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Tutte le curiosità sul doppiaggio della vecchia saga di Guerre Stellari

by su 8 aprile 2014

Siete tra quelli che si lamentano che in italiano Darth Vader è stato cambiato in Dart Fener? Allora distogliete subitaneamente il vostro sguardo da questo articolo! Il cambiamento di Darth Vader in Dart Fener non è un errore di traduzione, si tratta invece di “adattamento coi fiocchi”. Ma in questo articolo non vi parlerò del lavoro di adattamento di Guerre Stellari che, salvo pochissime eccezioni, trovo ottimo, come del resto ho già espresso in passato.

Voglio invece condividere con voi una serie di curiosità, generalmente poco note, riguardo al doppiaggio e all’adattamento della saga di Guerre Stellari che, insieme a molte altre curiosità generali, ritroverete nel disco bonus del progetto di preservazione della trilogia originale attualmente in lavorazione. Godetevi dunque queste chicche in anteprima.

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GUERRE STELLARI (1977)

Lo scrittore nell’ombra

La “novellizzazione” del film (ovvero l’adattamento del film nella forma di romanzo), pubblicata in Italia nel 1978 da Oscar Mondadori, fu scritta da Alan Dean Foster nonostante la firma sulla copertina sia del megalomane George Lucas.
L’adattamento italiano del romanzo differisce per molti versi da quello del film: vengono mantenuti per esempio i nomi originali dei personaggi mentre altri tipi di nomi (navi, civiltà etc…) hanno traduzioni alternative come ad esempio “sand people” che nel film veniva tradotto come “sabbipodi” e nel libro come “insabbiati” oppure traduzioni superflue come la nave di Ian Solo che nel libro si chiama “Falcone Millennario” (doppia elle, doppia enne). Non sto scherzando, ho il libro alla mano! Ma di questo avevo già parlato in dettaglio in questo precedente articolo.

Guerre Stellari

Le dita che compaiono nella foto sono proprio le mie, come mio è il libro.

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Un modesto inizio

1976

Salve, sono la star di un nuovo film dove interpreto un contadino

Convention 1976

La scritta “FILMS SUPER 8” e il cartello NO SMOKING ci ricordano che siamo negli anni ’70

Al Comic-con di San Diego nel 1976 uno sconosciuto Mark Hamill ed un modesto tavolino con volantini e qualche spilla pubblicizzavano un film in arrivo l’anno successivo chiamato “Star Wars“. Il logo che appariva sulle spille era ancora provvisorio ed in uno stile anni ’30, come il Flash Gordon a cui si ispirava, così come provvisrio era il poster in vendita al banco. Il poster era opera dall’artista Howard Chaykin.
Anche in Italia abbiamo avuto delle locandine preliminari con il titolo provvisorio di “Guerre delle Stelle” (un po’ come il titolo che ha poi assunto in Francia). Ne avevo una rara foto, purtroppo perduta nei meandri dei miei hard disk, quindi lascio quest’ultima informazione come leggenda non verificata.

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Che lo sforzo sia con voi

Spaceballs

Esistono tanti ridoppiaggi comici di questo film. Tra i più famosi in Italia (e forse l’unico ben riuscito) c’è Star Whores di CarlettoFX, fondatore della band GemBoy, e i piccoli spezzoni comici dei Nido del Cuculo. Tra le parodie ricordiamo inoltre il film di Mel Brooks “Balle Spaziali” (Spaceballs, 1987) nel quale “la Forza” viene ribattezzata “lo Sforzo” adattando splendidamente (e forse anche più comicamente) l’originale “the Schwartz”.

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Un gruppo di doppiaggio di tutto rispetto

Tu ridoppi me? TU… RIDOPPI… ME?

L’adattamento italiano è stato curato da Roberto De Leonardis, mentre il doppiaggio è stato diretto da Mario Maldesi. Le scene aggiunte per l’edizione speciale del 1997, invece, sono state doppiate sotto la direzione di Tonino Accolla.
Nelle scene aggiunte del ’97 Stefano Satta Flores (deceduto nel 1985) è stato sostituito da Angelo Maggi per Ian Solo mentre Francesco Prando ha sostituito Claudio Capone su Luke Skywalker nonostante Capone fosse ancora vivo e attivo nel 1997.
Tutte le scene sottotitolate (quelle di Jabba nel primo e terzo film e quelle del cacciatore di taglie Greedo) sono state ritradotte da capo e non riportano le stesse frasi della prima versione uscita al cinema. È facile notare infatti come le risposte di Ian Solo non corrispondano bene alle frasi sottotitolate del cacciatore di taglie e la traduzione per Jabba nel Ritorno dello Jedi è molto più banale, mancando di parole come immaginoso.

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Pronto, ma chi parla?

Caramellina? Qui “chiodo arrugginito”…

Nel film sono presenti alcuni errori di doppiaggio, durante l’attacco alla Morte Nera, il personaggio di Davish Krail (Oro Cinque, dei Caccia Ala-Y) è stato scambiato per Garven Dreis (il Capo Rosso dei Caccia Ala-X) e quindi doppiato da Vittorio Congia. Ad un certo punto Krail si rivolge a Dreis affermando di essere “Capo Rosso” e chiamando l’altro “Oro 9”. Quest’ultimo si ritrova ad avere così un altro doppiatore, dopodiché, quando il personaggio di Krail viene tolto di scena, Garven Dreis ritorna a parlare con la voce di Congia (e riafferma a sua volta di essere “Capo Rosso”). Altro errore è stato quello di affidare a due doppiatori diversi il doppiaggio di Jon Vander, il Capo Oro dei Caccia Ala-Y: il primo doppiatore non è noto, mentre il secondo è Sergio Di Giulio, che doppia solo le ultime tre battute del personaggio.

(Dal sito Antonio Genna)

Questi errori sono giustificabili dal fatto che, in inglese, alle comunicazioni radio tra i vari caccia è stato aggiunto un disturbo audio tanto caro a Lucas (e molto utilizzato anche nel suo L’Uomo che Fuggì dal Futuro). L’effetto fu ottenuto registrando le conversazioni attraverso radio a onde corte, questo disturbo intenzionale purtroppo non rende sempre ben riconoscibile la voce dei vari interlocutori.
Nel doppiaggio italiano manca questo effetto sonoro (sostituito probabilmente da una generica “mano sulla bocca”) che quasi sicuramente è all’origine della confusione nel doppiaggio di alcuni attori.

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Sottotitoli problematici

Sottotitoli originali

“Miodddddio, negli anni ’70 non sapevano come tradurre l’inglese!!1!! Devo correre a lamentarmene su Bloopers.it”

Un altro dettaglio che potrebbe essere scambiato per un errore di traduzione compare nella pellicola italiana del 1977 dove Greedo parla di “ogni Bounty Killer della galassia”. Bounty Killer non significa altro che cacciatore di taglie, esiste nel dizionario italiano ed appartiene al lessico cinematografico (e dei fumetti) del genere western. Dato che Guerre Stellari è stato più volte definito come “un western nello spazio” si può intuire il perché di questa scelta. In inglese i sottotitoli leggevano “every bounty hunter in the galaxy“. Strano ma vero, nell’Italia degli anni ’70 dove in pochi conoscevano l’inglese un “bounty hunter” era noto proprio come “Bounty Killer”, come dimostrato per esempio dal titolo di un libro “Se sei vivo, spara! Storie di pistoleri, banditi e bounty killers nel western all’italiana (1942-1998) di Gianfranco Casadio (Angelo Longo Editore, 2008) o da questo cartone animato, oppure ancora da questa copertina di Zagor n°325.
Questo a dimostrazione che anche ciò che potrebbe sembrare un umano errore dell’inarrivabile Roberto De Leonardis poi alla fine non si rivela mai tale (aspettate solo di leggere l’ultima curiosità in questo articolo e capirete a cosa alludo). Insomma, un altro presunto errore sfatato ancor prima che potesse emergere su siti come Bloopers.it (in pochi hanno visto o ricordano la pellicola originale).
La traduzione dei sottotitoli fu alterata in tutte le successive riedizioni di Guerre Stellari tranne che nella videocassetta del 1995 dove i sottotitoli non compaiono affatto! Nell’edizione speciale del 1997 invece la nuova traduzione dei sottotitoli non combacia perfettamente con le risposte di Ian Solo.

[Nota: l’immagine usata sopra proviene dal nostro progetto di preservazione della versione cinematografica di Guerre Stellari in HD, bella vero?]

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Guerre Stellari l’audiolibro

Guerre stellari. La storia, le musiche e le foto originali del film. L’audiolibro in formato 45 giri abbinato ad un book illustrato (Buena Vista, 1980)
© Foto Cristina Caudano

Nel gennaio 1980 la Disney (Buena Vista) produsse un audiolibro in formato 45 giri sulla scia del successo della trilogia. Il disco era abbinato ad un libretto con 24 pagine illustrate e riguardanti la trama del film. Il doppiaggio italiano fu affidato però ad una diversa società di doppiaggio, la DEFIS, e da qui i dialoghi furono completamente riadattati (ma non i nomi dei personaggi) e il cast vocale cambiato: Claudio Sorrentino su Luke Skywalker, Mario Bardella su Lord Fener, Laura Gianoli sulla principessa Leila, Dario Penne su Ian Solo (che curiosamente aveva già doppiato Lando Calrissian nel film L’Impero Colpisce Ancora) e infine Antonio Colonnello come voce narrante.

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Guerre Stellari: lo show televisivo

SWHS (2)

Nel 1978 fu prodotto uno show per la televisione intitolato The Star Wars Holiday Special.
Questo spettacolino, trasmesso negli Stati Uniti per la prima e unica volta il 17 novembre 1978 dall’emittente statunitense CBS, non è mai stato distribuito in nessun formato e le uniche copie disponibili sono quelle registrate da quell’unica messa in onda. Inutile dire che una cosa così rara non è mai neanche arrivata in Italia.
La storia principale del film vede come protagonista Ciubecca e Ian Solo in visita su Kashyyyk, pianeta natale di Ciubecca, per celebrare il “Life Day” ovvero “la giornata della vita”, una sorta di “Natale spaziale”. Lo show introduce per la prima volta tre membri della famiglia di Ciubecca (suo padre Attichitcuk, la moglie Mallatobuck o Malla e il figlio Lumpawarrump o Lumpy) e contiene inoltre diversi elementi televisivi, inclusi siparietti comici, canzoni, balli coreografati e uno spezzone animato nel quale viene introdotto per la prima volta il famoso personaggio di Boba Fett.

 Boba Fett Boba Fett

Uno spettacolo insomma che potrebbe ricordare lo special di natale che giravano nel film S.O.S. Fantasmi con Bill Murray.
Lucas ha finito con l’odiare questo prodotto televisivo, tanto che è possibile vederlo solo attraverso copie amatoriali registrate all’epoca ed ha affermato che, se solo potesse, distruggerebbe tutte quelle che sono ancora in circolazione.
Uno sketch comico realizzato per il blog Redlettermedia.com mostra George Lucas (interpretato da Rich Evans) che ad una convention del 2011 acquista tutte le copie dell’Holiday Special per poi distruggerle sistematicamente.

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L’IMPERO COLPISCE ANCORA

Il piano B di Lucas

La Gemma di Kaiburr

Oltre a scrivere la “novellizzazione” di Guerre Stellari, Alan Dean Foster fu allo stesso tempo incaricato di scrivere un secondo romanzo da sfruttare per un eventuale seguito a basso costo di Guerre Stellari, nel caso quest’ultimo fosse andato male al botteghino; tuttavia, alla pubblicazione del libro nel 1978, il successo mondiale del film era già evidente e così la trama del libro fu abbandonata in favore del seguito non a basso costo che piaceva a Lucas.
La trama del libro si concentra principalmente su Luke e Leila alla ricerca di un cristallo che incrementa i poteri della Forza. Ian Solo e Ciubecca sono soltanto nominati ma non compaiono nella storia, difatti i due pirati spaziali erano originariamente solo personaggi secondari. Le ambientazioni contemplate nella storia erano molto limitate per poter mantenere il budget ai minimi termini e avrebbero previsto il riutilizzo di materiale avanzato dal primo film. Alcuni elementi della storia inoltre si rifanno a concetti di Lucas in seguito abbandonati (come i cristalli che amplificano la Forza) ma ripresi successivamente nel cosiddetto “universo espanso” che comprende i videogiochi, fumetti e romanzi derivativi.

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Il cacciatore senza nome

Ci avete mai fatto caso? Nel L’Impero Colpisce Ancora nessuno chiama mai il cacciatore di taglie Boba Fett per nome. Si fa riferimento a lui soltanto come “cacciatore di taglie”. Inoltre in molte scene in italiano sembra avere una voce quasi robotica, caratteristica mai presente in inglese. Una caratteristica che nella nostra lingua aumentava inutilmente il mistero sull’identità di questo personaggio… dovevamo forse credere che fosse un robot?

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Tanti interpreti… un solo personaggio

IMG_0615

La voce dell’imperatore appartiene all’attore teatrale Clive Revill; il volto, invece, pur coperto da una maschera, è di Elaine Baker, la moglie di un truccatore (come a dire “prendete la prima persona qualsiasi che si trova in sala”).
Successivamente, nel Ritorno dello Jedi, l’attore scozzese Ian McDiarmid fornì sia la voce (in italiano doppiato da Alvise Battain) che il volto dell’imperatore e ritornò al suo ruolo anche per i “prequel”.
In italiano la voce dell’ologramma dell’imperatore ne’ L’Impero Colpisce Ancora si suppone appartenere al doppiatore Roberto Villa e successivamente sostituita, nella versione “ritoccata” del 2004, da Carlo Reali che intanto aveva dato la propria voce a Ian McDiarmid nei primi due prequel.
Dico “si suppone” perché il nome del doppiatore dell’ologramma dell’imperatore non compare da nessuna parte, ho dunque chiesto ad orecchie esperte. Un ringraziamento per aver riconosciuto Roberto Villa va a “Swann” del blog dvdessential.it. Non troverete questa informazione altrove! È un’esclusiva doppiaggiitailoti.

Riassumendo cronologicamente, nel ruolo dell’imperatore abbiamo:

Impero Colpisce Ancora (1980)
Clive Revill (voce)… Roberto Villa (voce italiana)

Il Ritorno dello Jedi (1983)
Ian McDiarmid (attore e voce)… Alvise Battain (voce italiana)

Episodio I (1999)
Ian McDiarmid (come senat. Palpatine)… Carlo Reali (voce italiana)
Ian McDiarmid (come Darth Sidious)… Gianni Bonagura (voce italiana)
[in Italia ci piace dare da mangiare a più persone]

Episodio II (2002)
Ian McDiarmid… Carlo Reali (voce italiana sia di Palpatine che di Darth Sidious)

Impero Colpisce Ancora (scena alternativa dal 2004, in DVD e Bluray)
Clive Revill (voce)… Claudio Reali (voce italiana)

Episodio III (2005)
Ian McDiarmid… Francesco Vairano (voce italiana)

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IL RITORNO DELLO JEDI

Grammatica Jedi

Solo per questo episodio è stato cambiato, per questioni di sonorità, l’utilizzo dell’articolo con cui ci si riferisce ai Cavalieri Jedi. Ad esempio “un Jedi” è diventato “uno Jedi”, e anche il titolo del film è passato dall’essere “Il ritorno del Jedi” a “Il ritorno dello Jedi”.

(Da Antonio Genna)

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Ai bambini piaceranno…

Non si sa cosa sia peggio… la capigliatura anni ’80 su un infante oppure gli occhi sgranati del pupazzo

Il successo di Il Ritorno dello Jedi e dei personaggi introdotti nel film, gli Ewok, tra gli spettatori più piccoli ha dato vita a due opere televisive derivative (spin-off) di scarso successo:

LavventuradegliEwoks

Ogni allusione al poster del cartone del Signore degli Anelli è puramente casuale

L’Avventura degli Ewoks (The Ewoks Adventure, USA, 1984)
e
Il Ritorno degli Ewoks (Ewoks: The Battle for Endor, USA, 1985)

Entrambi sono ambientati sulla luna boscosa di Endor, dove si era svolto in larga parte il terzo film della trilogia originale, e sono collocati cronologicamente tra L’Impero Colpisce Ancora e Il Ritorno dello Jedi. Esiste anche una serie a cartoni animati chiamata semplicemente “Ewoks” trasmessa da Rete 4 nel 1987.

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Un adattamento di classe

…e, di punto in bianco, Lando Calrissian disse: “sparate a punto in bianco!”

Durante l’attacco alla Morte Nera Lando Calrissian ordina di sparare sulle astronavi imperiali “a punto in bianco“:

Sì ho detto più vicino! Accorciate le distanze e sparate sulle torpediniere stellari a punto in bianco.

(Originale: Yes! I said closer! Move as close as you can and engage those Star Destroyers at point-blank range.)

Questa battuta è spesso considerata un esempio di cattiva traduzione poiché confusa con il gergale “di punto in bianco” che invece significa “all’improvviso” e non “a distanza ravvicinata”.
A punto in bianco”, nel gergo militare della balistica, significa proprio a distanza così ravvicinata da non essere necessario prendere la mira, ovvero a bruciapelo. (Fonte Treccani)

Galeoni che sparano a punto in bianco

Proprio quando pensavate di aver trovato un errore grave di traduzione ecco che De Leonardis e Maldesi vi cagano in testa… e mi riferisco a colui o coloro che hanno segnalato questo presunto errore sul sito Bloopers.it e ai cani che hanno riportato questa informazione senza le verifiche del caso. Volete raccontarla proprio a De Leonardis che prima di diventare adattatore aveva studiato all’Accademia Navale per seguire le orme del padre ammiraglio? C’è da sparargli a punto in bianco a questi qui!

roberto de leonardis

From → Apprezzamenti, Film

38 commenti
  1. Luke permalink

    Dopo aver confrontato la voce dell’Imperatore con i doppiaggi di “La battaglia di Midway”, “Frankenstein Junior”, “Sugarland Express” e “L’Uomo Ragno” (il film-tv del 1977), posso confermare senza alcun dubbio che appartiene a Roberto Villa. Posso permettermi di segnalarlo ad Antonio Genna?

  2. Luke permalink

    Fatto. Scusa se c’ho messo un po’. La segnalazione la puoi trovare qui, in fondo: http://altriforum.yuku.com/topic/4927/master/1/?page=201

    • Ehm… non sono registrato a quel forum e non posso vedere il link da utente anonimo, chiederò a qualcuno non temere😉

    • A dir la verità non avevo alcuna fretta di comunicarlo al di fuori di questo blog (anzi!), quindi non hai niente da farti scusare!

  3. Luke permalink

    C’è da precisare una cosa però: io la segnalazione l’ho scritta sul forum per rendere noto a tutti che non proviene direttamente da me, ma non posso assicurarti se Antonio ti citerà nella pagina del film. Di solito lo fa solo per chi gli da delle informazioni generali. Se noti, in fondo alla pagina de “L’Impero” c’è scritto “ALCUNE NOTE SUL FILM a cura di GIulio, Luca”.

    • Capisco e non approvo. Comunque sei libero di riportare le informazioni dove preferisci, non è che io possa impedirlo (vedo che hai già provveduto a Wikipedia, sei zelante!).
      Se poi Antonio Genna, per citarmi, vuole che gli aggiunga una nota informativa con qualche curiosità (magari la stessa storia dei vari doppiatori che ho scritto qui nel blog), può chiedermelo e io glielo faccio senza problemi.

  4. Luke permalink

    Ti posso assicurare che non sono stato io a inserire il nome su wikipedia. Non sono di certo l’unico a leggere questo blog. Io almeno ho chiesto il permesso fin dall’inizio prima di riportarlo altrove. Comunque lo farò presente sul forum.

    • Non sei tu Luke86 su Wikipedia? Ci sono davvero troppi “Luke” nella comunità di fan di guerre stellari! Ahah.
      Comunque, come ti ho detto, non è un problema, mi hai chiesto gentilmente il permesso e io l’ho apprezzato molto.

      Il “non approvo” era riferito alla politica dei “ringraziamenti” di Genna.

  5. Luke permalink

    Sì, sono io, ma non ho fatto quella modifica, se controlli bene vedrai che è stato un utente non registrato. Io ho solo cambiato il nome di Ian McDiarmid con quello di Elaine Baker.

  6. Antonio L. permalink

    Oggi stavo pensando a questi doppiaggi di una volta, erano veri gioiellini, si imparava l’italiano da questi testi, le battute erano reali, vibranti di verità. Lo so che questo commento è abbastanza inutile ma come vorrei che il doppiaggio italiano tornasse a questi livelli. Sarebbe bello leggere più spesso questi articoli che celebrano la bellezza dei buoni doppiaggi, come quello su Arancia Meccanica pure, dobbiamo ricordare anche quanto di buono questa straordinaria arte ci ha regalato. Perdonate la mia nostalgia.

    • Come avrai notato, cerco di dosare gli elogi e le critiche. Fondamentalmente pubblico articoli ironici di critica al doppiaggio, che poi sono i più richiesti e attesi; ogni tanto poi mi lascio andare alla nostalgia elogiando i doppiaggi di qualità (che ritrovate nella sezione “apprezzamenti” dal menu “di cosa parlo”).
      Sappi che di articoli-elogi ne ho molti tra le bozze, ma sono anche quelli che richiedono più attenzione, tempo, ricerca delle fonti e che alla fine fanno meno ridere. La critica ironica mi viene più spontanea ed è un processo molto più rapido, quindi finisce che mentre scrivo un articolone tipo quello su “Batman” accade che mi vado a vedere Captain America 2 al cinema e torno tutto incazzato, accantono Batman e scrivo tutto d’un fiato una filippica contro Captain America. Poi riprendo Batman e nei giorni in cui ci lavoro mi capita di vedere Olympus Has Fallen e allora corri a scrivere peste e corna prima che passi l’emozione del momento (e la voglia)… poi torno su Batman.
      Come hai capito, gli elogi sono interrotti dagli articoli-critica che sono molto più “impulsi da sfruttare sul momento” piuttosto che premeditate offese.

      Concordo con ciò che hai detto, al 100%. Purtroppo i doppiaggi “di una volta” non torneranno mai più per via di come si è trasformato il mercato cinematografico, possiamo solo sperare che non facciano troppi disastri, per fortuna nel settore c’è ancora tantissima gente molto capace, ma sono eroi solitari in continua lotta con tempi ristretti che non permettono alcuno studio dei personaggi, con “supervisors” ignoranti come le capre che impongono certe scelte, con i raccomandati che non sanno tradurre/adattare, con i dispositivi anti pirateria (a breve pubblicherò un’intervista in merito). Tutto il mondo che gira intorno ai bravi attori e adattatori è contro di loro.

  7. Antonio L. permalink

    Non so se è già stato segnalato ma c’è un sito che si chiama ASINC nel quale si trovano recensioni sui doppiaggi di molti film, è molto interessante vi consiglio di visitarlo.

    • Interessante, un po’ scarno di contenuti per essere un sito aperto dal 2005 ma interessante negli intenti.
      Non capisco però che senso abbia che le loro recensioni siano tradotte anche in inglese, cosa gliene fregherà agli americani di come sia stato tradotta e doppiata bene la versione italiana di Minority Report?

  8. Luke permalink

    Di niente Evit, è sempre un piacere🙂

  9. anni fa avevo caricato il libro-disco a 45 giri del primo Guerre Stellari, gentilmente rippatomi da Nunziante Valoroso.

    Forse la velocità non è perfetta (andrebbe ricalibrata) ma è comunque interessante come integrazione del post😉

    • in effetti, tra i commenti noto solo ora che mi avevi già contattato tu xD

    • Ti ringrazio, ne scaricai già una copia tanto tempo fa, infatti noterai un mio commento datato un anno fa in cui chiedevo se hai anche gli altri episodi.
      Nunziante Valoroso è una fonte sconfinata di informazioni

  10. Matt permalink

    La faccenda del Bounty killer non la sapevo!!!A volte vorrei essere nato nei seventies!

    • Ma in quelli americani o in quelli italiani?😉

  11. Matt permalink

    Uhmm non saprei……..opterei per gli italiani

  12. grazie al canale di sky ho recuperato stanotte un documentario sulla saga (quello del 2007, con interventi di Joss Whedon e JJ Abrahams oltre a Kevin Smith), dove il rumorista del primo film (credo sia stato lui, cmq uno della troupe dell’epoca) diceva letteralmente “laser sword”… nel pieno della notte sono sobbalzato (pensavo “WTF?!? non si diceva light saber?”) e ha aggiunto “sì, si dovrebbe dire light saber, ma preferisco il termine utilizzato nella sceneggiatura originale”

    quindi il nostro “spada laser” non è una invenzione di Maldesi-De Leonardis (non che mi sarebbe dispiaciuta, si intende), ma una chicca gustosa che i nostri hanno pescato dalla sceneggiatura??? hai qualche conferma?

    • EDIT: dell’adattamento di light saber e blaster ne parlasti nel topic di batman, ma penso che sia più giusto metterlo qui, no?

    • Non credo che a Maldesi/De Leonardis arrivasse altro che il “trascritto” dei dialoghi finali, quindi avranno visto unicamente “light saber” che evidentemente decisero di chiamare “spada laser” perché già sufficientemente evocativo e dal suono migliore di “sciabola laser” (visto che una sciabola dopotutto non è). Potremmo dire piuttosto che “saber” è un errore di Lucas nel copione originale perché chiaramente si tratta di una “spada lunga”, non di una sciabola… ma gli sarà piaciuto come suonava e così rimase.

  13. Star Whores è bellissimo, come del resto tutti gli altri doppiaggi del mitico CarlettoFX. Quando i Gem Boy ancora non si erano venduti a Colorado, erano fortissimi. Ora, dopo essere stati trombati da Colorado, pare che stiano tornando sugli stessi livelli di un tempo, e che Carletto stia facendo un doppiaggio parodistico dell’Episodio VII. Ultimamente, non li ho più seguiti, ma sono molto interessato a questo ridoppiaggio,

    • Davvero??? Non sapevo fossero tornati all’attacco… ma non sapevo neanche fossero a Colorado (non avendo mai visto la trasmissione). Terrò d’occhio futuri sviluppi. L’Episodio VII beneficerebbe di una versione “Whores”

    • Evit, i Gem Boy sono attivi ininterrottamente dal 1992, quindi sono sempre all’attacco🙂. Mi sembra piuttosto strano, comunque, che tu non sapessi di Colorado, in quanto è anche grazie a questa trasmissione (in particolare, grazie alla canzone “Potter Fesso”) che i Gem Boy hanno ottenuto il grande successo. Comunque, oltre alle due (quella già conosciuta e quella in lavorazione) parodie di Star Whores, ti consiglio anche di vedere “La leggenda di Sean Connery e altri attori inutili” (parodia di “La leggenda degli uomini straordinari”), “Greassini” (parodia di “Grease”) e “Ridiculo” (parodia di “Ridicule”).

    • Ricordo bene la leggenda di Sean Connery e altri loro lavori di quegli anni, ed ho ancora Sperman su DVD con tanto di copertina, ahah. In realtà li seguivo più per i ridoppiaggi che per le canzoni (che erano costantemente citate a scuola in ogni caso) ma dopo la metà del 2000 sono scomparsi dal mio radar.
      Colorado, così come tante trasmissioni di intrattenimento della Mediaset, non le ho mai seguite, tranne Mai Dire TV che rimane una delle più divertenti mai realizzate nella tv italiana.

  14. Vendevano Sperman in DVD???? Comunque, hai ragione: Mai Dire TV è una figata assurda: ho trovato tutte le puntate su Internet, e mi taglio in due dalle risate ogni volta che lo guardo. Colorado forse è meglio che tu non l’abbia mai visto, ultimamente ha perso smalto.
    Comunque, tornando all’argomento doppiaggi-parodie, la leggenda di Sean Connery è forse il loro (è l’unico film in cui ci sono le voci di tutti) lavoro migliore. In particolare, ho trovato geniale il prendere spunto da un film di azione-avventura per sviluppare un film comico in cui si prende in giro il mondo del cinema. Oltretutto, ho notato che Carletto è molto bravo a seguire il labiale dei personaggi (le battute sembrano quasi fatte apposta), e sono molto curioso di sapere come abbia fatto a modificare i cartelli del film e a “inserirsi” lui stesso in esso, pur non possedendo studi di doppiaggio/cinematografici.

    • In quegli anni c’erano già ottimo strumenti di montaggio video che permettevano cose simili. Adobe Premiere esisteva già e così anche After Effects. La qualità avi con cui poi li faceva uscire mascherava eventuali imperfezioni.
      Ancora ricordo e nomino ogni tanto “il cattivo con la voce grossa”, della sua parodia sul film di Sean Connery che, come giustamente fai notare, era una parodia estesa a tutto il genere.
      Il DVD di Sperman lo feci io! Copertina e tutto. Ahah

  15. …possibile che esistano ancora dei poveracci che si lamentano dell’adattamento italiano di Darth Vader in Dart Fener?!

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