantiera degli ascensori). Quindi si tratta di un semplice ed efficace adattamento culturale, non c’è da urlare “bastaaaaaaaaaaaa!” in questo caso.

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From → Titoli italioti

9 commenti
  1. Rado il Figo permalink

    Be’, in effetti “P2” non sarebbe stato proprio un titolo “conveniente” in Italia.

    M’è venuto in mente, fra l’altro, un collegamento: uno dei film dedicati alla loggia massonica gelliana era “Attenti a quei P2”, che faceva il verso al “titolo italiota” di “The Persuaders” (I persuasori?): si conoscono i motivi di una tale versione per la tv nostrana?

    “Brivido” oltre ad avere un titolo “generalista per il genere” è anche un film zuppo di controsensi: basti pensare che qualsiasi vaccata proposta dal protagonista diventa un’idea geniale e come gli alieni riescano a controllare tutti gli apparecchi tranne quelli che di volta in volta sono utili agli assediati (senza contare che l’astronave è distrutta alla fine da un satellite meteoroligo sovietico). Se non ricordo male (e può essere): l’ex cattivo ragazzo ad un certo punto, coi tir che stanno facendo girotondo attorno all’autogrill e colla consapevolezza che le macchine “hanno vita loro”, propone di… raggiungere l’auto di una coppia di asserragliati per chiedere aiuto!

    • Quella del satellite metereologico sovietico era tra virgolette, della serie “I russi hanno detto che era un satellite metereologico” (seguito da un grande occhiolino).
      Effettivamente il film non è un campione di coerenza ma alla fin fine mi diverte sempre. Le musiche degli AC/DC poi risollevano il film enormemente.

  2. “Outer space” viene talvolta tradotto in italiano letteralmente con “spazio esterno”, ma in realtà indica semplicemente lo spazio al di fuori dell’atmosfera terrestre.

    Nei primi anni ottanta, comunque, l’Editrice Nord (casa editrice specializzata in fantascienza) fece uscire due antologie di racconti, intitolate “Storie dello spazio interno” e “Storie dello spazio esterno”: la prima comprendeva racconti ambientati entro il sistema solare, la seconda storie che si svolgevano al di fuori.

    • Non conoscevo queste due raccolte, eppure ho parecchi libri dell’Editrice Nord 😉

  3. lupo alberto permalink

    Beh per P2 effettivamente l’adattamento è assolutamente necessario, non ne avrei mai colto il significato…. nemmeno da giocatre di SimTower dove la nomenclatura dei piani sotteranei è B1, B2, B3…. non so cosa significhi, eh! Il film comunque l’ho visto qualche anno fa, guardabile la prima volta,ma poi non ho mai più avuto coraggio di rivederlo….

    • Concordo, era guardabile, ma niente di più.
      Il P del titolo originale si riferisce al piano del parcheggio (ricorderai che il film si svolge in un parcheggio sotterraneo).
      B di SimTower non saprei, forse B come basement. Di tutti i giochi della Maxis questo SimTower non l’ho mai giocato, mi hai incuriosito.

  4. Antonio L. permalink

    Non mi risulta che “Plan 9 from outer space” sia mai uscito in Italia. Il dvd infatti è presentato in lingua originale con i sottotitoli.

    • In realtà era uscito in VHS ma anche quello, ho verificato adesso, era sottotitolato. Non toglie il fatto che il titolo sia tradotto un po’ stupidamente, che era poi l’obiettivo di questo articolo.

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  1. Non vi preoccupate, sto benissimo! « Doppiaggi italioti

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