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TITOLI ITALIOTI: Noah cioè Noè

by su 7 aprile 2014

Noah

Che ci sia un piano ben strutturato per far passare i supereroi nei cinema italiani con il loro nome inglese (Spider-man, Captain America, The Avengers, etc…) sembra essere cosa ormai consolidata. L’effetto di questi titoli lasciati in inglese (e lasciati in inglese sono spesso anche i nomi che sentiamo nel doppiaggio, disgraziatamente) è estraniante per lo spettatore italiano che l’inglese non lo sa.

I neo-snob italioti in parte apprezzano il sentirsi vomitati addosso una valanga di vocaboli, lasciati in inglese forse per questioni di marketing (o perché in inglese è più cool), in parte però disprezzano il doppiaggio in sé, vivendo così in un mondo tutto loro dove gli piacerebbe che i film fossero sempre in lingua originale ma sottotitolati, altrimenti non capirebbero niente. (Nota: non sapere l’inglese è lecito, dire di saperlo quando invece non lo si sa è da capre ignoranti)

I pochi che l’inglese lo sanno anche troppo bene, soffrono per gli improvvisi cambi di registro dove all’interno di una frase compare, in modo del tutto arbitrario, una parola in inglese laddove non se l’aspettavano minimamente; questo provoca un tilt di pochi millisecondi, quanto basta per far fallire l’illusione del doppiaggio ed estraendoli completamente dall’esperienza cinematografica. [è chiaro di cosa parlo?]

Il resto degli italiani subisce e basta, senza sapere bene perché. Perché al cinema esce un film che parla di Noè e si chiama Noah? La risposta, tanto semplice quanto insensata, è questa: perché in inglese il film si chiama “Noah”, testoni!

La stupidità di lasciare i titoli dei film sempre e comunque in inglese è palese quando poi una giornalista del TG1 ci presenta questo film chiamandolo “Noà”, a dimostrazione che è inutile lasciare i titoli in inglese se poi la gente comune non sa neanche come pronunciarli. Per vostra curiosità personale Noah si legge “nòa” e non “noà”.

Resta da vedere se anche nel film doppiato avranno l’ardire di chiamare il personaggio con il nome di NOAH! In tal caso ne sentirete riparlare in questo blog.

PICCOLA CURIOSITA’
Luca Ward non doppia Russell Crowe nel film (nonostante lo abbia doppiato nel trailer); a detta sua non c’entra né la Universal, né lui, né Russell Crowe, ma qualche intrigo di palazzo qui in Italia. C’è anche da dire che come voce del drago nel film Lo Hobbit: La desolazione di Smaug Luca Ward era riuscito solo a metà, l’altra metà era mal recitata, amatoriale quasi… quindi boh, godetevi Russell Crowe con la voce di Fabrizio Pucci per ora. Luca Ward si sta adagiando troppo sugli allori, del resto il Gladiatore era pur sempre 14 anni fa e L.A. Confidential ben 17 anni fa!

 

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10 commenti
  1. iononsonoio permalink

    Mi è venuto in mente un altro titolo di film lasciato in inglese nonostante fosse traducibilissimo: “King Arthur” di Antoine Fuqua. Mi sembra che nel film però il personaggio venga chiamato Artù.

  2. Ballantrae permalink

    Vabbeh ma vuoi mettere locandine e poster con “Noè” in caratteri cubitali?! E poi farebbero sicuramente confusione tra accento e apostrofo.
    Comunque trovo inutile (e gratuita) la tirata iniziale contro chi vuole film (-s? forse meglio pellicole) in lingua originale coi sottotitoli, in altri paesi è così da sempre e non credo siano tutti capre ignoranti, anche perchè tra chi vorrebbe anche questa alternativa c’è chi semplicemente preferirebbe sentire le voci e le cadenze originali degli attori, senza per forza conoscerne la lingua (attori giapponesi che parlano con la voce, chessò, di insegno o la cadenza romanesca fanno impressione, per usare un eufemismo)

    • Vabbeh ma vuoi mettere locandine e poster con “Noè” in caratteri cubitali?! E poi farebbero sicuramente confusione tra accento e apostrofo.

      Ovvero come hanno fatto in Francia, senza per altro che si creasse alcuna confusione?

      Riguardo ai film in lingua originale, come ho sempre sostenuto, ci vorrebbero una o due sale nei multisala delle grandi città che proiettino film in lingua originale (o una giornata alla settimana dedicata ad una proiezione “original” nel caso di cinema di centro città) così la piccola percentuale di italiani che può e vuole godersi l’esperienza della lingua originale lo potrà fare in tutta libertà. La tirata è verso coloro (i neo-snob) che vorrebbero che TUTTI i film fossero in lingua originale, forzando anche coloro che non li vogliono a doversi leggere i sottotitoli, inclusa la nonna, la zia di 60 anni etc… Visto che l’opinione di queste frange estreme è essenzialmente gratuita, stupida e poco ponderata, allo stesso modo la mia risposta a questi estremismi è con “quella tirata iniziale”.

      Mi dispiace che tu abbia percepito la tirata come rivolta a te. Se sei tra quelli che vorrebbero che in Italia TUTTA la programmazione cinematografica e televisiva avvenisse esclusivamente in lingua originale allora sì, è rivolta anche a te. Se invece sei una persona curiosa a cui piace guardarsi i film in lingua originale per goderti le cadenze (cosa che a me personalmente non piace se non conosco la lingua ma de gustibus) allora calmati, quella tirata non era rivolta a te. Di questi tempi le persone curiose non hanno problemi a recuperare i film in lingua originale, con la facile opzione dei sottotitoli, in qualsiasi lingua li si voglia, a portata di click, o di telecomando.

    • Leo permalink

      Io vorrei aggiungere la mia opinione, ritengo sia una visione del tutto utopica quella del pensare di passare ai sottotitoli, perlomeno tout-court. Anzitutto perché, come ha detto Evit, è una questione demografica, il pubblico non è formato interamente da 30enni con la barbetta, e, puoi chiedere in giro, c’è davvero gente che non è veloce abbastanza da leggere i sottotitoli.
      Il chiodo più grosso nella bara di questa questione, per me, è il fatto che è una tradizione. Non lo dico con l’accezione di “cosa immutabile perché esiste da tanti anni”. Il contrario, siccome il doppiaggio esiste da 80 anni, non è possibile eliminarlo dalla cultura italiana, proprio perché, come hai detto tu Ballantrae, “in altri paesi è così da sempre”. E’ evidente che questi paesi sono cresciuti con questa cultura. L’italiano no. Anzi, sembra un’osservazione trita e stereotipata, ma l’italiano non conosce la propria lingua.
      C’è molto semplicismo e ingenuità in chi, leggo online, scrive cose come “beh che importanza ha, tanto anche in americano era doppiato” (in merito alla questione Lopez su Homer Simpson) e questo dimostra che si battono tasti (o si apre la bocca) ignorando crassamente che nel caso dell’America i cartoni nascono prima dalle voci, sono come uno show radiofonico, e i disegni vengono dopo!
      Per commentare su un punto del tuo argomento, Ballantrae, e con questo intendo solo offrire un pensiero: dici che chi guarda un film in lingua originale sente le performance degli attori senza conoscere la lingua, bene, ok. Ma io dico che senza conoscere la lingua, affidandoti solo ai sottotitoli, perdi moltissime nuance non percepibili se non conosci la lingua. Perché, a parer mio, mancando la familiarità con la prosodia della lingua straniera, si perdono cose come il sarcasmo e altre emozioni/sentimenti non direttamente leggibili sul volto. Inoltre c’è la questione del sottotitolo che dovendo essere breve è necessariamente sintetico, e quindi riassume, semplifica, cosa che invece col doppiaggio non succede, perché arriva direttamente al cervello.
      Tutto questo lo scrivo senza preferire l’uno all’altro, solo che so bene che vanno presi coi relativi asterischi.

      Facciamoci due risate, vi lascio questo filmato. Attenzione, quelli che state per vedere sono tutti doppiatori professionisti, NON PROVATECI A CASA!!

  3. Ballantrae permalink

    Non mi sentivo coinvolto direttamente, anche perchè qualche sala che li dà in originale si trova e non intendo imporre la mia opinione agli altri, ma mi sembrava che la posizione da te assunta escludesse un punto di vista diverso. Seriamente, secondo te potrebbero mai farlo per TUTTI i film? Non credo proprio: i doppiatori, parzialmente per loro meriti, non scompariranno mai. Quella che scarseggia è proprio l’alternativa e sono d’accordo che la soluzione migliore sarebbe un maggior equilibrio, ma se c’è qualcosa di cui lamentarsi è la mancanza di proiezioni in originale e originale sottotitolato.
    La soluzione ‘digitale’ invece non basta, la differenza fra la sala e tv/pc non è (spesso) trascurabile.

    Ah, con “cadenze” mi riferivo, forse impropriamente, soprattutto all’intonazione che è parte dell’interpretazione dell’attore, ma anche in lingue che non si padroneggiano completamente la differenza di cadenza, cioè dialetto, si percepisce fra diversi personaggi.

    Quella su “Noè” invece era una battuta e la confusione era solo tipografica, ma vedere “Noé” in Francia mi ha fatto comunque sorridere.

    In ogni caso complimenti per il blog, ci sono finito per caso sentendo Mike Bongiorno in Flash Gordon, per altro produzione De Laurentis, che forse ce l’aveva con Mike.

    • Onestamente il dialetto lo sento molto di rado nei doppiatori (per non dire proprio mai). Forse gli abitanti del Lazio sono più propensi a percepirlo.
      Nella porzione di quell’articolo da te indicata mi lamentavo esclusivamente di certi individui (forse non lo saprai ma esistono per davvero e sono molto attivi su internet) che effettivamente vorrebbero che tutto, ma dico TUTTO, arrivasse in lingua originale e basta. Secondo loro insegnerebbe le lingue straniere agli italiani “popolo di ignoranti” (definizione non mia) e poi si sa, in inglese è più “cool” (questa frase è diventata un mio motto ironico). Tali individui sono stati da me definiti “neo-snob italioti”… ma non sono casi irrecuperabili, fa parte della fase giovanile di molti che inizia quando vengono in contatto per la prima volta con i film in lingua originale.

      Se sei finito qui seguendo le tracce di Mike Bongiorno da Flash Gordon allora sei sulla buona strada! Benvenuto.

  4. Phantom Dusclops'92 permalink

    Nel film comunque dicono Noè, mi fanno sapere.

    • Almeno quello! Grazie, adesso posso riposare in pace 😉

  5. Leo permalink

    Almeno hanno quel buon senso, allora… Altrimenti diventava come “Captain” America!
    “Noah!! Tu costruirai un’Ark!!” “Ma Lord, cos’è un’Ark??”

    D’altro canto adesso ho un’ immagine mentale di giovinastri che escono confusi dal cinema “ma come, noi eravamo venuti a vedere Noah, e invece ci hanno fatto vedere un film sull’arca di Noè! Ci hanno fregato!”

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