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Terminator (1984) – Si poteva fare di meglio

by su 21 ottobre 2014

terminator fatti fottere

Potendolo evitare, non guardo mai Terminator in lingua italiana. I lettori abituali già lo sanno: quando reputo che un film doppiato in italiano valga la pena, allora lo difendo a spada tratta e ne vado anche fiero, ne parlo e ne straparlo.
Nel caso di Terminator, sebbene esso sia parte della mia adolescenza, non provo alcun valore affettivo verso la sua versione italiana (nonostante la bravura degli interpreti), abbandonata per sempre dopo aver scoperto la versione originale.
Ebbene, rivedendolo in lingua italiana in un recente passaggio televisivo si confermano le mie motivazioni.

In generale si può dire che i film anni ’80 avevano dei buoni adattamenti e, solitamente, anche i film “minori” godevano di questi privilegi. Alla direzione del doppiaggio di questo film troviamo Carlo Marini, di cui avevamo parlato molto bene in questo blog come voce di “Mad Max“. Marini viene dalla scuola anni ’50-’60 di Emilio Cigoli e ha diretto, negli anni ’70 e ’80, il doppiaggio di diversi film, molti dei quali poco noti oggi giorno ma anche alcuni titoli di spicco come ad esempio Platoon. Poi c’è una Letizia Ciotti Miller alla traduzione dei dialoghi che nel 1984 aveva già un curriculum niente male, I Predatori dell’Arca Perduta è uno dei suoi.

Allora cosa è andato storto?

TUTTI I PROBLEMI DI TERMINATOR IN ITALIANO

Glauco Onorato su Schwarzenegger

altrimenti Arnold si arrabbia

Anche qui, chi mi conosce lo sa… ho sempre adorato il doppiatore Glauco Onorato. Non ci sono abbastanza sottolineature che io possa mettere sotto la parola “adorato” per farne capire il vero senso! Senza di lui la carriera di Bud Spencer si sarebbe probabilmente spenta sul nascere; senza di lui la serie Arma Letale non sarebbe mai stata così divertente (sì, è più divertente in italiano); sempre senza di lui metà degli afro-americani di Hollywood non avrebbero avuto una voce memorabile. Poi accade che negli anni ’80 gli danno da doppiare anche Arnold Schwarzenegger.

Una ragione dietro questo abbinamento secondo me c’è. Qualcuno avrà fatto questa considerazione: “Schwarzenegger parla in modo un po’ comico, diamogli qualcuno con una voce profonda ma che sappia essere anche comico” e BOOM, hanno tirato fuori il nome di Glauco Onorato dal cilindro! È solo una mia supposizione ovviamente, ma ha un suo senso.
Ha un suo senso in un film come True Lies che era una mezza commedia; ha un suo senso in demenzialità atroci come Una promessa è una promessa; posso trovarci un senso persino in Commando nella quale Schwarzy ha sempre la battuta pronta per ogni singola persona che uccide… e vi abbuono persino Predator dove non mi disturba “troppo” (ok, un pochino sì), ma non ha mai avuto senso in Terminator, MAI!

Per l’occasione, il mio collaboratore Leo ha prodotto questo video dove su una scena di Terminator ha montato e sincronizzato clip audio provenienti da film di Bud Spencer e Terence Hill (vorrei ribadire che Bud Spencer e Arnold Schwarzenegger sono stati doppiati dallo stessa persona, Glauco Onorato), guardate come ci sta bene.

VIDEO: Glauco il Terminator

poster altrimenti

La scelta di Onorato su Schwarzy in Terminator è semplicemente indifendibile: molte battute (troppe) sono visivamente slegate dal labiale dell’attore (e non sono uno che sta a fissarsi più di tanto sul movimento delle labbra e tuttavia l’ho notato), la voce stessa stride con l’aspetto di Arnold e con i suoi modi robotici. Non è un effetto tanto alienante quanto Massimo Foschi su Schwarzenegger nel film L’Implacabile ma poco ci manca. Comunque non è opinione solo mia, Onorato stesso in questa intervista del 2011 (al minuto 4’19”) accennava su come non ritenesse la sua voce totalmente adeguata su Schwarzenegger.

Glauco Onorato su Schwarzenegger non è l’unica cosa che non va con questo film, fosse stato solo per la voce di Schwarzy avrei davvero chiuso un occhio, del resto parla pochissimo. Invece, ciò che peggiora il tutto è l’adattamento delle battute più celebri che, in italiano, quasi… scompaiono.

L’ADATTAMENTO

Ogni – singola – stramaledettissima – battuta – memorabile (!) è stata resa (a mio parere) in maniera molto più piatta in italiano, privando lo spettatore di molte soddisfazioni.

ritornerò

La battuta più famosa in assoluto è, ovviamente, “I’ll be back” (ritornerò) che in italiano recita “aspetto fuori“.
Palesemente, in fase di adattamento, non c’è stata la percezione che tale frase potesse diventare un vero e proprio tormentone (in sua difesa, non se lo aspettava nemmeno Schwarzenegger) e venne tradotta all’epoca come fu ritenuto più appropriato per la situazione (il poliziotto gli suggerisce di mettersi a sedere ed aspettare – risposta: aspetto fuori).
Altra risposta appropriata (non necessariamente appropriata al labiale, ma appropriata per la logica di quel dialogo) sarebbe stata “torno dopo” oppure “torno più tardi” (ma anche “torno presto”), perché nessuno in italiano risponderebbe solo con un “tornerò” alla richiesta di sedersi in sala d’attesa e pazientare.
La scelta sarà ricaduta su “aspetto fuori” forse perché la frase inizia con la lettera “A”, la quale combacia bene con I’ll (pronuncia: ahl) di Arnold… purtroppo il resto non combacia con niente. Il labiale in quella scena è completamente slegato, tanto valeva farne una traduzione più memorabile e fregarsene.
Rimane il fatto che, al contrario della battuta originale, l’aspetto fuori non si lega comicamente al fatto che il Terminator ritorni poco dopo con un automobile per sfondare l’entrata della stazione di polizia, per questo in italiano non è una battuta memorabile.

i'll be back

scena in italiano

Il risultato è che con “aspetto fuori” ovviamente si perde anche qualsiasi continuità con i seguiti in cui c’è sempre un “I’ll be back” che non sarà traducibile con un “aspetto fuori“; inoltre la frase originale è finita tra le 100 frasi più memorabili di tutti i tempi, mentre in italiano non la ricorda nessuno, quindi qualche motivo ce l’ho quando vengo a dirvi che l’adattamento è, in molti punti, piatto e immemorabile. [Curiosità: in Last Action Hero la battuta di Schwarzenegger “I’ll be back” recita in italiano “ci vediamo”].

Per chi comprende l’inglese c’è una divertente intervista a Schwarzenegger dove l’attore dice che aveva dei problemi a pronunciare “I’ll” (ahl) della battuta “I’ll be back” e aveva suggerito a Cameron di cambiarla in “I will be back” senza la forma abbreviativa, argomentando la sua proposta con l’idea che quella forma non abbreviata sarebbe anche più corretta nella logica del film dato che un robot, in quanto tale, si sarebbe probabilmente attenuto ad una grammatica più formale. Cameron gli ha risposto “io non ti dico come recitare, tu non dirmi come scrivere la sceneggiatura. Ho scritto “I’ll be back”, tu dilla e basta“. La storia ha poi dato ragione a Cameron.
Cameron stesso ammise che la scelta di usare Schwarzenegger con il suo pesante accento fu rischiosa ma, stranamente, funzionava e dava l’idea che le macchine non avessero ancora perfezionato l’emulazione del parlato umano (un difetto sistemato poi con il modello più avanzato che vediamo in Terminator 2).

Un altro esempio di battuta mancata è quella di Bill Paxton, recitata in originale in maniera molto divertente (va sentita, qui il video in lingua originale)…

fuck you asshole

In italiano: “ma perché non vai affanculo?

Vediamo la stessa scena in italiano (qui il video in italiano).

Con quella traduzione (e con la sua interpretazione) secondo me non solo si uccidono/appiattiscono i memorabili 10 secondi di Bill Paxton (futuro soldato Hudson in Aliens, cacciatore di tesori in Titanic, verme in True Lies… sempre di Cameron) ma, cosa forse più importante, si rende anche meno comprensibile il perché il Terminator, più in là nel film, scelga questa stessa frase per rispondere all’uomo delle pulizie che, insospettito, bussava alla porta:

fuck you asshole 2

In italiano: “Fatti fottere, stronzo

Era difatti la battuta che il Terminator aveva imparato dai teppisti losangelini all’inizio del film. Un semplice “fanculo, stronzo!” sarebbe potuto entrare tranquillamente nel labiale di Bill Paxton, così da legarsi più tardi con la risposta che il robot da nell’albergo. In italiano, invece, questo collegamento tra le due frasi non avviene.

In un’altra scena, durante l’interrogatorio di Kyle Reese, egli si incazza perché lo psicologo gli sta facendo perdere tempo e, rivolgendosi alla telecamera, esclama: “you still don’t get it, do you?“.

non capisci

Kyle Reese non si sta rivolgendo a nessuno in particolare, parla alla telecamera riferendosi in generale ai poliziotti che ancora non comprendono la gravità della situazione, ma in italiano lo hanno tradotto come: “tu ancora non mi credi, vero?” mentre avrebbero dovuto tradurla come “ancora non ci arrivate, vero?” oppure “ancora non capite, vero?“.
Considerazioni sulla traduzione e sul labiale a parte, Kyle si dovrebbe rivolgere ad un “VOI” e non ad un “TU“! Non dovrebbe dire “tu ancora non mi credi”. Tu chi? In quella frase chiaramente non si sta più rivolgendo allo psicologo seduto accanto a lui, quindi come minimo doveva essere “voi ancora non mi credete, vero?“.

Andiamo avanti.

Quando all’inizio del film il Terminator va ad armarsi in un negozio, il proprietario gli chiede se desidera altro…

plasma

Il Terminator in italiano gli risponde che desidera un fucile fasato plasma, calibro 40-zero. In inglese tale fantomatico fucile “fasato” (phased plasma rifle) era da 40 watt, non di calibro 40.0.
Mentre pronuncia queste parole, Schwarzenegger è di spalle quindi non è stata certo una scelta di traduzione motivata dal labiale e, purtroppo, quel “calibro 40-zero” fa sembrare questa arma del futuro un tantino meno fantascientifica. Che la Ciotti-Miller avesse in mente qualcosa di molto meno fantascientifico? Probabile.
I sottotitoli del DVD (che, come al solito, sono pieni di errori) traducono la battuta come “un fucile al plasma, portata 40 watt“, avendo erroneamente associato la parola “range” a “portata”. Curioso che secondo i sottotitolatori la “portata” possa essere misurata in watt (che invece è una misura di potenza).
Ciò che cerca il Terminator è, più precisamente, un fucile di fase al plasma, di potenza intorno ai 40 watt (tradotto da me alla lettera, o “un fucile di fase al plasma, sui 40 watt” se vogliamo abbreviare); quindi né di calibro 40 come dicono nei dialoghi italiani, né di portata 40 watt, come riportano i sottotitoli del DVD; in particolare, la traduzione presente nei sottotitoli non vuol dire assolutamente niente, sarebbe come se vi dicessi che peso 17 Watt.

[i sottotitoli stavolta non sono stati fatti da qualche amaragano ma sono di tale Stefania Manetti per la Visiontext a Londra]

visiontext

______

Alla luce di questi momenti, e di altri che a breve vi dirò, non so quale sia stato il problema con il doppiaggio di questo film (il quale, secondo Antonio Genna è stato eseguito da una certa Coop. FCM, secondo il sito Calliopea invece è opera della S.A.S.). A parte pochi casi, la ricerca del labiale adeguato non giustifica le alterazioni a cui assistiamo quindi, evidentemente, qualcuno ha fallito nell’intuire quali delle battute del film sarebbero divenute immortali. La colpa potrebbe ricadere interamente sulla Ciotti-Miller, ma chi sa.
Sembra quasi che chi lavorò all’adattamento di Terminator non ci abbia creduto fino in fondo, ma queste sono interpretazioni esclusivamente personali. Sono sicuro che molti di voi se lo sono visti solo in italiano senza percepire alcuno dei miei fastidi. L’unica mia vera accusa è che avrebbero potuto fare di meglio, soprattutto nel rendere alcune battute memorabili come lo sono le corrispettive originali. Un vero peccato, visto comunque l’ottima interpretazione dei doppiatori su Sarah e Kyle e in generale di tutti gli interpreti italiani (Glauco a parte, come già specificato).

Vediamo altri problemini che, aggiunti al resto, diventano degni di nota.

Il plurale di parole inglesi…

“network di computers per la difesa”

Di questi ce ne sono una cornucopia e devo dire che negli anni ’80 era molto comune sentire “computers”, “networks” e simili. Il film “Electric Dreams“, dello stesso anno, viene introdotto dal narratore come “favola per computers“.
Non so più neanche quante volte mi è capitato di ripeterlo in questo blog, ormai sono diventato un vecchietto che dice sempre le stesse cose:

È regola della grammatica italiana che le parole straniere siano adottate soltanto al singolare

Quindi in Italia non… dai, ormai la sapete a memoria anche voi la filastrocca, ripetete con me:

…non guidiamo camions; non guardiamo films; le star (non stars) del cinema hanno molti fan e non molti fans. Non beviamo nei bars, né ci ubriachiamo nei pubs; non prenotiamo dei tickets né ci piacciono i leaders.

Forse se la riscrivo in rima potremmo diffonderla nelle scuole elementari.
La cosa però diventa veramente fastidiosa soltanto quando questo uso errato dell’italiano avviene a discapito della comprensione da parte dello spettatore. Difatti, quando Kyle Reese parla del futuro, nomina i “K-C” descrivendoli come “Killers-Cacciatori” (in originale H-K, Hunter-killers):

killers-cacciatori

“i K-C. Killers-Cacciatori”

Apprezzo il cambiamento di iniziali, cosa che oggi giorno non si fa più, ma per favore non usate il plurale anglosassone “killers“! Difatti l’orecchio italiano, con quella “s” di troppo, si confonde e sente immancabilmente “killer-scacciatori“, che ovviamente non combacia con la sigla “K-C”. La “s” del plurale era riferita all’intera parola “hunter-killer” e non solo alla parola “killer”.
Scusate se scado in argomenti aridi come la grammatica straniera ma se lo spettatore sente killer-scacciatori al posto di killers-cacciatori qualche dito dovrò pure puntarlo!

Traduzioni eccessive

Poi abbiamo la Cyberdyne Systems (creatrice di Skynet) tradotta come Sistemi Cibernetici.

“Un Terminator. Modello Sistemi Cibernetici uno-zero-uno”

cyberdyne

“…costruito per la SAC-NORAD dai sistemi cibernetici

Non siamo in una fiaba moderna, il nome di una immaginaria ditta americana potevano lasciarlo tranquillamente in inglese. Gli italiani avrebbero memorizzato il nome Cyberdyne soltanto dal secondo film in poi. Anche in questo caso, non me ne sarei lamentato se poi all’interno del film questa scelta finisce per causare degli errori come vediamo nella seconda battuta, la quale avrebbe dovuto recitare “costruito per la SAC-NORAD dalla Cyberdyne Systems” o, perlomeno, “costruito… dalla Sistemi Ciberneticie noncostruito… dai sistemi cibernetici” come invece dicono nel film.

Nota curiosa: il combattimento finale si svolge proprio nei laboratori della Cyberdyne, una scena tagliata mostrava il cartello della ditta mentre la protagonista veniva trasportata via in barella. Nell’edizione DVD chiamata “definitive edition” della M.G.M. ci sono tante scene tagliate, tutte interessantissime e, nonostante il missaggio audio merdoso (presente comunque su qualunque DVD e Bluray) consiglio caldamente a tutti di recuperarla se non altro per le scene aggiuntive.
Molto meglio comunque del DVD-merdaccia che produceva la Cecchi-Gori nel 2003 con una copertina elaborata grazie ad una versione in prova di CorelDraw ’95 (uscita insieme alla stampante del nipote) e con una trama stampata sul retro che avevano sicuramente recuperato dall’enciclopedia “Omnia ’98“, presa in prestito dal cognato.
Si vede che mi piacciono le edizioni CG, eh?

Altre minuzie…

E per chi combatte?

132

con l’uno-trentadue al comando di Perry. Dal ’21 al ’27”

Sebbene il significato di questa frase sia intuibile, al posto di “con l’uno-trentadue“, Kyle in italiano avrebbe dovuto dire “con la centotrentaduesima“. Anche qui chi parla è di spalle, quindi senza necessità di dover seguire un labiale. Si sa, scandire i numeri fa molto futuro militaresco anni ’80: in inglese diceva appunto one-thirtysecond (uno-trentaduesimo, tradotto alla lettera) ma in italiano non si può nominare la cifra alle centinaia come un numero singolo; questo invece accade regolarmente nella lingua inglese e non è un errore, serve solo ad essere più brevi e discorsivi: la cifra 1200 ad esempio può essere detta formalmente come one thousand two hundred oppure più brevemente come twelve-hundred, ovvero come dodici centinaia che in italiano, tradotto alla lettera come dodici-cento, non vuol dire un cazzo.

LA TRAGEDIA DELLE EDIZIONI HOME VIDEO MODERNE

Come è emerso subito dai primi commenti a questo articolo, qualsiasi versione moderna di Terminator manca di alcuni pezzi di dialoghi italiani. Semplicemente non esistono più, sono stati tagliati per la noncuranza di chi ha prodotto le versioni successive alla prima VHS della Domovideo (e al Laserdisc). Ecco alcuni esempi più fastidiosi:

1) Kyle Reese che urla “drive!” nella traccia italiana.

drive

Si sono dimenticati di doppiarla nell’84? No, nella traccia originale la battuta doppiata era presente ma è stata tagliata nel nuovo missaggio che hanno adottato dal DVD in poi.

2) Come si può tradurre la battuta finale (e liberatoria) “you’re terminated, fucker!” (letteralmente “sei tu ad essere terminato, stronzo!“) con un semplice “sei tu terminato!“? La battuta in realtà fu tradotta per intero nel 1984, ma chi ha curato il nuovo missaggio audio DTS dai tempi dei primi DVD in poi (Sì, ANCHE IN BLURAY!!!) ha sciaguratamente tagliato l’esclamazione finale “bastardo!” corrispondente al “fucker!” originale, privando così la protagonista del dovuto abuso verbale verso il terminator.

sei terminato

È come se alla frase di Ripley in Aliensstai lontana da lei, maledetta!” (get away from her, you bitch!) gli venisse omesso il “maledetta!“. Un ottimo modo per uccidere una battuta memorabile alle nuove generazioni che certamente non verranno a conoscenza di questo film tramite VHS o Laserdisc. Grazie, curatori dei missaggi italiani che sicuramente avete sede a Londra e non parlate italiano. Andate a mori’ ammazzati.

CONCLUSIONE

È un vero peccato che, in italiano, un incredibile film di culto come Terminator abbia avuto questo adattamento piatto che non lascia quasi niente se non le interpretazioni dei doppiatori, quelle sì, ottime (ad esclusione della scelta di Onorato su Schwarzy). Il materiale c’era tutto per aspettarsi un doppiaggio memorabile e, a parte gli errorini che vi ho elencato, i dialoghi sono generalmente molto buoni, con frasi a volte invertite o lievemente alterate per renderle più sensate e funzionali alle nostre orecchie italiche (niente traduzioni pedanti come le fanno oggi dunque).
Purtroppo però non c’è stata l’arguzia di intuire su quali battute sarebbe stato meglio prestare più attenzione e si poteva evitare Glauco Onorato su Schwarzenegger, come cyborg minaccioso purtroppo non funziona. La sua voce è troppo… umana.

Il film dunque non offre molte scuse per consigliarvene una visione che non sia in lingua originale, almeno NON su moderni supporti DVD e Bluray… se non, forse, per la voce di questo tizio all’inizio del film (che comunque era identica in inglese e che ho scoperto essere di Carlo Marini stesso, me lo ha detto lui):

terminator inizio

Sul film in sé c’è poco da dire che non sia stato già detto da milioni di persone prima di me e, a parte piccoli concetti stupidissimi come quello dei robot che nel futuro creano dei lager in stile nazista con tanto di numero tatuato sull’avambraccio (ovviamente come codice a barre perché è il futuro anni ’80) e istituiscono persino dei kapò, per il resto è un film perfetto e io, al contrario di molti, lo apprezzo molto più di Terminator 2 che ha una prima parte assolutamente spettacolare e poi si perde nell’ultimo atto, diventando noioso e dispersivo come molti altri film di Cameron.
Sentitevi liberi di contestare ciò che ho appena detto, ne avete facoltà.

Ah, ovviamente il titolo originale è The Terminator, tradotto solo come Terminator… e va benissimo. Anzi è persino in migliore continuità con i titoli dei sequel che dal secondo in poi si chiameranno sempre Terminator senza l’articolo determinativo “The” (Terminator 2 – Judgment Day, Terminator 3: Raise of the Machines, Terminator: Salvation… etc). Una volta tanto la distribuzione italiana ci azzecca anche di più di quella statunitense. Il titolo senza l’articolo “THE” lo si vede nel cartello iniziale… ah no, scusate, quello lo vedete solo nella versione VHS e Laserdisc perché sul DVD e sul Bluray c’è scritto “The Terminator” (dal master americano) e mancano pure le scritte italiane come FATTI FOTTERE, STRONZO. Per questo ci sarà una preservazione in alta definizione della versione italiana a cura di Doppiaggi Italioti!

Forse un giorno ritornerò a parlare della serie di Terminator, o forse… aspetterò fuori. Nel frattempo potrete godervi passati articoli a tema come:

Sequel fasulli – Terminatormania
Critica alla critica – Terminator Salvation
bombardieri “stilt” in Terminator 2

Adesso se permettete, vado a disintossicarmi dalla colonna sonora del Tech Noir che da due giorni permane instancabile nella mia testa con You’ve got me burnin’. You’ve got me burnin’ e Caught in a photoplaaaaaay.
Possiamo tornare nel 1984 per ballare? No? OK vado a comprarmi la colonna sonora su Amazon e ne parlo con il mio collaboratore Leo così da far cadere anche lui in un vortice di musica New Wave californiana anni ’80.

You’ve got me burnin’…

You’ve got me burnin’…

dancing

From → Film

74 commenti
  1. YouTube ha pietosamente rimosso il video-parodia (gli altri con l’audio diretto dal film non lo hanno disturbato). Non vorrei fare appello al “fair use” perché se lo perdo mi chiudono pure il canale. Subisco in silenzio. Leo se conosci altri modi/siti per caricare il video, fai pure e pubblicalo qui nei commenti che poi aggiorno il link dall’articolo

  2. iononsonoio permalink

    Su “I’ll be back” ci vedrei bene “Passo dopo”, ci starebbe col labiale. Il primo Terminator mi piace ma preferisco il secondo, mentre per me il terzo è solo una commercialata che non ha ragione di esistere, ne salvo giusto qualche scena d’azione.

    • la tua proposta non è male anche se sarebbe stata difficilmente riutilizzabile nei seguiti (certo nessuno doppia pensando ad eventuali seguiti, ma visto che ne stiamo ragionando a posteriori…)

  3. Luke permalink

    Evit, io ricordo distintamente che nel finale del film Sarah dice “Sei tu terminato, bastardo!”, mentre il tizio della nettezza urbana dice “Ehi! Ma che diavolo gli prende… a questo maledettissimo (frase mancante) FIGLIO DI PUTTANA (fine frase mancante)”. Mi pare chiaro che siano state omesse per qualche motivo durante la riconversione in 5.1. Io possiedo tutte le edizioni del film in dvd (sia Cecchi Gori che MGM), in blu ray e perfino in videocassetta (registrata dalla Rai negli anni ’90 con tanto di titoli di testa e coda italiani, ma devo cercarla, chissà dove l’ho messa). Sicuramente saranno presenti nella vhs. Farò un controllo e ti farò sapere.

    • Attendo con molta curiosità. Vedi prima nei dvd-merdaccia CG così fai prima. Mi controlli anche la battuta “drive!”?

    • Sul disco MGM non c’è il “bastardo”… sicuro che non è come il rampino di Luke che viene sparato due volte?😉

    • Bud Spacey permalink

      io ho la cassetta registrata nel 2001 da italiauno, e Sarah dice “Sei tu terminato, bastardo!”, e il tizio della nettezza urbana dice “Ehi! Ma che diavolo gli prende… a questo maledettissimo FIGLIO DI PUTTANA. Sicuro

    • Evidentemente a Italia1 usavano ancora il master italiano del film.

    • Bud Spacey permalink

      Non avevo ancora visto il video pubblicato da Luke. E niente, la mia cassetta era tale e quale, ma a sto punto non serve più

    • Bud Spacey permalink

      Vabbé, visto che ho scritto ormai, ne approfitto per farti i complimenti per il blog

    • Grazie caro😉

  4. Ciao, Evit.
    Mi preme condividere pubblicamente la tua adorazione per Glauco Onorato, che è sempre stato il mio doppiatore preferito anche su due altre star americane: Charles Bronson (con tutto il rispetto per il grandissimo Peppino Rinaldi) e James Coburn.

    Una curiosità piuttosto divertente – scusandomi nel caso tu ne avessi già scritto – risiede nella partecipazione di Onorato, come attore in scena, al western di Giuseppe Colizzi «La Collina degli Stivali», con Terence Hill e Bud Spencer: poiché egli già prestava la voce a quest’ultimo (dopo il precedente di Ferruccio Amendola nell’altro western «Oggi a me, domani a te», di Tonino Cervi), per l’edizione italiana del film non si poté far a meno di doppiarlo a sua volta.

    “Giro di voci”, si potrebbe commentare, mutuando il titolo da un romanzo di Vieri Razzini proprio sul mondo del doppiaggio.

    • Errata Còrrige

      Il critico cinematografico (che seguivo su RAI-3) e autore del thriller «Giro di voci» (che posseggo), si chiama, naturalmente, Vieri RAZZINI.

      Mi è venuto in mente soltanto adesso, rileggendo (probabilmente ero stato influenzato dal ricordo del quasi omonimo doppiatore, il compianto Oreste Rizzini): ecco perché sui blog sento molto la mancanza del pulsante “Edit”, che c’è per i commenti su Facebook.

      Chiedo scusa a tutti.

    • Ho corretto il tutto, vuoi che ti cancelli l’errata? Non devi chiedere scusa a nessuno per un errore così piccolo e soprattutto così comprensibile, specialmente nel cerchio di lettori di Doppiaggi Italioti!
      Ricordo Glauco Onorato anche come attore ma i film che citi li conosco forse solo di nome, non sono un grande fan del genere western che non siano quei 4 film di Sergio Leone.
      Piuttosto quel “Giro di voci” da te citato è del tutto nuovo e su internet non trovo informazioni a riguardo, mi dici qualcosa di più in merito?

    • per altri complimenti a Glauco dai un’occhiata alla mia recensione di Aliens

    • Ciao, Evit, ti ringrazio sia per la correzione che per la comprensione.
      Se per te non non c’è alcun problema di continuity, lascerei volentieri anche l’Errata Còrrige giacché in esso (sia pure incidentalmente) avevo dedicato un pensiero ad Oreste Rizzini: gli ero/sono molto affezionato, in modo particolare per i due «Ghostbusters» e per i primi due «Crocodile Dundee» (peccato che nel terzo fosse stato avvicendato, non so per quale motivo).

      Leggerò avidamente la recensione di «Aliens», così come – un po’ alla volta – tutti quei post che la tardiva scoperta del tuo blog mi ha fatto sfuggire.

      Riguardo a «Giro di voci», romanzo di Vieri Razzini edito da Feltrinelli nel 1986, non vorrei essere impreciso dopo tutto il tempo che è trascorso, né – per altro verso – vorrei correre il minimo rischio di fare spoiling. Quindi preferisco affidarmi alla rigorosa essenzialità di un lancio pubblicitario:
      “Un grande thriller scritto da un italiano. Una storia di paura dai tempi e dagli effetti infallibili, che fa del doppiaggio cinematografico una fonte di continua suspence”.

      http://www.comprovendolibri.it/ordina.asp?id=28678477&db=

      Se trovi che lo spunto sia interessante ma non dovessi riuscire a reperire il libro (in e-commerce o in biblioteca), non appena rintraccio il mio – fra la gran mole di roba che ho – sono ben disposto a fartelo pervenire.

      Alla prossima.

    • Se dovesse esserti utile, vai nella sezione del menù chiamata “di cosa parlo” e poi alla voce “film”, ti si dovrebbe aprire una tendina laterale che ti rimanda ad una pagina dove ho stilato una lista di tutti i film di cui ho parlato, così, nel caso volessi precipitarti verso quelli che più ti stanno a cuore e scoprire il resto del blog piano piano, quella pagina è un ottimo punto di partenza.

      Grazie per aver lasciato l’errata, sarebbe stato un peccato perdere il resto del tuo commento. Ogni opinione è un contributo😉

      Spoiler a parte, ma il libro di cui parli è un saggio?

    • Be’, non si può negare una certa valenza saggistico-divulgativa, visto che l’opera descrive i retroscena – nel vero senso – di un ambiente lavorativo (ed artistico) ignoto ai più.
      Ma resta essenzialmente una fiction, un giallo psicologico – secondo i miei lontani ricordi – di ottima qualità letteraria, che fin dall’assonanza del titolo rimanda al celebre «Giro di vite» («The Turn of the Screw») di Henry James.
      Voglio sbilanciarmi. Se «Giro di voci» l’avesse firmato un personaggio di vasta popolarità, quale il talentuoso e compianto Giorgio Faletti, anziché un brillante intellettuale dalla notorietà circoscritta ai cinefili, credo che sarebbe potuto diventare un best-seller (anzi, un long-seller) quanto l’opera prima del medesimo showman astigiano, «Io uccido».

      Grazie per le dritte sulla navigazione entro il sito: senz’altro ne farò tesoro.
      Così come farò tesoro di ciò che avete appena evidenziato, circa l’oggetto del presente post: ho ottenuto conferma che non bisogna mai disfarsi delle vecchie vhs, tipo quella di «Terminator» (che acquistai in allegato con un quotidiano, e dovrei avere ancora), finché non sia appurato che i contenuti della traccia audio italiana si ritrovino integralmente nelle corrispondenti versioni digitali (a parte i casi in cui mi interessa conservare proprio le voci del doppiaggio originale, per esempio Ferruccio Amendola – & C. – nelle prime edizioni HV di «C’era una volta in America»).
      Uno degli aspetti che rendono prezioso il tuo blog, grazie a te ed ai tuoi interlocutori.

    • Grazie del tuo commento Marco. Mi sto gia muovendo per una possibile preservazione audio di questo film che, mi hanno detto, nasce in mono e poi viene dato in pasto alla compagnia di Lucas che avrà fatto dei pasticci (anche nella versione inglese sembra).
      Hai perfettamente ragione: MAI disfarsi delle VHS!
      Comunque C’era una volta in america è recuperabile per vie traverse con il vecchio doppiaggio.

  5. Luke permalink

    Ho controllato il blu ray e tutti i dvd: le battute mancano in tutte le edizioni. La mia teoria è che la Mgm/Fox abbia riutilizzato la traccia rielaborata dalla Cecchi Gori senza starci a pensare tanto.
    A questo punto queste battute mancanti si potranno trovare solo nella versione in vhs, che ancora non ho trovato.

    P.S. Non ho capito la storia del rampino di Luke.

    • Sembra che un gran numero di persone ricordino ardentemente che al cinema videro una versione di L’Impero Colpisce Ancora dove Luke fa due tentativi con il rampino e solo al secondo riesca ad attaccarsi alla pancia dell’AT-AT per andare a tirargli una granata al suo interno. Benché questa storia sia stata dimostrata fasulla, molti ancora lo ricordano vividamente. La mente funziona così.

      Comunque attendo la VHS altrimenti si tratta di un caso simile al rampino di Luke. Non mi sembra che ci sia neanche tempo per aggiungere un “bastardo” dopo “sei tu terminato”, per questo non credo che ci sia mai stata quella battuta.

  6. Luke permalink

    Ah, non la sapevo questa storia.
    Comunque, fidati che le battute ci sono. Avrò visto il film migliaia di volte in vhs, me le ricordo ancora bene. Devo solo riuscire a recuperarla e a fare un riversamento.

    • Leo permalink

      Devo correggerti, Evit. Il tiro di rampino della storia del falso ricordo non è da L’Impero Colpisce Ancora, ma da Guerre Stellari, la scena in cui Luke e Leia devono attraversare il precipizio sulla Morte Nera.

    • Scusa mi sono confuso, hai ragione.

  7. Luke permalink

    Il “bastardo” lo pronunciava nell’esatto momento in cui premeva il pulsante della pressa.

    • Ah ho capito, questo ha più senso. DEVI recuperare questa videocassetta!

  8. Matteo permalink

    Luke ha ragione, ho appena controllato… nell’edizione vhs (almeno, quella in mio possesso, della “domo video”) dice chiaramente “sei tu terminato, bastardo!”

    • Aggiungiamo l’ennesima videocassetta da recuperare per un progetto di preservazione! È proprio il caso di dire “bastardi!!!”. Possibile che usino tutti lo stesso materiale Cecchi Gori (sicuramente elaborato a Londra)?

      Mi controlleresti anche l’autista all’inizio e quando Kyle Reese urla “drive!” (nella scena prima che il Terminator si schianta con l’auto e Reese viene arrestato)?

  9. Antonio L. permalink

    L’ideale sarebbe recuperare la VHS italiana edita dalla Domovideo negli anni ’80. La trovai tempo fa in un mercatino ma dimenticai di comprarla e quando andai la volta successiva non c’era più.

  10. …e comunque vi voglio bene ragazzi. Guardate quante cose emergono nei commenti? Appena posso aggiungo delle note all’articolo

  11. Grazie a Leo ho sistemato il link alla parodia, non è più su youtube e dovreste essere in grado di vederlo senza problemi adesso

  12. Matteo permalink

    Aggiornamento: nella versione della Domo Video, all’inizio del film, l’autista del camion dice:

    “Ehi, ma che diavolo gli prende a questo maledettissimo figlio di p…”
    per poi essere seguito da:
    “Ehi, ma che c…o è??”

    Mentre Kyle Reese è doppiato in maniera corretta nel momento in cui esclama “Guida!!!”.

    Evit, se vuoi ti mando la videocassetta.

    • Molto gentile, vedo un momento se la trovo localmente prima di metterci nelle mani di Poste Italiane.
      Comunque appena io e Leo siamo in grado di dedicarci del tempo mi ricorderò della tua amichevole offerta. Grazie ancora!

    • A proposito… Ma ne esistono versioni “stereo hi-fi”?

  13. Matteo permalink

    Sono piuttosto certo che quella in mio possesso sia solamente “mono” (anche se si sente ancora discretamente bene), ne è uscita una seconda versione negli anni ’90 marchiata Cecchi Gori ma a quanto pare presenta gli stessi difetti di cui hai parlato nell’articolo..

    • Si bisogna risalire solamente alla prima edizione, prima dei rimaneggiamenti. Vuol dire che lo salveremo in mono almeno per i primi tempi.

      Vi voglio benissimo ragazzi!

  14. Carmelo permalink

    Qualche errore l’ho trovato anche nei sottotitoli in inglese, in Funeral Party, Zio Alfie quando dice che deve andare in bagno, gli dice a Justin (Ewen Bremner) “I need a shit”, mentre nei sottotitoli compare “I have to take a shit”

    • A volte (raramente) i sottotitoli si basano sul copione originale e quindi vengono meno le alterazioni apportate dagli attori sul set. Comunque è curioso e abbastanza raro questo caso considerando che 1) di solito i sottotitoli abbreviano, non allungano; 2) è norma affidarsi alla trascrizione dei dialoghi, non al copione originale.

  15. Che poi, dicendo “Aspetto fuori”, Terminator mente: mica aspetta fuori, anzi rientra subito con l’auto della polizia! Invece “Tornerò”, anche semanticamente, era la verità.

    ps. anch’io preferisco il primo film al secondo…

    • Si, potremmo dire che il Terminator in inglese non mente mai, come il Diavolo.

  16. Ho aggiunto delle note all’articolo in merito a queste frasi perdute. Ancora grazie a chi le ha segnalate e confermate. Avete messo in moto un processo di preservazione che nessuno si era mai preoccupato di fare.

  17. Carmelo permalink

    Schwarzenegger ha una voce molto particolare, ben riconoscibile da tutte le altre voci hollywoodiane, Commando è stato spesso passato in Tv e sebbene Onorato abbia fatto un buon lavoro mi sono abituato alla sua battuta in originale: “Don’t disturb my friend, he’s dead tired!

    • Infatti credo che ne parleremo approfonditamente in futuro, sebbene il tema “voce di Schwarzy” sia già emerso nei commenti di quegli articoli sugli attori migliorati dai loro doppiatori italiani. Spesso lo si confonde per scarsa bravura recitativa, ma non bisognerebbe confondere l’accento teutonico con una scarsa bravura come attore.

  18. Carmelo permalink

    No certo, Schwarzy è un bravissimo attore, è lo stesso caso di Bud e Terence, ottimi attori con voci un pò sottotono

  19. Luke permalink

    Eccomi! Ho cercato dappertutto la vhs di cui ho parlato… ma niente, non sono riuscito a trovarla.
    Ho recuperato, però, la famosa videocassetta della Domovideo e ho riversato le parti con i titoli di testa e di coda italiani e le battute mancanti. Ecco il video:

    Evit, a 4:16 troverai una bella sorpresa!🙂

    • Che assoluta goduria. Ti amo Luke!
      Anche le opzioni su schermo sono localizzate e persino il titolo “Terminator” non è “the terminator”.

      Hai modo di estrarne l’audio in buona qualità? Lo so che è mono ma se puoi trasferirlo in digitale lossless sarebbe un punto di partenza.

      Avevo già detto che ti amo? Ahah

    • Leo permalink

      è meraviglioso!!!! WOW!!
      sono pronto a segarmi un braccio per avere quel nastro! dimmi dove mi devo fermare, al gomito, alla spalla, fai tu!

  20. Luke permalink

    “Szi? Allora io amo te!”😀

    Comunque credo di sì, non l’ho mai fatto ma dovrei riuscirci senza troppe difficoltà.

    • C’è chi mi manda sms di emozione… Frammenti di tante emozioni. Luke hai fatto emozionare ed eccitare tutti qui.

  21. Luke permalink

    Grazie… sono commosso.

  22. chiedo scusa in anticipo se faccio un pò di “gravedigging”, ma credo che sia una cosa normale in un blog così dove in ogni post si parla di un film.

    Leggendo delle tragedie che ha subito questo doppiaggio durante la digitalizzazione, capisco perchè quando lo danno in televisione (Mediaset in chiaro e AXN su Sky) ha una traccia audio gracchiantissima da cui non si capisce niente del parlato… evidentemente si sono accorti del problema e avranno corretto con qualche copia di magazzino ancora analogica ma chissà come conservata…

    Sono quasi sicuro di ciò perchè ho letteralmente consumato la cassetta registrata da mio padre (che aveva l’abitudine di registrarmi questi film la sera e poi ce li vedevamo l’indomani quando ero sveglio… solo che io avevo 2-3 anni e lui mi faceva vedere i vari Terminator, IT, RoboCop, Commando, Rambo ecc😀 ) e mi ricordo ogni singola scena a memoria quando lo rivedo.

    Anzi ho notato che in tv trasmettono una versione censurata di pochi secondi durante l’amplesso tra Sarah Connor e Kyle Reese, specialmente quando va in onda su Mediaset.

    Questa cassetta dovrei avercela ancora, ma non ho più modo di controllarla perchè ormai mi sono digitalizzato totalmente togliendo ogni videoregistratore… d’altronde nelle nuove tv non esiste neanche più la presa scart quindi anche volendo non si può proprio fare (a meno di prendere un adattatore HDMI-scart…)

    • Siamo speranzosi di riuscire a trovare una copia Laserdisc da qualche parte ma ti ringrazio per la proposta. L’audio già da videocassetta Domo video non è il massimo, se lo prendessimo persino da una VHS registrata via TV sarebbe anche peggio, purtroppo.

      In ogni caso, a doppiaggi italioti siamo ancora equipaggiati con videoregistratori e tutto il necessaire, non temere. Tienitele strette quelle VHS che talvolta si rivelano più preziose di quanto si possa sospettare.

  23. Ragazzi, ieri ho parlato con Carlo Marini, il direttore del doppiaggio di questo film, e mi ha rivelato che la voce del monnezzaro all’inizio del film era proprio la sua. Inoltre mi ha raccontato tanti aneddoti (e nuove informazioni per Antonio Genna) che spero di rivelarvi presto con una trascrizione dell’intervista.

  24. Antonio L. permalink

    Non farci aspettare troppo Evit!

    • Me ne ha raccontate di tutti i colori, stiamo già lavorando alla trascrizione.

  25. Antonio L. permalink

    Questo blog diventerà storia del doppiaggio, ve lo dico io.

  26. Matt permalink

    Anche in Terminator 2 c’è un rimaneggiamento

    • Ah sì?
      T2 non lo guardo quasi mai spontaneamente, mi piace solo la prima parte, alla seconda mi annoio. Mi capita con molti film di Cameron.
      Cosa ha rimaneggiato?

  27. Matt permalink

    Verso la fine c’è la battuta Hasta la Vista Baby e una successiva che non ricordo lasciate in inglese!
    La versione che danno in televisione ce le ha doppiate

    • Quando lo rimasterizzavano avranno calcolato che lasciando quella frase così, presa dalla traccia americana, avrebbero risparmiato $0,00043

  28. Matt permalink

    Già , maledetti Scrooge!

  29. Precisissimo come al solito, un altro ottimo pezzo super-esaustivo🙂 Cheers!

  30. Non avevo mai fatto caso a questi errori di adattamento, la tua è un’ottima analisi🙂
    Comunque continuo a preferire la voce di glauco, l’originale di Arnold non si può sentire :S

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