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Chicche quotidiane (21) – Sergio Jacquier e le foche

by su 13 maggio 2014

 

Avevo recentemente parlato di Sergio Jacquier in occasione del mio articolo su Batman (1989), ciò che non mi era riuscito inserire era questo simpatico testo, preso da un libro chiamato “Manuale di traduzioni dall’inglese“, che ho trovato per caso durante una ricerca google e riguardante Jaquier. Ve lo ripropongo qui come “chicca quotidiana”.

Manuale di traduzione dall'inglese

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7 commenti
  1. Alessandro permalink

    il manuale lo comprai qualche annetto fa per un esame universitario e questa perla, insieme a lupo ululà castello ululì, sono le due armi principali con cui difendo il buon adattamento italiano nelle discussioni con gli amici

    • Com’è il manuale, in generale?

    • Alessandro permalink

      Breve ma intenso direi. teorico. Un ottimo libro, con illustrate tutte le pratiche di traduzione, giornale, romanzo, teatro, cinema. Per il cinema lo integrerei con altri libri, ad esempio “la traduzione audiovisiva.”

  2. Evit, scusa se esco dall’argomento, ma ho notato una specie di errore di traduzione (che secondo me sarebbe degno di segnalazione in questa rubrica) nel terzo episodio della prima stagione di Lost: in questo episodio, i naufraghi (scusate l’excursus venturiano) devono trasmettere via radio una richiesta di aiuto, ma non riescono perché il canale di trasmissione è occupato da un messaggio che viene trasmesso ciclicamente da sedici anni. Questo fenomeno, viene scoperto da Sayid (ex soldato iracheno esperto in telecomunicazioni), il quale, una volta scoperto l’arcano, dice che si tratta di un “anello”, termine che io ho interpretato come traduzione errata di “loop”. La traduzione è giusta, è errata oppure può essere una caratteristica del personaggio (non conoscere granché la lingua parlata, anche se non credo perché nel resto della serie non fa altri errori)?

    • Loop va bene come “anello”, è un termine che indica qualcosa che si ripete ciclicamente. Del resto nel doppiaggio stesso si chiamavano “anelli” i pezzi di pellicola su cui si incideva la registrazione del doppiato, e che appunto venivano mandati ad anello, ovvero in loop, per provare più e più volte la battuta.

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  1. 1997: Fuga da New York – Jena, non Snake. Psicologia di un nome | Doppiaggi italioti

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