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[Video] Non comprate quel biglietto #17 e #18 (SPECIALE 2017)

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Tornano le nostre discussioni private di svago cinematografico per la serie Non comprate quel biglietto; in questi due episodi facciamo una rapida rassegna dei film di inizio 2017.

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Fi-Pi-Li horror festival 2017 – L’evento toscano che non dovreste perdervi

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Alla sua sesta edizione, il festival cine-letterario “Fi-Pi-Li” ritorna ad occupare uno spazio di rilievo nel panorama dei corti, degli autori emergenti, delle proiezioni inedite e degli ospiti speciali legati al cinema.

Non sono nuovo ad eventi internazionali organizzati dal basso, quelli nati per iniziativa di pochi privati i quali, con un dispendio di energia pari soltanto alla passione che li guida (e sempre con una bella dose di rischio economico), riescono a riproporre con costanza uno spazio culturale molto più significativo di dozzine di altri festival che invece nascono per volontà politica con finanziamenti a pioggia e comparsate di personaggi dell’amministrazione pubblica in cerca di visibilità o, ancora peggio, di fiere create dal nulla soltanto per sfruttare modelli commerciali che in altre città si sono dimostrati di grande successo finanziario. Eppure il Fi-Pi-Li horror festival mi ha lasciato profondamente stupito.

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Il bello degli eventi nati dal basso è che riescono a mantenersi a misura d’uomo, il contatto tra visitatori, artisti e organizzatori avviene in maniera semplice, organica, senza forzature.
Ad esempio, entri al nuovo teatro delle commedie di Livorno di domenica mattina e ti ritrovi subito davanti un’artista che con il suo lavoro ha influito in maniera incalcolabile sulla distribuzione cinematografica italiana. Magari non lo hai mai sentito nominare perché non sei un esperto di artisti della cartellonistica italiana ma basta fare quattro passi alla sua destra, dove gli organizzatori del Fi-Pi-Li festival hanno allestito una piccola mostra con alcuni dei poster cinematografici dell’artista, e sai già che lì seduto a quel modesto tavolino c’è il tuo nuovo eroe che fino ad un minuto prima non sapevi di dover ringraziare.

Se la piccola mostra di locandine ti ha incuriosito, cerchi su internet altri lavori dello stesso artista per avere il quadro completo della sua carriera e l’ultrasettantenne lì seduto ascende automaticamente a livello divinità… ed è lì a due passi da te. Ti avvicini, lo scopri persona modesta e affabile, gli fai tante domande, ti togli tante curiosità. È proprio questo il bello dei festival a misura d’uomo, come semplice visitatore puoi fare esperienze inimmaginabili che in eventi più grandi, più sponsorizzati, più blasonati, più tutto, potresti solo sognare… oppure che puoi mettere in atto grazie ad un comodissimo “pass VIP” che ti costringe ad imbarazzanti e fugaci interazioni forzate per la modica cifra di 40 euro+prevendita.

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Al Fi-Pi-Li l’interazione con gli artisti è alla portata di tutti, si possono fare incontri straordinari e se come me possedete una certa curiosità per le testimonianze dirette, magari potreste togliervi anche qualche dubbio storico: i soggetti delle locandine che venivano disegnate in quegli anni (spesso sconnesse dal film stesso) seguivano indicazioni precise del distributore italiano oppure erano a libera interpretazione? Chi decideva che La Casa (Evil Dead) fosse ben rappresentato da una riproposizione della casa di Psycho con tanto di madre di Norman alla finestra? Se siete curiosi di conoscere la risposta che mi è stata data, i suoi disegni erano tutti di libera interpretazione basata unicamente sul titolo e su una vaga descrizione della trama, a volte neanche quello. Ciò non gli impediva di creare opere che sarebbero diventate incontestabilmente iconografiche e non di rado superiori alla locandine estere.
Sono stato anche felice di sapere che la moda attuale di pubblicare copertine Blu-Ray in stile “old-new”, retro-nostalgico, sta cominciando a riportare il lavoro nelle mani dei veri artisti della cartellonistica come Sciotti, a scapito di insipidi (e spesso maldestri) collage in Photoshop che dall’avvento del formato DVD ci fanno rimpiangere le vecchie VHS!

Enzo Sciotti era lì con i suoi poster in vendita a prezzi auto-concorrenziali (inferiori a quelli presenti sul suo stesso sito) ma l’acquisto non era necessario, potevi anche solo fermarti a chiacchierare con lui e farti una foto insieme. Inimmaginabile un incontro simile ad un festival con tappeti rossi o alle fiere i cui nomi terminano in “-omics”.

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Allo stesso tempo Sergio Stivaletti, creatore di effetti speciali per Argento, Bava, Salvatores e molti altri, conduceva un suo corso (“workshop”) di trucco (“make-up”) e per un conflitto di orari non mi è riuscito di incontrarlo, peccato perché volevo raccontargli di come la scena della rimozione degli occhi cibernetici in Nirvana di Salvatores aveva fatto scappare via due anziani dalla sala, nel lontano 1997.

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Nirvana (1997)

Dire che all’epoca quella scena fece schifo anche a me penso sia un buon complimento da fare ad un creatore di effetti speciali.

Nel primo pomeriggio sono riuscito a guardare alcuni corti internazionali dalla Scozia, dalla Spagna e dalla Francia, quello scozzese sottotitolato in francese, quello spagnolo sottotitolato in inglese, quello francese in swahili. Scherzo ovviamente, almeno quello francese era sottotitolato in italiano. Il mio coinvolgimento da spettatore però è terminato lì per via di altre attività in programma nelle quali ero coinvolto in prima persona. La giornata di domenica 23 infatti era dedicata al regista John Carpenter ed ha portato una serie di sorprese inedite.

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Frusciante che parla di Carpenter. Sulla sinistra io che rido alla sua descrizione di E.T.

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Ad un’introduzione di Federico Frusciante dedicata a Carpenter è seguita la mia presentazione di due audiovisivi a sorpresa:

  1. il prologo apocrifo a Per un pugno di dollari, andato in onda solo una volta per la televisione americana nel 1977 e chiara fonte di ispirazione per il film 1997: Fuga da New York. Per la prima volta viene proiettato in Italia, a questo festival, con sottotitoli da me curati.
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  2. A questa curiosità è seguita la versione italiana restaurata di 1997: Fuga da New York che dopo 36 anni torna ad essere proiettata così come appariva nei nostri cinema nel 1981, con titoli di inizio fedeli alla pellicola italiana, audio stereofonico originale e, per la prima volta nella storia del film, con oltre 220 fotogrammi ripuliti individualmente. Un lavoro di preservazione storica cinematografica che mi ha tenuto impegnato per svariati mesi e che supera in qualità qualsiasi versione attualmente esistente.

Vi ricordo il mio articolo sull’adattamento e il doppiaggio di Fuga da New York reperibile qui.

La giornata dedicata a Carpenter è arrivata a conclusione grazie al creatore del blog John Carpenter Italia, presente anche su Facebook con la pagina Il Seme della Follia, il quale ha portato al festival un’altra proiezione inedita, Captain Voyeur, il primo corto del regista statunitense, girato nel 1969 quando era ancora studente dell’università di cinema in California e ritrovato da un archivista solo nel 2011, per caso. Il corto di 8 minuti presenta elementi che poi ritroveremo nei film di Carpenter, in particolare Halloween, ed è stato considerato di importanza storica dal National Film Preservation Foundation.

Il giorno successivo mi sarei perso Maurizio Nichetti (spero che qualcuno abbia registrato il suo intervento intitolato “da Roger Rabbit a Volere volare“) e Ruggero Deodato, ma il festival è così ricco in tutti i suoi quattro giorni che risulta difficile riuscire a godere a pieno di tutte le cose che riesce ad offrire.

Il mio profondo ringraziamento agli organizzatori Alessio Porquier e Ciro Di Dato sia per l’ottima organizzazione dell’evento sia per l’invito e lo spazio che hanno messo a mia disposizione.

Trofei della giornata

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Foto con l’amministratore di “Il seme della follia”

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Federico Frusciante sempre emozionato dal farsi le foto con me

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A memoria della mia partecipazione

[Italian credits] Sfida all’OK Corral (1957)

Difficile descrivere l’emozione di trovare dei titoli di testa in italiano su una colonna portante del cinema western d’annata: Sfida all’O.K. Corral (Gunfight at the O.K. Corral, 1957) di un tipo in gamba come John Sturges.
Il canale La7 ha puntato il 98% del suo palinsesto sull’informazione e l’approfondimento giornalistico, poi c’è un 1% dedicato ai telefilm franco-britannici e per finire ogni tanto ci scappa pure un film. Di solito… con titoli italiani! (Ci ho beccato titoli come Attacco al potere, La maschera di Zorro, Face/Off, Broken Arrow, che però hanno i titoli di coda interrotti dalla pubblicità: non so se li presenterò qui in rubrica.)

Non saprei dire da dove esca fuori questa versione tirata a lucido del film di Sturges con degli scintillanti titoli in italiano: che siano presenti nell’edizione DVD Paramount 2010? Mi sembra difficile…
Non rimane che gustarci un classico immortale del cinema western, con Burt Lancaster doppiato da Emilio CigoliKirk Douglas nientemeno che da Paolo Stoppa (fonte: AntonioGenna.it).

Purtroppo ci sono solo i titoli di testa…

Titoli di testa

L.

P.S.
Se simili resoconti vi interessano continuate a seguirci ogni due venerdì qui su Doppiaggi Italioti e vi invito a venire a trovarmi anche sul mio blog Il Zinefilo: viaggi nel cinema di serie Z.

– Ultimi post simili:

Fi-Pi-Li horror festival – 22-25 aprile 2017

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A Livorno dal 22 al 25 aprile si terrà la 6ª edizione del Fi-Pi-Li horror festival, evento cine-letterario dell’horror e del fantastico al quale sono stato invitato. Sarò presente tra gli ospiti della giornata di domenica 23 aprile durante la quale Il Seme della Follia – il fan club dedicato all’opera del maestro dell’orrore John Carpenter – insieme allo staff del FIPILI Horror Festival, organizzerà il primo raduno nazionale dei suoi fan italiani.
Durante la giornata verrà proiettato il primo cortometraggio di Carpenter – Captain Voyeur, girato nel 1969 e ritrovato negli archivi dell’Università di Cinema di Los Angeles solo nel 2011 – e ci sarà anche un’altra proiezione a sorpresa.
Se volete venire a salutarci saremo lì anche per i corti in concorso.

Tra gli ospiti della giornata, speciale rilevanza avrà l’ultimo dei videotecari, Federico Frusciante, noto su YouTube per le sue recensioni di critica cinematografica e per le approfondite monografie sui registi (qui una delle mie preferite su George Romero).

Frusciante489 Un Frusciante visibilmente emozionato dal farsi la foto con me.

Alcuni orari di domenica 23 aprile ai quali sarò certamente presente:
11.00 – 1° raduno nazionale dei fan di Carpenter, ritrovo e presentazione degli eventi.
17:45 – Conversazione/analisi su Fuga da New York con Evit.
19:30 – “L’angolo del Frusciante” su John Carpenter con proiezione del cortometraggio Captain Voyeur.
Troverete il programma intero qui.

Nella stessa giornata sarà presente anche il creatore di effetti speciali Sergio Stivaletti che gli amanti di un certo genere di film magari potrebbero non riconoscere per nome ma sicuramente per i titoli: Demoni, Vendetta dal futuro, Dellamore Dellamorte, Nirvana… fino a Dracula 3D (!), la lista è veramente senza fine, a tratti epica.
Non posso parlarvi di altri ospiti speciali presenti al festival perché non sono stati ancora resi ufficialmente noti quindi rimando solo alla sezione “news” del loro sito www.fipilihorrorfestival.it.

Vista la giornata carpenteriana del 23 aprile, voglio ricordarvi anche i miei articoli di approfondimento sull’adattamento e doppiaggio di due suoi film:

1997: Fuga da New York – Jena, non Snake. Psicologia di un nome

Cosa? L’adattamento e il doppiaggio di “La Cosa” (1982)

[Video] Speciale SCATOLA DELLA VIDEOTORTURA n°3

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Terzo episodio speciale della serie di svago cinematografico “i videocommentatori” che raccoglie i nostri commenti durante visioni private di film di dubbio gusto.

Tra le curiosità, nel film visionato si sente Mino Caprio che doppia un personaggio affine a quello che interpreterà in una pellicola dalle simili premesse (non faccio nomi per non rovinare la sorpresa a chi vorrà vedere l’episodio)… in ogni caso si tratta di un film dal doppiaggio al momento non documentato (sebbene abbia molte voci note).

Per chi mi segue per gli articoli del blog, la prossima analisi di adattamento e doppiaggio non tarderà ad arrivare. Tenete duro, sto facendo alcune ricerche.

[Italian credits] Il pianeta fantasma (1961)

Si torna alla fantascienza in bianco e nero titolata in italiano: dopo Guerra tra i pianeti (1954), è la volta de Il pianeta fantasma (The Phantom Planet, 1961) di William Marshall.

Si tratta di un piccolo film indipendente scritto e prodotto da Fred Gebhardt, che immagina i tentativi futuri dell’umanità di esplorare lo spazio, partendo da sicure basi lunari. La nave del capitano Chapman (Dean Fredericks) si “scontra” con un pianeta errante ed una volta sceso a terra, per ragioni non meglio chiarite, l’astronauta rimpicciolisce. Tutti gli abitanti del pianeta sono lillipuziani che vivono in modo essenziale, che Chapman chiama anzi “primitivo”.
Scatta l’immancabile love story con la figlia del capo, la gelosia dell’autoctono che finisce in rissa, gli alieni mostruosi che vogliono invadere il pianeta, il bianco americano dal ciuffo acchiappone che risolve la situazione, e poi il ritorno in salvo sulla Luna quando il pianeta “ci passa vicino”.
Diciamo non proprio un film memorabile, né particolarmente desideroso di scostarsi dal più rigido canone del genere dell’epoca.

Uscito in patria il 16 dicembre 1961, il film arriva in Italia il 19 luglio 1963, pronto ad essere dimenticato per i successivi cinquant’anni: solamente nel 2008, infatti, la Eagle Pictures lo riporta alla luce, in un’edizione DVD che verrà ristampata nel 2013.
Sul retro della copertina di quest’ultima edizione campeggia un avvertimento:

Il film contenuto in questo DVD presenta dei difetti fisici sul master d’origine dovuti al non ottimale stato di conservazione del materiale in pellicola.

La copia che presento qui è registrata dal canale televisivo Retecapri – ormai mio fertile territorio di caccia! – durante la messa in onda del 25 marzo 2017: non so dire se questa pellicola è la stessa utilizzata per la masterizzazione in DVD.

Una curiosità. All’inizio del film una comparsa vanta l’inconfondibile voce italiana di Ferruccio Amendola, all’epoca trentenne ma già doppiatore prolifico.

Titoli di testa

Titoli di coda

L.

P.S.
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[Italian credits] Basic Instinct (1992)

Il 20 marzo 1992 usciva negli Stati Uniti Basic Instinct di Paul Verhoeven, pronto ad arrivare in Italia nel settembre successivo con tutto il suo carico di polemiche, sia per il celebre “accavallamento di gambe” scandaloso sia per come venivano ritratti gli omosessuali nella pellicola.

Ricordo che in quei giorni le polemiche erano così accese che una troupe televisiva con Paolo Brosio mostrò in diretta l’entrata degli spettatori alla proiezione serale romana del film, al cinema Maestoso del quartiere Alberone di Roma, dove esagitati giravano tra la folla rivelando il “colpevole” finale come gesto di protesta perché – secondo loro – le lesbiche erano ritratte in modo offensivo nella pellicola. Ricordo l’episodio perché abitavo a pochi passi da quel cinema…

Tutto questo per dire che questa settimana festeggiamo, con un po’ d’anticipo, i 25 anni del film con i titoli italiani presenti nell’edizione VHS Pentavideo nella collana economica “Pepite”, purtroppo senza data specificata: al posto di una datazione precisa c’è invece la scritta «Attenti alla “bionda”, può bastare un suo gesto… per fare danni».

Insieme al film la Sperling & Kupfer presenta anche la relativa novelization in libreria, che però curiosamente viene ristampata in Edizione Club con il titolo Istinti.

«Pseudobiblia»

Tra i meno noti protagonisti della vicenda del film ci sono degli ottimi pseudobiblia, “libri falsi” che il premiato sceneggiatore Joe Eszterhas inventa come attività libraria di Catherine Tramell, l’algida psichiatra interpretata da Sharon Stone.

Il detective Nick Curran (Michael Douglas) sta indagando su uno spinoso omicidio, la cui dinamica si scopre corrispondere esattamente all’ultimo libro della Tramell: una ex star musicale viene trovata uccisa a letto con un rompighiaccio, e tutta la scena la si ritrova a pagina 67 del romanzo pubblicato l’anno precedente dalla scrittrice, con lo pseudonimo Catherine Woolf. Il fatto stesso in sé può risultare un alibi: potrebbe la donna essere così stupida da mettere in atto i delitti che lei stessa ha inserito nei propri romanzi? D’altro canto è buona cosa per uno in gamba fingersi stupido…
Viene chiamato uno psichiatra per stilare il profilo della scrittrice. «Vedo due possibilità – è il suo referto. – Una, la persona che ha scritto questo libro è il vostro assassino e ha messo in pratica l’omicidio descritto con precisi dettagli rituali. Due, qualcuno che vuole colpire la scrittrice ha letto il libro e ha attuato l’omicidio per incriminarla.» Serviva un costoso psichiatra per giungere a queste conclusioni?

Per saperne di più sul rapporto fra Catherine Tramell e i suoi libri “che uccidono”, vi rimando al mio speciale “Psicobiblia: libri falsi per la mente“, all’interno della mia rubrica “Pseudobiblia: storie di libri che non esistono“.

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L.

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