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Direct to schifio – L’uscita italiana di “The Raid – Redenzione”

by su 16 aprile 2014

ufficiale

In una piccola casa di distribuzione cinematografica in Italia:

– Regaz, ci hanno appena assegnato un film indonesiano da doppiare e distribuire!

– Ma noi l’indonesiano non lo sappiamo!

– E chissene! Prendiamo il DVD americano sottotitolato in inglese e traduciamo tutto dall’inglese.

– Ma noi non sappiamo nemmeno l’inglese.

Andiamo bene!

Dopo l’inatteso successo americano di Serbuan maut (2011), un film d’azione indonesiano del genere “mazzate-e-pistole” il cui titolo dovrebbe stare a significare “irruzione mortale” (anche se distribuito negli Stati Uniti come “The Raid – Redemption“), e sopratutto dopo tantissime sfavillanti recensioni di chi già se lo è visto piratato e sottotitolato, era solo questione di tempo prima che arrivasse anche in Italia “direct to video” e doppiato.
Già, il doppiaggio… questo terno al lotto.

Mi chiederete a che titolo adesso io venga a parlarvi del doppiaggio di un film indonesiano visto che, come potrete forse immaginarvi, io l’indonesiano non lo conosco. Come potrò dare un giudizio su quanto bene possa essere stato adattato il dialogo indonesiano originale? Semplicissimo! Non importa conoscere l’indonesiano per capire che questo “adattamento” italiano è stato eseguito a partire dai dialoghi in inglese (doppiati dagli americani), passati poi attraverso Google Translator e infine rigirati talis qualis a doppiatori italiani.

Innanzitutto non so esattamente cosa ci sia di così epico in questo film, forse il fatto che sia tecnicamente ben realizzato nonostante evidenti limiti economici, e forse l’elogio tessuto dal blog i400calci, che, si sa, questi film li mangiano a colazione, avrà attirato più attenzione del dovuto… ad ogni modo The Raid – Redemption (titolo americano) arriva con li dovuto ritardo anche in Italia, tradotto come The Raid – Redenzione. Parliamone…

Iniziamo dal titolo

In primis mi prendete un titolo americano di un film indonesiano, che è un po’ come prendere il film Eternal Sunshine of the Spotless Mind, tradurlo in Se mi lasci ti cancello e ridistribuirlo altrove come If you leave me I’ll erase you. E va be’, sorvoliamo!
In secundis se state a tradurlo non fatelo a metà, chiamatelo “Il raid – redenzione” e completate l’opera, del resto “raid” è una parola presente anche nel nostro dizionario. Invece no, fanno le cose a metà: The Raid – Redenzione. A questo punto è quasi meglio il titolo originale in stile Steven Seagal, “irruzione mortale”.

I maledettissimi dialoghi

Ci sono alcuni pervertiti come me che, quando guardano qualche film doppiato, si divertono ad indovinare quale fosse la battuta originale. Quando questo gioco funziona troppo bene allora vuol dire che all’adattamento abbiamo nientepopodimenoche il Sig. Google Translator.
Facciamo un gioco… io vi faccio un paio di esempi di cosa ho sentito nel doppiaggio di questo film, poi vi chiedo secondo voi quale era la presunta battuta originale ed infine “come invece avrebbero dovuto tradurla” (queste ultime due scelte saranno scritte con colore “bianco” quindi per scoprirle dovrete evidenziare il testo).
Se non vi va di giocare, allora evidenziate da subito ciò che segue (così da scoprire anche le parole “nascoste”) e potete considerarlo come un mio normale articolo:

NUMERO UNO

Cosa ho sentito nel doppiaggio?
Ho fatto qualcosa di sbagliato, ufficiale?

Quale era (quasi sicuramente) la battuta originale?
Have I done something wrong, officer?

Come avrebbero dovuto tradurla?
Ho fatto qualcosa di sbagliato, agente?

Questa è quasi la prova provata che Google Translator è stato invero utilizzato. Oppure che alle traduzioni ci mettono i cuggini raccomandati, come del resto mi raccontava Luca Dal Fabbro.

[nota: ho aggiunto il video su youtube di questa scena incriminata.]

___________________

NUMERO DUE

Cosa ho sentito nel doppiaggio?
– Tony, Ang, andate con lui.
– Sto bene da solo.
– Con lui… arrivano.
[Ma Tony e Ang erano già lì accanto, chi è che “arriva”??? Questa battuta non aveva senso]

Quale era (quasi sicuramente) la battuta originale?
– Tony, Ang, go with him.
– I’m fine alone
– Go with him… they’re coming (with you).

Come avrebbero dovuto tradurla?
– Tony, Ang, andate con lui.
– Sto bene da solo.
– Con lui…
vengono con te.

__________________

Questi erano tra gli esempi più lampanti. Ce n’erano molti altri, seppur molto minori, sparsi per tutto il film; inoltre molte delle frasi di questo film risultano meglio comprensibili se si vanno a leggere i sottotitoli italiani (che traducono più fedelmente quelli inglesi di quanto faccia il doppiaggio) perché con tutte le libertà che si sono presi nel doppiaggio italiano viene meno persino la comprensione di determinate battute, vi rendete conto? Non che ci sia una trama complicata da capire ma se in quel poco che parlano andate pure a confondere le idee allora diventa tutto inutile.

Esempio

Doppiaggio: Di nuovo. Chi ha ordinato questo schifo?
Sottotitoli: Lo chiedo per l’ultima volta, chi ha ordinato il raid?

Doppiaggio: Un’altra volta. Non sono ancora morto.
Sottotitoli:
Un’altra volta forse. Prima mi gioco le mie chance qui.

Doppiaggio: Bastardo!
Sottotitoli: Accomodati!

In conclusione, vi consiglio la visione di questo film in lingua originale ma con i sottotitoli italiani che traducono quelli inglesi. Almeno non vi confonderete con frasi che semplicemente non funzionano o che non hanno molto senso e non vi faranno capire molto. Il doppiaggio americano poi evitatelo come la peste, non sembra neanche che le voci escano dalle bocche degli attori (un piccolo promemoria su quanto siano inesperti gli americani nel campo del doppiaggio).

Vi lascio con la vignetta di qualcun altro

"Ahia!" "Ahia, tu!" (eletto all'unanimità come miglior dialogo del film)

“Ahia!”
“Ahia, tu!”
(eletto all’unanimità come miglior dialogo del film)

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From → Film

11 commenti
  1. Antonio L. permalink

    In Francia hanno fatto un film che si chiama “Kill Me Please”, ora dico io non esiste un modo in francese per dire “ti prego uccidimi”? Pessima abitudine di dare titoli in inglese non soltanto italiana a quanto pare.

    • Si anche i francesi stanno messi veramente male.

  2. “Ci sono alcuni pervertiti come me che, quando guardano qualche film doppiato, si divertono ad indovinare quale fosse la battuta originale.” Anche io, Evit, mi sono sempre dedicato a questo gioco “perverso”!

  3. E’ da tempo che capita anche a me: per almeno il 99% dei media tradotti dall’inglese! xD
    Ormai ci sono traduzioni fatte così male, che se non ho a disposione audio e/o sottotitoli in inglese, devo spegnere la televisione (o lo schermo)! xd

    Se va bene, sono alcune espressioni ad essere tradotte male:
    -ne i “Simpsons”, ce ne sono a centinaia. Una mi è rimasta particolarmente impressa: “true story” = “storia vera”, invece di “è la verità”, o “te lo assicuro”, ecc…
    -in Supernatural soprattutto espressioni che riguardano “shit” o “crap” (come nel caso dello schifo/raid che citavi, ma il problema è che la traduzione che suggeriscono, cioè “questa merdata/schifo”, non rende mai la forza delle parole e, sinceramente, non ho mai sentito nessuno dire in italiano “non voglio fare più queste merdate”, ma magari “non ne faccio più di cazzate”. Non conosco il dialogo originale della scena del raid ma, invece di quello schifo dello “schifo”, avrebbero probabilmente fatto meglio a tradurre con “Parla. Chi ha fatto la cazzata?” o magari “Chi ha provocato questo macello” o “Chi è il responsanbile di questa strage?”)
    Se va male, però, la traduzione porta ad un’altra lingua, non italiano (“italiota”, magari!). E’ il caso di un telefilm che ho intravisto qualche giorno fa (non ricordo il titolo, per loro fortuna! xd). Ho così provato la sensazione di essere straniero italiano in Italia!
    Se va MALISSIMO (e capita), non si degnano neanche di tradurre o di aggiungere sottotitoli! (lo ricordo per scene di Futurama e per alcuni programmi che trasmettono su Cielo e IMAX.)
    Poi ci sono le (auto-)censure: capitano specialmente per programmi per adulti che vogliono trasmettere in fascia protetta, ma anche per questioni di costume o politiche (come citavi tu, italiani che diventano siciliani, presidenti del consiglio che diventano anonimi politici, nazisti che diventano dittatori…)
    Ci sono veramente centinaia di esempi: basta anche solo accendere la televisione e cambiare canale.

    L’unica spiegazione a tutto questo sono le parole di Dal Fabbro, confermate anche da altre figure del mondo del doppiaggio, tra cui proprio Mario Maldesi che, nella sua ultima intervista (https://www.youtube.com/watch?v=9SraqxQlacg), ne parla dal minuto 55:19, e cito qui per cogliere i punti principali:
    “… E allora inventarono il pagamento a riga: più righe fai, più soldi prendi, non è importante come le fai. Terribile. […] Vengono distrutte le categorie fondamentali di questo lavoro. […] Se tutti possono fare i dialoghisti, se tutti possono fare i direttori, … vuol dire che quel lavoro non vale niente. Avete distrutto tutto per ingordigia, perchè dovevate rispondere ai richiami televisivi, di mercato. […] Tutti si improvvisavano. […] … E distruggendo le categorie avete provocato la disistima da parte dei committenti americani verso di noi, che hanno mandato i supervisori. Che non capiscono niente: è solo una categoria di gente che arraffa danaro […], provocando una serie di disturbi alle lavorazioni perchè, siccome comandano, decidono, corrompono e vengono corrotti, […] approfittando anche del fatto che le persone che scelgono ne capiscono anche meno di loro. […] Devo dire che ogni tanto ci sono delle cose fatte bene, ci sono persone per bene, se Dio vuole. Però faticano molto, perchè vengono ricattate: “O fai così, o non lavori più”. Quindi o hai le “spalle” (come potevo averle io che avevo una stima, un sostegno quasi internazionale dei grandi registi), oppure cedi, perchè sennò non lavori più: scendi a compromessi. […] Questa chiusura che hanno le cooperative, le società… Tu sai che noi allora avevamo l’obbligo di assumere due o più attori nella cooperativa? […] Adesso no: solo i figli, nipoti… […] E non entri. Io ho i miei allievi dell’Accademia dell’Arte Drammatica, bravissimi attori, che non riuscivano ad entrare. Ma perchè non riesci ad entrare, soprattutto se sei bravo? Perchè dai fastidio.”

    • Lo so, putroppo gli esempi sono tanti, colpa anche del ritmo incalzante con cui doppiano tutto (sono quasi sicuro che tutte le serie su DMAX e simili le doppieranno in una settimana al massimo!).
      Per superare questi “shock” c’è un tantra molto efficace, devi alzarti dal divano e urlare al televisore “mumbo jumbo! mumbo jumbo! mumbo jumbo!“.

      Comunque mi fa piacere vedere che ricordi molti dei miei articoli passati. Sono quasi commosso di avere dei favolosi lettori come te e molti altri.

      Le parole di Maldesi sono tanto veritiere quanto deprimenti. E’ per questo che Dal Fabbro ogni volta che mi sente mi dice che faccio un ottimo lavoro di “osservatorio”, che è molto necessario… questi professionisti saranno pure loro un po’ depressi per come vanno le cose in questo mestiere

  4. Devo dire che capita ormai anche a me di sentire i dialoghi in italiano e pensare a quale fosse l’espressione inglese originaria. Sopratutto perché spesso il calco dall’inglese è evidente.

    Vale anche per i videogiochi, nell’ultimo Tomb Raider mi ricordo di un personaggio che diceva di voler “salvare la giornata”.

    • nell’ultimo Tomb Raider mi ricordo di un personaggio che diceva di voler “salvare la giornata”.

  5. Antonio L. permalink

    Ho cominciato anche io a fare questo esercizio di provare a ritradurre la frase nella lingua di origine e mi sono reso conto di quanto i dialoghi meglio adattati siano quelli dove la frase sembra nata in italiano e non tradotta da un’altra lingua. La spontaneità di un dialogo “vero” è forse la regola non scritta che permette alle frasi di arrivare alle nostre orecchie senza stonare. Lo so è una cosa ovvia ma a farci caso ci si accorge di quanto sia brutto il doppiaggese e le frasi ricalcate dall’originale, forse uno degli impoverimenti più subdoli di molti dei recenti adattamenti.

    • Sei stato molto più sintetico di me Antonio, aspiri ad un posto di lavoro non retribuito a Doppiaggi Italioti? Ahah! 😉
      E’ invero l’impoverimento più subdolo nell’adattamento italiano! Hai colpito nel segno.

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